Gucci a Firenze – la nascita di un Impero

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Chi, come, dove, quando – dalle origini dell’impero Gucci ad oggi. Un viaggio nella storia del brand di lusso più amato.

Gucci nasce nel 1921 quando Guccio Gucci torna a Firenze dopo aver lavorato in alcuni hotel di lusso tra Parigi e Londra. Comincia ad aprire una serie di piccoli negozi di pelletteria, dedicando una parte del suo lavoro anche ad articoli da viaggio e per l’equitazione. Da qui i riferimenti sempre presenti all’ambito equestre: il famoso motivo verde-rosso-verde viene, non a caso, dalla sella da cavallo. gucci Firenze

Ad uno ad uno nascono i must del marchio. 1947, la Bamboo Bag, la prima borsa con il manico in bambù. Ispirata nelle forme alla sella da cavallo ma con un dettaglio povero in bambù nato per sopperire alla carenza di pellame nel dopoguerra, allo stesso tempo la sua particolarità esotica serviva ad alimentare il bisogno di evadere e viaggiare in mondi lontani. Nel 1953 arriva il mocassino con il morsetto e nel 1966 il foulard Flora era al collo di Grace Kelly. Da questo momento il Sole, ogni giorno, nasce e tramonta a Firenze – Audreay Hepburn, Jackie Kennedy e Maria Callas vestono Gucci.

Negli anni ’90, però, Gucci è sull’orlo della bancarotta e a traghettarlo nuovamente nell’Olimpo dell’alta moda è Tom Ford. A rilanciare il brand sono le linee guida stilistiche del designer-regista-sceneggiatore texano e le collaborazioni con fotografi del calibro di Mario Testino, Richard Avedon, Steven Meisel, Helmut Newton e Herb Ritts. Sensuale e rivoluzionaria, la donna di Tom Ford cavalca come una valchiria le passerelle e le copertine. gucci Firenze

Quando giunge al termine la storia d’amore tra Gucci e Tom Ford, è Frida Giannini a salire al trono della Maison per circa dieci anni. La stilista reinventa l’archivio e banchetta con Hollywood per scegliere i volti delle campagne pubblicitarie. Nel 2015 sono molte le chiacchiere su chi prenderà il suo posto in seguito ad un addio piuttosto improvviso e burrascoso. Alessandro Michele, il suo braccio destro, le succede diventando il nuovo direttore creativo. gucci Firenze

Dalla prima sfilata nel 2015 ad oggi è stato un crescendo di successi. Alessandro Michele crea un mondo immaginario unico, contaminato dalle sue passioni. Nelle sue vetrine vediamo abiti, cinema, scarpe, musica, letteratura, maschere e filosofia. Un orientamento genderless, una sintesi perfetta tra barocco e punk, una rappresentazione precisa del caos di citazioni pop. Come per le sue creazioni, anche il modo di comunicare il mondo Gucci è cambiato con il suo arrivo. Street art al posto di cartelloni pubblicitari, una y invece che una i, quadri rinascimentali su Instagram per lanciare la nuova linea beauty, un museo, il Gucci Garden, che è anche una boutique e un ristorante stellato. La riuscita del suo lavoro viene ulteriormente confermata nel 2017 quando il Time lo include come unico italiano tra i “100 most influential People”.

Oggi Gucci è la seconda casa di moda più venduta dopo Louis Vuitton, vanta circa 300 negozi in tutto il mondo e all’interno del suo gruppo include Saint Lauren, Boucheron, Bottega Veneta, Alexander McQueenBalenciaga.

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Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, collezionatrice seriale. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Dal 2017 ho il mio Blog di viaggio Tornopercena.com e oltre a collaborare con FUL – Firenze Urban Lifestyle, scrivo anche per National Geographic Traveler, Artribune e Viaggio nel Mondo.