Filistrucchi, l’Arte in testa

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Lo yak, detto anche bue tibetano, è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Bovidi. La varietà domestica (Bos grunniens grunniens), di dimensioni leggermente inferiori, è utilizzata come animale da soma e fornisce cuoio, carne, latte e lana. I suoi escrementi, seccati al sole in forma di mattonella, costituiscono un importante combustibile in alcune zone aride e quasi prive di vegetazione arborea. C’è poi un utilizzo bizzarro del pelo di yak che probabilmente i tibetani non conoscono: è materia prima per splendide, complicatissime parrucche bianche.

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Come lo so? Andate in via Verdi al 9, all’altezza dell’incrocio con Via Pandolfini. Lì c’è Filistrucchi, dal 1720, quando la via si chiamava via del Fosso, perché Giuseppe Verdi non era ancora nato. La più antica bottega di Firenze tramandata di padre in figlio.

Gabriele e Gherardo vi lasceranno a bocca aperta raccontandovi il proprio mestiere, uno dei più incredibili mai sentiti. I signori Filistrucchi sono nientepopodimeno che “maestri nell’arte della trasformazione” e nel sangue hanno otto generazioni di parruccai, speziali, “cava-denti”, flebotomi, acconciatori, truccatori.

Sinonimo di qualità ed eccellenza artigianale, la bottega Filistrucchi ha fin dagli esordi portato le proprie creazioni sulla pelle e sulla testa di nobildonne, dame, cavalieri, attori di teatro e del cinema, ballerini, di cantanti lirici di fama mondiale e di giovani promesse, partendo dal Teatro del Cocomero (oggi Teatro Niccolini), passando per La Scala, arrivando al Metropolitan Opera di New York.

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Vengono eseguiti lavori su misura e per ogni tipo di esigenza – anche in caso di calvizie, traumi o cicli di cura che generano mancanza pilifera – utilizzando materiali selezionati e di prima qualità.

Tra questi, vengo istruita dai Filistrucchi, domina incontrastato il capello “italiano”, di natura crespo, anche quando liscio, pregiato e resistente, ottimo per la lavorazione di parrucche. Si fosse saputo in epoca fascista, questo avrebbe potuto essere l’unico nostro vero vanto patriottico!

La bottega è un luogo luminoso e sobrio, in legno chiaro, con cose curiose ed interessanti per un occhio profano come il mio. Ma è varcando la soglia del retrobottega che si viene scaraventati in un mondo fantastico, surreale, nuovo, antico, magico, misterioso: parrucche in capelli naturali, da giorno, da teatro, da spettacolo, greche, romane, “Richelieu”, per bambole, in yak (!), baffi, barbe, basette, toupet, trecce, ciglia, “crespo in capelli”, protesi in lattice e in silicone, nasi, nasi da Pinocchio, menti, orecchie, tradizionali e da elfo, corna, maschere sorridenti, mostruose, iraconde, calchi in gesso e in resina, sangue finto, denti da vampiro, cipria, pennelli, ombretti, rossetti, brillantini, colori. Angeli, diavoli, satiri, arte, segreti, storia e Firenze si accalcano tra le mura di Filistrucchi che, più che una bottega, sembra La Divina Commedia.

Uscendo “a riveder le stelle” vi sentirete trasformati, anche senza trucco.

TERESA TANINI

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