8III8, cosa vedi riflesso? Intervista ad Andrea Pomini

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La personale di Andrea Pomini alla Galleria d’Arte Merlino sarà visitabile da giovedì 8 novembre alle ore 18.00 fino al 18 novembre.

 

E finalmente, dopo esserci incrociati alle mostre di altri artisti, è arrivato il fatidico momento per la tua intervista. E non poteva esserci occasione migliore, in vista della tua personale, ‘POMO 8III8’ alla Merlino Bottega d’Arte c/o Le Murate che inaugurerà l’8 (numero che sa d’infinito o di 3 visto allo specchio) novembre (11esimo mese, altro numero che sa di doppio riflesso) 2018 alle ore 18… E chiuderà il 18 novembre (come l’anno e l’ora di apertura)… Ho già detto tutto…

Conosco poco di Andrea Pomini, quindi sarebbe il momento di presentarci per bene… Chi è Andrea Pomini nella vita di tutti i giorni? Dove nasce la tua passione per l’arte? Ti accompagna da sempre o è emersa in seguito ad un evento/incontro/circostanza particolare?

“Andrea è uno che avrebbe voluto fare l’Istituto d’Arte ma per scelte non sue si è ritrovato Perito Elettrotecnico (quanto di meno artistico si possa immaginare). Nonostante gli studi, l’arte è sempre rimasta con me soprattutto come valvola di sfogo, è un po’ come avere un mondo dentro e la necessità di esprimerlo; con la pittura ma anche scrivendo canzoni e suonando il basso in tre gruppi. La passione per i grandi gruppi rock; lo studio dei testi e delle grafiche degli album, con tutti quei riferimenti nascosti che ancora oggi mi porto dietro. Da qua, e dai fumetti Marvel, è nata la voglia di andare ad approfondire anche il mondo dell’immagine e dell’arte classica”.

Nella tua arte rivisiti volti famosi dell’arte, cinema, fumetto talvolta in chiave ironica riadattandoli alla società odierna, talvolta con quel sottile sarcasmo che ti fa sorridere ma poi ti lascia un po’ di amaro in bocca. Dandogli sempre quel tocco originale che mixa Comics, Pop Art, Stencil e Digital Art. Quale messaggio vuoi mandarci attraverso il ‘subvertising’ di questi volti iconici che fanno parte ormai del nostro immaginario? Vuoi forse farci riflettere sul fatto che nessuna immagine è davvero eterna?

“Parlando di “riflettere” e ricordando la tua introduzione potrebbe essere vero anche il contrario, l’immagine è eterna e nonostante gli immaginari si evolvano lei resiste semplicemente modificandosi senza perdere il suo potere evocativo. Il messaggio è certamente il punto centrale del mio lavoro, ogni nuovo lavoro è sempre legato ad un’idea, mai alla tecnica realizzativa, che varia in funzione di quella che mi appare più appropriata per ottenere il risultato che voglio. Mi capita di vedere video di artisti che dipingono quadri capovolti o bendati ed il risultato finale è perfetto. Bravissimi però, dopo il gesto, cosa resta? Ai miei occhi quel lavoro non ha più niente da raccontare.
Inizio dall’idea principale ed è a quel punto che l’icona, la pubblicità o il personaggio dei fumetti entrano in scena. Diventano funzionali all’idea stessa e possono rafforzarne il messaggio, a volte hanno una funzione omogenea con il loro ruolo nell’immaginario collettivo, in altri casi possono assumere un atteggiamento opposto dando vita ad una sorta di vita segreta. L’idea, il messaggio, i personaggi cambiano ogni volta. Alla mia ultima mostra ho intercettato una frase tra due persone di fronte ad un mio lavoro, uno di loro ha detto: “Mi sembra che ancora non abbia deciso dove vuole andare”; utilizzo questa intervista per rispondergli: “Dove non sono mai stato”“.

Cosa rappresentano per te queste icone? Ti senti un po’ in colpa dopo essere intervenuto in maniera così hard su di loro, o ci provi gusto?

“In colpa certamente no, al contrario il fatto di inserirle all’interno di un mio lavoro è un attestato che non mi sono indifferenti. A seconda del messaggio che vorrei mandare, diventano dei sinonimi di parole potentissime come ad esempio Amore, Bellezza, Odio, Morte; non tutte hanno un’accezione positiva ma riconosco ai miei soggetti la capacità di rappresentarle semplicemente con la loro immagine. C’è bisogno di sintesi se vuoi raccontare una storia intera ed a disposizione hai soltanto lo spazio di una tela”.

Cosa rappresenta per te l’arte classica? Dove dovrebbe portare l’arte contemporanea? Che caratteristiche dovrebbe avere un’immagine per divenire eterna?

