Evento Everyday Icons all’Accademia del Caffè Espresso di Firenze – degustazioni, artigiani e cultura del caffè

Everyday Icons: l’artigianalità toscana al centro della scena all’Accademia del Caffè Espresso

Caffè, pane, vino, olio, cioccolato. Ingredienti quotidiani, protagonisti di un racconto straordinario fatto di gesti semplici e scelte coraggiose.

C’è un’Italia che si racconta non attraverso le grandi celebrazioni, ma attraverso i gesti che compiamo ogni giorno. È l’Italia del pane impastato a mano, del vino curato con rispetto, del caffè preparato con attenzione, dell’olio franto con sapienza e del cioccolato prodotto artigianalmente. È proprio a questa Italia che l’evento “Everyday Icons”, ospitato lo scorso 21 ottobre 2025 presso l’Accademia del Caffè Espresso a Firenze, ha dedicato una giornata intensa di incontri, parole e assaggi.

Nato nell’ambito degli Accademia Days, il format culturale promosso da La Marzocco per diffondere una visione consapevole del mondo del caffè, Everyday Icons si è rivelato molto più di un evento: una vera e propria celebrazione del “saper fare” che da secoli caratterizza il territorio toscano e italiano.

La semplicità che diventa arte

Cinque prodotti della nostra quotidianità — caffè, pane, olio, vino e cioccolato — sono stati al centro di un racconto corale che ha attraversato pratiche agricole, processi artigianali, esperienze imprenditoriali e visioni future. Il pubblico, composto da professionisti del settore, appassionati e curiosi, è stato accompagnato in un percorso di scoperta che ha messo in dialogo materia prima e valori, produzione e rispetto, gusto e responsabilità.

La mattinata si è aperta con una serie di speech ispirazionali, che hanno dato voce a personalità autorevoli del panorama gastronomico e artigianale italiano. A prendere la parola sono stati:

Adriano Zago, enologo e fondatore di Cambium Farm, con un intervento sulla viticoltura come pratica rigenerativa e spirituale;
Pasquale Polito, co-fondatore di Forno Brisa, che ha parlato del pane come progetto collettivo e inclusivo;
Dianora Corsini, titolare di Castello del Trebbio, con la sua esperienza nel custodire la biodiversità agricola del territorio;
Marco Colzani, artigiano del cioccolato, che ha raccontato la filiera diretta come gesto politico e di qualità;
Marco Purini, coffee expert di Accademia, che ha guidato il pubblico nel cuore della filosofia La Marzocco: il caffè come cultura e relazione.

Ognuno di loro ha portato un punto di vista capace di legare il fare all’essere, la tecnica all’etica, la qualità alla responsabilità sociale e ambientale.

every days icons

Un’esperienza sensoriale e collettiva

Nel pomeriggio, le parole si sono trasformate in esperienza diretta grazie a una serie di workshop e degustazioni tematiche, pensate per far dialogare il pubblico con i prodotti e i produttori. I partecipanti hanno potuto assaporare oli e cioccolati artigianali, esplorare la differenza tra i caffè specialty, confrontarsi sul pane a lievitazione naturale, riscoprire i profumi del vino “vivo”.

Ogni tavolo di degustazione era un piccolo laboratorio di consapevolezza, un invito a riconnettersi al valore della semplicità fatta bene, al piacere dell’incontro, all’importanza della filiera corta, dell’ascolto e del tempo.

Un manifesto per la cultura del quotidiano

Con Everyday Icons, l’Accademia del Caffè Espresso ha rilanciato con forza il proprio ruolo di centro culturale attivo nella promozione di una cultura del caffè che sia anche cultura del rispetto, della comunità, dell’eccellenza accessibile. Un luogo che non celebra il prodotto fine a se stesso, ma le persone che ogni giorno gli danno forma, e le pratiche che rendono la quotidianità un’occasione di bellezza.

Nel panorama di eventi legati all’agroalimentare e alla sostenibilità, Everyday Icons si è distinto per la sua capacità di unire contenuto e forma, ispirazione e concretezza. Un evento che ha lasciato il segno, dimostrando quanto bisogno ci sia oggi — anche nel mondo della gastronomia — di rallentare, ascoltare, imparare a vedere valore nelle cose che ci sembrano scontate.

Un gesto semplice, come bere un caffè, può diventare allora un atto culturale. Basta sapere dove guardare.