Dal Messico la nuova mostra a Firenze di Bosco Sodi

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Bosco Sodi: la mostra a Firenze tra materiali e movimento

Riapre La Galleria Eduardo Secci di Firenze con una nuova mostra monografica dell’artista contemporaneo di Città del Messico Bosco Sodi. La mostra aprirà al pubblico l’11 settembre.

Bosco Sodi a Firenze

Bosco Sodi Nasce a Città del Messico nel 1970. Dopo gli studi di pittura all’età di 30 anni riceve la sua prima menzione d’onore in occasione dell’International Competition IFE a Città del Messico. I suoi solo shows sono stati ospitati da numerose gallerie come la Axel Vervoordt Gallery (Hong Kong), la Kasmin Gallery (New York), la Taka Ishii Gallery (Hong Kong), la Luciana Brito Gallery (San Paolo) e la Pace Gallery (Londra e New York). Mentre tra i musei che hanno organizzato mostre monografiche di Sodi ricordiamo il Centro de Arte Contemporáneo de Málaga (Malaga), l’Hong Kong Arts Centre (Hong Kong), il Pioneer Works centre (New York), il Bronx Museum (New York) e il Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi (MIAAO, Torino).

Sodi è conosciuto per i suoi dipinti di larga scala riccamente strutturati e dai colori vivaci. La sua pratica artistica si basa sulla ricerca del potere emotivo nell’essenzialità delle materie prime che usa per eseguire i suoi dipinti. Concentrandosi sull’esplorazione materiale, sul gesto creativo e sulla connessione spirituale tra l’artista e il suo lavoro, Sodi cerca di trascendere le barriere concettuali.

La gran parte delle opere di Sodi presentate alla mostra a Firenze sono frutto del lavoro svolto dall’artista negli ultimi tre anni tra lo studio di New York e quello di Oaxaca in Messico. Dotate di una spiccata tridimensionalità, le opere di Sodi possiedono una duplice connessione con le materie prime di cui si compongono. Se da un lato materiali come fibre naturali, segatura, colla, legno e argilla richiedono un processo fisico intensivo, dall’altro lato l’autonomia degli elementi è preservata e assecondata. Così le opere di Sodi trovano la loro unicità ogni volta nell’incontro tra atto creativo e caratteristiche del singolo materiale.

Per informazioni e biglietti potete cliccare qui

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Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.

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