Il Barbiere di Siviglia, l’inutil precauzione

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Un barbiere ‘di qualità’ al Teatro del Maggio Fiorentino

Torna sul palcoscenico del Teatro del Maggio musicale fiorentino fino al 28 marzo (ore 20), il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Con una una messa in scena minimalista, originale, piena di trovate e di brio con costumi coloratissimi da caricature da commedia dell’arte, il regista Damiano Michieletto reinterpreta l’opera in chiave ‘giovanile’, per avvicinare il più possibile i giovani a questo tipo di rappresentazione.

Dice il regista: «Questa regia è un gioco di fantasia e di evocazione. Gli spazi della storia sono sempre evocati, mai rappresentati. La possibilità di evocare la presenza di qualcosa sul palcoscenico è uno degli aspetti affascinanti del teatro, perciò ho cercato di usare degli oggetti normali e semplici e di farli diventare l’ingrediente unico della scenografia. Il risultato è che mi sono trovato con un palcoscenico in cui una ventina di sedie rosse, una scala blu, degli ombrelli e alcuni enormi palloni erano tutto quello che bastava. I personaggi sono come esplosi nelle loro caratteristiche fisiche e caricaturali. Ecco quindi dei costumi fantastici, di pura immaginazione, con marcati riferimenti a tratti animaleschi, quasi da Commedia dell’Arte. L’ouverture inizia con un viaggio, in treno. Un viaggio che sembra partire in modo normale, senza nessun imprevisto, ma ad un certo punto il ritmo del treno comincia a crescere, cresce, cresce, prende il volo e tutti i tranquilli passeggeri vengono catapultati involontariamente nell’opera diventando i protagonisti di questa surreale dimensione. Il leit motiv del viaggio costituisce la cornice narrativa entro la quale respira il libretto dell’opera, animato da invenzioni sceniche che sfiorano una dimensione circense e dove tutto quello che avviene è sostenuto da una visione coreografica delle relazioni»

il barbiere di siviglia - maggio musicale fiorentino

Sul podio per dirigere l’Orchestra del Maggio, c’è il maestro Michele Gamba. Un’occasione unica per godersi uno spettacolo roboante, vivace, buffo e tutt’altro che noioso o soporifero. Un modo per convincere anche i più scettici e restii a varcare la soglia del teatro e farsi coinvolgere dalle arie, dall’allegria dirompente di Figaro, interpretato da un superbo Bruno Taddia, e compari che si dimostrano essere davvero di ‘qualità’ (la-la-la-la).

Poche date ancora per approfittare dell’occasione di veder recitare Sofia Koberidze nei panni di Rosina, Omar Montanari in quelli di Don Bartolo, Francesco Marsiglia in quelli del Conte d’Almaviva e Gabriele Sagona in quelli di Don Basilio, insieme agli altri interpreti Patrizia La Placa, Carmen Buendìa, Gabriele Spina e Antonio Corbisiero e altri.

Insomma, non perdetevi la chance di salire sull’espresso Firenze Siviglia: un viaggio lirico, in tutti i sensi.

Articolo a cura di Rita Barbieri

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