Che aria tira a Firenze?

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ariafirenze2Quante volte ci siamo detti: «Che aria irrespirabile!». Per colpa di chi? Dell’inquinamento, ovvio. Polveri sottili, biossido di azoto: termini ormai familiari… sono questi i maggiori inquinanti dannosi per la salute.

Ma che aria tira a Firenze? Come viviamo nella nostra città, cosa respiriamo, come ci spostiamo? Il traffico e gli  impianti di riscaldamento rendono la città sicuramente più inquinata d’inverno; Lo smog, rispetto agli scorsi anni, è sicuramente calato, ma non molla, e i veleni sono sempre in circolazione.

Dando un’occhiata al sito dell’Arpat (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, ariafirenze1che effettua il monitoraggio dello stato dell’ambiente),  le centraline che rivelano il livello degli inquinanti sono la “bocca della verità” che racconta, già a partire dai primi giorni del 2014, di una situazione non incoraggiante. A dire il vero, nemmeno il 2013 non era stato rassicurante per la nostra città in fatto di stress da polveri sottili: 46 giorni di sforamento ( a fronte dei 35 previsti per legge) nella centralina di Ponte alle Mosse (maglia nera della città), 36 in quella di Gramsci; dati che confermando Firenze (come documenta la classifica Mal’Aria di Legambiente) come la località toscana che registra la quantità più alta di giorni di superamenti. Firenze ha il primato nazionale anche per inquinamento da biossido di azoto (NO2), le cui emissioni agiscono principalmente come irritante sulla mucosa degli occhi, naso, gola e apparato respiratorio sopratutto nei bambini; molte malattie sono legate allo smog, la correlazione è dimostrata da autorevoli studi scientifici.

bici4E allora ci siamo mai chiesti: cosa può fare la nostra amministrazione per fornirci aria respirabile? Ovviamente, può promuovere una città più smart, libera dallo smog, che incoraggi l’uso dei mezzi pubblici elettrici e il car sharing. E come? Attraverso la cosiddetta mobilità dolce. E anche noi tutti dovremmo privilegiare la mobilità del trasporto pubblico locale, della bici e… delle nostre  gambe.

Il passaggio da  una visione “autocentrica” a una “umanocentrica” aumenta la sicurezza, la salute delle persone, la vivibilità delle strade. Prendiamo ad esempio la bicicletta e l’automobile, e confrontiamole. L’auto equivale a: perdite di tempo, di soldi, di salute; ti costringe in una esasperante immobilità e a ingorghi quotidiani. La bici, al contrario, offre sicurezza, riduzione del traffico e una viabilità meno pericolosa.

Ma non disperiamoci troppo: nonostante tutto, Firenze, in positivo, è tra le sei grandi città italiane che ariafirenze3negli ultimi anni hanno investito di più per migliorare la ciclabilità e le infrastrutture ad essa dedicate; la pedonalizzazione offre spazi percorribili per pedoni e ciclisti, cosa che -affiancata all’opportunità di far salire la bici sulla tramvia-  crea un circolo positivo di pratiche virtuose.

Cosa fare per rivendicare il diritto ad un respiro più pulito? Cambiare stile di vita e di pensiero, non fermarsi al solito dilemma che separa il dire e il fare. Ci sono ancora buchi da tappare nella conoscenza comune: molti ancora sono convinti che l’azione individuale non sia efficace. Ė vero il contrario ovviamente! Provare a rivendicare aria respirabile? Non è un male, al contrario: è un nostro diritto, ricordatevelo!

KATIA ROSANNA ROSSI

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