Inter, comincia l’era Inzaghi

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Dopo due anni con Antonio Conte in panchina, l’Inter riparte da Simone Inzaghi. L’addio del tecnico pugliese ha costretto la società a cambiare radicalmente i suoi programmi, ingaggiando l’allenatore che negli ultimi anni ha fatto le fortune della Lazio. Per Inzaghi sarà la prima esperienza in Serie A lontano da Roma.

Ovviamente l’aspettativa nei suoi confronti è altissima. I tifosi sognano di bissare lo Scudetto vinto nella scorsa stagione, e di riuscire a superare finalmente la fase a gironi della Champions League, impresa che nella parte nerazzurra di Milano manca ormai da un decennio intero.

Rivoluzione Inter

Insieme alla Juventus di Allegri, l’Inter sarà giocoforza la candidata numero 1 per la vittoria dello Scudetto. I nerazzurri sono i campioni in carica: sfruttare un eventuale bonus scommesse per puntare su di loro potrebbe rivelarsi una scelta vincente, al netto di una rosa che potrebbe perdere altri calciatori di valore, dopo la cessione di Hakimi al PSG. L’addio del forte esterno marocchino, pagato dai francesi 71 milioni di euro (bonus compresi) era necessario per fare cassa.

Già prima dell’addio di Conte all’Inter, infatti, la proprietà aveva dichiarato apertamente il bisogno di chiudere il mercato in forte attivo. Inizialmente si era parlato di 100 milioni di euro, poi ridotti a 70-80. Attenzione però, perché sulla carta la cessione di Hakimi potrebbe non bastare, visto che l’Inter doveva ancora pagarne la gran parte del cartellino al Real Madrid – da cui lo aveva acquistato l’anno scorso per 40 milioni di euro

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Beppe Marotta, a.d. Sport dell’Inter, ha definito dolorosa ma necessaria la vendita di Hakimi, palesando però la volontà della società di mantenere intatta l’ossatura della rosa. Per riuscirci, Marotta dovrà piazzare alcuni esuberi, riducendo al contempo il monte ingaggi. Non sarà facile, perché giocatori come Vidal e Nainggolan, fuori dal progetto, hanno stipendi che pesano parecchio su ogni eventuale trattativa.

I tifosi temono che alla fine l’Inter sia costretta a vendere un altro dei suoi big, anche se Lukaku ha giurato amore nei confronti della maglia e Lautaro Martinez sta già discutendo il rinnovo del contratto. A questo punto, potrebbe partire Ivan Perisic: l’esterno croato ha disputato un finale di stagione in crescendo e un ottimo Europeo con la sua Croazia, e potrebbe generare una buona plusvalenza.

Come giocherà Inzaghi?

Al netto delle cessioni e degli acquisti, Simone Inzaghi giocherà con ogni probabilità con il suo tanto amato 3-5-2 (o 3-5-1-1). L’Inter lo ha scelto anche per questo motivo, visto che l’ex tecnico della Lazio predilige lo stesso modulo con cui Antonio Conte ha vinto il 19° Scudetto. Tra l’altro, Inzaghi ritrova De Vrij, che aveva allenato nella Capitale prima del passaggio proprio ai nerazzurri.

L’olandese, insieme a Skriniar e a Bastoni, sarà il perno della difesa a 3, mentre Calhanoglu, preso a parametro 0 dai cugini del Milan, potrebbe essere per l’Inter ciò che Luis Alberto era per la Lazio di Inzaghi: una mezzala di qualità e inserimento, capace di sfornare assist e di colpire anche dalla lunga distanza.

Davanti, non si prescinde dalla coppia Lukaku-Lautaro Martinez, in qualche modo molto simile a Immobile-Correa. Il centravanti del Belgio sarà la boa, attorno alla quale l’attaccante argentino ruoterà per aprire gli spazi.

foto stadio olimpico
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L’Inter può vincere lo Scudetto?

Forse è un po’ presto per rispondere a questa domanda, anche se nella conferenza stampa di presentazione, il neo tecnico Simone Inzaghi non si è nascosto, dichiarando che la volontà sua e della società è quella di bissare il successo dello scorso anno. Sicuramente molto faranno le scelte di mercato e la possibilità di non privarsi di altri titolari inamovibili. In questo caso, l’Inter si presenterà ai nastri di partenza tra le favorite per il successo finale, senza dimenticare la Champions League e la Coppa Italia. Inzaghi ha già vinto questa competizione, nel 2018/2019, oltre ad essersi aggiudicato anche la Supercoppa Italiana nel 2017 e ancora nel 2019. Forse non saranno vittorie di assoluto prestigio, ma come dice il detto: vincere aiuta a vincere

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