Jenny Saville in mostra nei musei fiorentini

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I musei di Firenze aprono le porte all’artista di fama internazionale Jenny Saville tracciando un filo diretto tra Rinascimento e arte contemporanea

A partire dal 30 settembre 2021  fino al 20 febbraio 2022 sarà possibile ammirare in diversi musei fiorentini le opere della pittrice inglese Jenny Saville (Cambridge, 1970), una delle voci più influenti nel panorama artistico internazionale. Il progetto espositivo –  ideato e curato da Sergio Risaliti, direttore del Museo del Novecento, promosso dal Comune di Firenze, organizzato dal MUS.E e sostenuto da Gagosian – connette l’arte Rinascimentale a quella contemporanea. Infatti, i dipinti e i disegni di Saville si ispirano e rimandano ai grandi maestri del Rinascimento italiano – tra cui Leonardo, Michelangelo e Tiziano – delineando un filo tra passato e presente.

Il percorso della mostra: dal Museo di Palazzo Vecchio a Casa Buonarroti

Molte delle opere esposte sono state realizzate negli anni ‘90, altre invece pochi mesi fa appositamente per la mostra di Firenze. Tra queste ultime, è presente Study for Pietà (2021) esposta al Museo dell’Opera del Duomo. Il dipinto rimanda direttamente alla Pietà Bandini (c. 1547-55) – da poco restaurata – e rappresenta perfettamente la connessione con la tradizione classica rivisitando in chiave moderna un tema universale: la pietas, l’esperienza del lutto e del compianto.

All’interno del Museo del Novecento sono esposte un centinaio di opere di grande e medio formato. Le immagini di corpi nudi, volti, coppie di amanti e le rappresentazioni della maternità ricordano la statuaria etrusca, l’arte arcaica o egizia, la tradizione classica ma superano i canoni di bellezza femminile mostrando, inoltre, un non esaurimento della forma che rimanda all’impossibilità di fissare in una sola posa l’io.  Nel loggiato esterno del museo – a dialogare direttamente con i passanti – è presente il ritratto di Rosetta II (2000-06), una ragazza non vedente nelle vesti di cantore cieco.

Jenny Saville Firenze

La mostra continua connettendo altri musei di Firenze: nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio è presente Fulcrum (1998-99) dialetticamente in contrapposizione con gli affreschi di Vasari e le sculture presenti nel Salone delle Battaglie; alla Pinacoteca del Museo degli Innocenti è ubicato The Mothers (2011) a confronto con la Madonna col Bambino (1445-50 ca.) di Luca della Robbia e la Madonna col Bambino e un angelo (1465-76); in Casa Buonarroti si trovano Saville Study for Pietà I (2021) e Mother and Child Study II (2009) ad omaggiare i bozzetti michelangioleschi (1517-1520).

Il messaggio delle opere di Saville

Le opere della pittrice inglese – l’artista donna più pagata al mondo e parte del gruppo dei Young British Artists – fanno parlare direttamente il corpo e la carne in un intreccio di astratto e concreto. Nei soggetti rappresentanti è mostrata la violenza umana accompagnata, tuttavia, da un’intensità luminosa degli sguardi. Saville è, infatti, da sempre interessata alle imperfezioni umane che rappresenta sottolineando e superando le implicazioni sociali, i pregiudizi e i tabù ad esse connesse. Quello della carne sfigurata e alterata è un tema ricorrente nei suoi dipinti, interesse nato a partire dallo studio della chirurgia plastica e poi dall’esperienza dell’artista con la maternità.

Fin da bambina Saville è affascinata dall’arte classica ed è così che prende avvio quell’intreccio tra antico e moderno che caratterizza la sua pittura. Le sue opere si muovono oltre il tempo lanciando, con una potenza e un’intensità che catturano al primo sguardo, un messaggio universale di cui le parole chiave sono fragilità e resilienza.

Articolo a cura di Giulia Massarelli

Foto di Martina Scapigliati

https://gagosian.com/artists/jenny-saville/

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