Cinque motivi per andare a vedere la mostra di Alphonse Mucha a Firenze

Mucha

Siamo stati al Museo degli Innocenti per vedere l’esposizione dell’artista ceco e vi raccontiamo perché non potete assolutamente perdervela.

“Alphonse Mucha. La seduzione dell’Art Nouveau” – curata da Tomoko Sato e Francesca Villanti – è la prima mostra a Firenze dedicata a Mucha che sarà aperta fino al 7 aprile 2024 presso il Museo degli Innocenti di Firenze. Un’esposizione che percorrere a tutto tondo la personalità poliedrica e l’ampia carriera dell’artista, padre dell’Art Nouveau e conosciuto in tutto il mondo per il suo stile iconico. Le sue immagini di donne bellissime e sensuali hanno dominato la scena di fine ‘800 e inizio ‘900, ma c’è tantissimo della sua vita che poco si sa e che questo progetto – organizzato da Arthemisia e il Museo degli Innocenti con patrocinio del Comune di Firenze e dell’Ambasciata della Repubblica Ceca, insieme alla Fondazione Mucha e In Your Event by Cristoforo – illumina, permettendoci di conoscere tutte le sue sfaccettature.

Se per caso ancora non foste convinti ad andare a visitare l’esposizione, ecco cinque motivi che vi renderanno impossibile non farlo!

1.Fare un tuffo nella storia e nella cultura di fine ‘800 inizi ‘900

La vita personale e la carriera di Alphonse Mucha attraversano diversi periodi storici, politici e culturali; le sue opere ci permettono così di disegnare un quadro della società dell’epoca e delle sue evoluzioni: dalla Belle Époque fino alla guerra. Dal momento in cui nel 1878 l’artista si reca prima a Vienna e poco dopo a Parigi per studiare e lavorare come scenografo teatrale, la sua biografia si arricchisce di incontri, a partire da quello con Hans Makart a quello con il conte Belasi – sostenitore del lavoro di Mucha – fino all’amicizia con Gauguin. Ma fu l’incontro con Sarah Bernhardt nel 1894 a cambiargli letteralmente la vita. Sarah era un’attrice famosissima in grado di ammaliare le masse, dalla prima volta che Mucha la ritrasse in un manifesto teatrale iniziò una collaborazione proficua per entrambi.

Mucha fu conosciuto e apprezzato da tutta la comunità parigina che inizia a commissionargli opere di ogni tipo. Ecco che attraverso le sue illustrazioni possiamo venire a conoscenza delle più belle rappresentazioni teatrali dell’epoca, dei gusti e dei costumi del tempo, ma non solo. Perché se Mucha poteva vantare una fama mondiale nell’ambito pubblicitario, sono anche le sue realizzazioni con intento sociale e patriottico a catturare l’attenzione. Come ad esempio quella realizzata per il padiglione della Bosnia ed Erzegovina per Exposition universelle nel 1899 o Epopea Slava. L’artista ha lottato per la libertà dei popoli slavi con un fervente patriottismo raccontando con la sua arte le vicende storiche e le tradizioni di questo popolo.

Infine, la mostra ci permette di conoscere il suo legame con la religione da un lato e con la massoneria dall’altro. Un lato più misterioso dell’artista che ci indica come a quei tempi si stavano sviluppando anche correnti esoteriche e teologiche da cui anche egli fu attratto. Mucha è stato interprete del proprio tempo e contemporaneamente un innovatore, ecco perché conoscere il suo percorso è davvero interessante.