“La mia idea di arte contemporanea porta alla riflessione, ad uno sguardo su quello che ci circonda ed a fornire un diverso punto di vista. C’è bisogno di aprire gli occhi su una realtà che, ad essere ottimisti, fa schifo. L’arte deve essere minoranza ed opposizione a quello che non va. L’arte classica è uno dei miei tanti riferimenti, senza Caravaggio non sarebbe esistito Basquiat. Se sapessi come creare un’immagine con tutte le caratteristiche per diventare eterna probabilmente realizzerei tutto l’opposto, ma sono la persona sbagliata per questa domanda: ad ogni mostra l’opera per me più importante torna sempre con me allo studio”.

‘POMO 8III8’ la tua mostra visitabile dall’8 al 18 novembre alla bottega d’arte Merlino a Le Murate a Firenze. 26 pezzi unici ed una limited edition che stupisce anche te, come affermi sui social. Raccontaci cosa hai racchiuso in questa mostra e dacci, se vuoi, qualche news in anteprima…

“Una mostra che ho affrontato in modo completamente diverso dal solito, l’8 novembre sarà il giorno del mio cinquantesimo compleanno così ho voluto dedicare dei tempi diversi ai lavori che ne faranno parte. 81118 racchiuderà il mio lavoro, mai esposto prima, nel corso dell’ultimo anno e sarà l’anticamera per nuove strade che si apriranno nel 2019. Come sempre succede quando ci si approccia ad una personale, l’inizio è stato duro con il pensiero degli spazi da riempire e le idee che si bloccano, poi tutto va a concretizzarsi e nascono nuovi lavori. I pezzi unici sono già 28 tra questi un bancale, uno sportello del gas ed una mappa mentre per tutto il resto ho deciso di confrontarmi con tela, acrilico, olio, spray, smalto, pennarelli ed anche il fuoco. La “limited edition” non mi stupisce ma è una sorpresa anche per me, per la sua realizzazione sono stato molto attento alla qualità e per essere completata occorre un ulteriore passaggio del quale però al momento non ho certezza. Ho un mese di tempo per capire che forma prenderà. Sto continuando a lavorare quindi non escludo altre sorprese, soprattutto per me”.

Di questa mostra, sono sincera, mi ha attirato il titolo che poi è un’immagine nell’immagine. Una serie di lettere e numeri che formano una sequenza palindroma, e io sto un po’ in fissa con queste cose… Perché questa scelta ricca di significati ulteriori, di doppi, di riflessi che invitano forse ad entrare in una dimensione ulteriore, dove anche le lettere ed i numeri, se ben utilizzati, diventano parte integrante di un tutt’uno visibile a colpo d’occhio e quindi anch’essi tramutati in immagine?  È più importante l’immagine o il riflesso?

“Tutta questa mostra nasce da lì, ancora prima dei lavori. Un anno fa ho pensato ai miei 50 anni, a quell’8 novembre 2018 che compresso nella sua essenzialità dava vita ad un immagine che andava oltre la semplice rappresentazione di una data. Quell’8 11 18 che riunito si prestava a fare parte del mio nome d’arte. Il giorno dopo ho preso accordi per le date della mostra ed ho dato vita all’immagine di cui parli. Giocando sui riflessi come faccio a volte nei miei lavori, in questo momento qualcuno ha un mio lavoro in casa e magari non ha mai pensato di ribaltarlo. Potrebbe scoprire un significato nascosto e completamente diverso. L’immagine ed il riflesso, destinati ad invertirsi le parti all’infinito, lasciando il visibile immutato ma presentando una domanda: quale delle due sto guardando? Con le persone è uguale: c’è l’immagine ed il suo riflesso ma non saremo mai certi di quello che vediamo. È più importante il riflesso, ma non sapremo mai quale sia dei due”.

E dopo il selfie con Natalie Imbruglia a cui hai dedicato l’opera ‘Muse’, che credo esporrai alla mostra, non ci stupisce più niente… Ma se non ricordo male mi avevi parlato di una possibile futura collaborazione proprio con lei? No, forse mi sono semplicemente sbagliata. O forse quella era una sua sosia, o un fotocollage riuscito egregiamente…

“Quella foto nasce dopo un bellissimo pomeriggio passato con lei ed il suo compagno a visitare gli Uffizi. Un’amicizia che nasce su Instagram dopo che avevo pubblicato un suo ritratto realizzato in digitale e l’incredulità di vedere arrivare un messaggio privato da lei con scritto: lo voglio acquistare. ‘Muse’ sarà esposto fino al 18 novembre ed al termine di 81118 raggiungerà gli altri 3 lavori nella sua casa di Londra.
Collaborazione è una parola troppo grande e sono abituato ad attenermi ai fatti comunque posso dire che lei è parte in gioco della ‘limited edition’ e delle sorprese che spero di riuscire a realizzare prima dell’8 novembre. Tra un mese arriveranno le risposte.

Se vi siete incuriositi:

POMO
8III8
8-18 novembre 2018
(vernissage 8 novembre ore 18)
Merlino Bottega d’Arte – via delle Vecchie Carceri (Le Murate) – Firenze

Per conoscere meglio l’arte di Andrea Pomini:
Pagina FB Andrea Pomini

Intervista a cura di Francesca Nieri

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