Il fantasma di Zappolino sarà evocato a Firenze

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Al Teatro Cestello uno spettacolo sulle caratteristiche dell’essere profondamente italiano, a partire dai lati oscuri dell’Italia di ieri e oggi.

Tra i tanti misteri veri o presunti che fanno da contorno al “Caso Moro”, ce n’è uno particolarmente inspiegabile con la logica politica. Basato su un fatto vero, “Il fantasma di Zappolino”, scritto e diretto da Marco Giavatto, va in scena il 3 e 4 maggio. Un’opera teatrale spunto di riflessione sul nostro Paese in certi frangenti della sua storia. In particolare durante i cinquantacinque giorni di prigionia del presidente della Democrazia Cristiana, rapito e assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978.


Nell’aprile del 1978, un gruppo di professori dell’Università di Bologna, riunito in una villa in località Zappolino, fece una seduta spiritica evocando Giorgio La Pira, il fu popolare sindaco della Firenze del primo Dopoguerra. Allo spirito manifestatosi chiesero dove fosse tenuto nascosto Aldo Moro e il piattino da caffè si mosse sul foglio delle lettere componendo la parola GRADOLI. Scoperto che in provincia di Viterbo esisteva un piccolo paese con questo nome, uno di loro – destinato a diventare un politico famoso  – Romano Prodi, si confidò con un dirigente della Democrazia Cristiana.

In quei giorni drammatici può sembrare assurdo che una stramberia del genere fosse presa in considerazione. Tuttavia il Ministro dell’Interno, Francesco Cossiga, chiese perquisizioni nel luogo. Ovviamente diedero esito negativo ma… Due settimane dopo, la Polizia scoprì casualmente a Roma l’ultimo covo dove le BR avevano tenuto il prigioniero: il civico 96 di via Gradoli! Troppo tardi. Come tutti sanno, il leader della DC sarà ucciso e il corpo fatto rinvenire in una Renault 4 in via Caetani il 9 maggio. Il fantasma di Zappolino aveva fatto una rivelazione falsa. O parzialmente vera, se “qualcuno” avesse dato un’occhiata allo stradario della Capitale.

Premessi i fatti, abbiamo parlato con Giavatto per saperne di più su quest’opera che si preannuncia molto interessante. <<Si potrebbe cadere nell’errore di pensare a questo spettacolo come all’ennesima rivisitazione del ‘Caso Moro’, non è così>> precisa l’autore. <<Tanto meno la pièce vuole fare una morale politica. Tuttavia si assume la responsabilità documentaristica di come si è svolto questo episodio, collegato alla vicenda che ha cambiato l’Italia. La seduta spiritica è così l’occasione per raccontare in chiave comica un fatto drammatico>>.

Allo spettatore rimane il dubbio di una sorta di ‘Truman Show’, dove tutto appare per come vogliono farcelo vedere. Ma il paradosso è inquietante quanto la situazione in sé: <<un fatto così grottesco dove mancavano solo i dialoghi. Così ho immaginato di romanzare questo spirito che risponde ai quesiti di Prodi, Baldassarri, Clò e Gobbo.>>

Curioso che quei docenti saranno poi tutti destinati a ricoprire cariche istituzionali importanti, evidentemente parlare con l’aldilà porta fortuna in politica. <<Il colloquio è assurdo, ma durante lo spettacolo gli attori recitano anche documenti originali dell’epoca. Dalle dichiarazioni di Cossiga alle famose lettere di Moro, quelle in cui esortava lo Stato a trattare la sua liberazione con i terroristi >>.

Ai libri di storia è consegnato che nel 1981, in sede di Commissione d’Inchiesta Parlamentare, i protagonisti confermano della seduta spiritica. <<Sembra una farsa, invece è vero. Almeno così ci è stato raccontato: una presenza evocata da’ un’indicazione che non viene capita. O che non si doveva capire, come se fosse una burla>> conclude il regista.

Premesso che l’Italia degli anni ’70 era ben più ingenua e appassionata di parapsicologia, c’è da credere che fosse il maldestro tentativo di nascondere una soffiata arrivata negli ambienti universitari bolognesi. Forse, nel sottobosco di una città piena di movimenti della sinistra extra-parlamentare, come nel gioco del telefono senza fili, “via Gradoli” si recepì “Gradoli”. Ma questa è una storia di fantasmi.

Il fantasma di Zappolino

venerdì 3 e sabato 4 Maggio ore 20:45

Teatro Cestello – Piazza del Cestello 4, Firenze
Biglietti: 16 €

Foto di Massimiliano Sifone

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Classe 1979, è sopravvissuto agli anni Novanta ma a quel decennio resta irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.