2. Scoprire i primi passi della comunicazione grafica e pubblicitaria

Poster, oggetti d’arredamento, saponette, birre, cioccolata, cartine per sigarette e tanto altro; le donne di Mucha o le sue fantasie ornamentali si potevano trovare su tantissimi tipi di prodotto. Oltre che padre dell’Art Nouveau è possibile considerarlo un precursore dell’arte grafica e uno dei primi comunicatori pubblicitari. Ha, infatti, collaborato con tantissimi brand: dalla Nestle a Moët & Chandon. Seguire la sua carriera ci aiuta, quindi, anche a comprendere come la comunicazione visuale si sia sviluppata in quegli anni. La mostra al Museo Degli Innocenti ospita più di duecento opere ricostruendo l’immenso portfolio dell’artista e permettendoci di venire a conoscenza di tutte le tappe più importanti della sua carriera.

Per me – ex studentessa di comunicazione – poter osservare da vicino il processo con cui questo artista è riuscito trasformare le richieste dei clienti in vere e proprie opere d’arte mantenendo il proprio tratto distintivo è stato davvero affascinante.

3. Riscoprire il vero valore dell’arte

Quella di Mucha è un’arte totale che non ha solo scopi ornamentali ma che si fa forte del suo potere comunicativo per ispirare. L’ artista, infatti, creava per il popolo sostenendo che l’arte dovesse essere accessibile a tutti e che avesse lo scopo di arricchire la vita di bellezza.

“Preferisco essere qualcuno che crea immagini per le persone, piuttosto che qualcuno che fa arte fine a se stessa”

Per lui il processo artistico era espressione delle emozioni più profonde, un bisogno spirituale. In ogni suo lavoro è, infatti, possibile percepire il legame con il soggetto rappresentato. Un perfetto connubio di mentalità commerciale e creativa, Mucha è sicuramente una figura che tanto ha da insegnare anche nei tempi moderni. Come spiega John Mucha – nipote dell’artista e presidente dell’omonima fondazione – “mio nonno era appassionatamente convinto che l’arte fosse un dono essenziale per il genere umano, e per questo dovesse essere accessibile al grande pubblico, incoraggiando il maggior numero di persone ad ammirarla e apprezzarla. Speriamo, dunque, con questa nuova rassegna di proseguire nel solco da lui tracciato e riuscire a comunicare con freschezza ai visitatori – toscani e non – gli interessi, le passioni e le convinzioni insite nella sua visione artistica.”

4. Apprezzare una Bellezza femminile universale e osservare le prime conquiste della donna

Mucha rivoluzionò il ritratto della figura femminile tanto che il suo modo di rappresentarla fu a tal punto unico da diventare un mito. Dall’altro lato la sua arte riporta una bellezza universale grazie ad un linguaggio capace di comunicare a tutti attraverso tantissimi diversi supporti. Quello che comunica è un messaggio importante che rispecchia i cambiamenti nella considerazione della donna che stavano proprio prendendo avvio in quegli anni.

Mucha si fa primo interprete di una visione più moderna. Le protagoniste delle sue opere sono donne attive nella vita sociale, decise e sensuali, che bevono alcolici, indipendenti e fascinose. La rassegna ci riempie gli occhi di bellezza e contemporaneamente ci mostra le prime conquiste delle donne per quanto riguarda indipendenza e libertà.

5. Immergersi in un mondo magico ed ipnotico

Mentre si cammina per la mostra allestita nelle sale del Museo degli Innocenti si è circondati dalla magia; si rimane ipnotizzati dai vivaci colori, dalla sensualità dei corpi e dai volti così vividi delle donne che sembrano quasi prendere vita. È difficile staccare gli occhi dalle illustrazioni di Mucha, si è come risucchiati dagli infiniti dettagli, dalla precisione con cui sono rappresentati abiti, espressioni, movimenti. Ogni illustrazione racchiude un mondo da cui si viene catturati, l’atmosfera è quella del sogno. L’intero lavoro dell’artista è un omaggio alla bellezza femminile che lascia senza fiato.

Visitando l’esposizione si perde la cognizione del tempo proprio quel tempo che Mucha viveva come una maledizione e che – come ha affermato – è come “una morte prematura”. Possiamo, invece, sostenere che con la sua arte è riuscito a fermarlo regalando a tutti noi una dimensione sospesa e senza fine.

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