La Quintessenza: una nuova esposizione collettiva a Firenze

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“La Quintessenza” inaugura oggi venerdì 26 Novembre dalle ore 18:00 alle 21:00 presso Aria Art Gallery in Borgo SS. Apostoli 40/r a Firenze. L’esposizione, a cura di Antonio Budetta e Natasa Radojevic, unisce quattordici artisti internazionali dalle cui opere emergono gli elementi primordiali – terra, fuoco, acqua, aria – con lavori in pittura, scultura, oggetti, tecniche miste, carta e fotografie. In questa dimensione l’Arte è intesa come quinto elemento essenziale.

In numerose culture, a partire dall’epoca classica fino al rinascimento, il mondo così come lo conosciamo è stato definito da quattro distinti elementi quali terra, aria, acqua e fuoco. Il quinto elemento si riferiva all’etere/incorporeo – LA QUINTESSENZA – una sostanza speciale e sconosciuta che permeava la sfera celeste, molto più pura dei quattro elementi terrestri. In questa dimensione, l’Arte viene considerata come il quinto elemento essenziale, intermedio tra gli elementi primordiali, tra il visibile e l’invisibile, tra la realtà e il sogno.

La “quintessenza” nel corso dei secoli ha assunto diversi significati, legati all’immaterialità, alla magia, alla metafisica, all’alchimia o, come nella storia contemporanea, alla fisica quantistica, che hanno caratterizzato il concetto di processo di trasformazione, descrivendo il principio più profondo di ogni realtà sia nella materia che nel tempo.

Raul Cordero, History of the future (and still we paint)

La stessa trasmutazione avviene nell’evoluzione personale dell’individuo così come nell’arte, un processo alchemico che conduce oltre il confine del mondo naturale e riconoscibile, dello spazio e del tempo.

LA QUINTESSENZA è il riflesso del movimento dinamico degli elementi primordiali, che vengono trasformati dagli artisti nella forma più pura di qualsiasi sostanza: un’opera d’arte.

La sala d’ingresso ospita le opere dell’artista italiano Cristiano Pintaldi e del cubano Raul Cordero che ritraggono la potente forza distruttrice e creatrice del fuoco. Le esplosioni dipinte su tela e la lava vulcanica composta da pixel in scala RGB entrano in dialogo con le forme sinuose e morbide delle sculture in resina dell’americano Ron Mehlman, che fuoriescono dalle pareti e dal suolo facendosi simbolo della nutriente e materna terra, statica e divina dimora dell’uomo.

Cristiano Pintaldi, Untitled

La scultura realizzata in marmo e dalla base in acciaio lucido dell’artista polacco Szymon Oltarzewsky rappresenta il significato e la simbologia della noce, albero presente sulla terra ancora prima dell’arrivo dell’uomo. L’opera diviene così il mezzo di interconnessione tra la superficie della terra, il sottosuolo ed il cielo.

Il percorso prosegue con il tema dell’acqua che, scorrendo nelle profondità della terra, torna in superficie portando con sé energie segrete e purificatrici. Una bagnante della rinomata scultrice iperrealista americana Carole Feuerman, colta in un delicato istante di serenità, si riflette in uno specchio dipinto dall’artista franco- serbo Milos Todorović (ne avevamo parlato in un precedente articolo), un esperimento chimico che rappresenta il fluire dell’acqua.

Goccia dopo goccia, in un atto di costante trasformazione, una flebo dipinge la tela dell’italiano Giovanni Rizzoli mentre le opere in vetro di Lorenzo Malfatti conducono lo sguardo in fondo al mare o in una materica e luminosa cascata.

Ron Mehlman, Transfigured by Time,

Nella sala dedicata all’aria, energia vitale senza la quale non sarebbe possibile la vita, il cielo viene squarciato da un fulmine dipinto da Cristiano Pintaldi che da vita ad un vortice di ceramiche apparentemente fatte di carta del serbo Veljko Zejak e all’opera del croato Igor Eškinja dove il passaggio dal bidimensionale al tridimensionale avviene in modo intimo e silenzioso. Nello stesso soffio di vento viaggiano sospese le particelle di luce impresse nella fotografia dell’italiana Patrizia Della Porta e di Andrea Guastavino, come nei dipinti di Federico Luger che interpretano il Waterloo Bridge di Monet. Una serie caratterizzata da gesti veloci, linee libere e tonalità tenui sulla superficie della tela, ispirate a quelle usate da Monet per evocare la luce del tramonto.

Giovanni Rizzoli, Tempo

A seguire, la poetica di Giuseppe Pietroniro la quale è incentrata sull’illusione prospettica. Nelle sue lavorazioni sono presenti diversi metalli, come l’argento e il piombo e ogni elemento ha una specifica componente simbolica e una serie di caratteristiche diverse che incarnano visivamente la possibilità di rendere malleabile la realtà.

L’esposizione è in collaborazione con Tornabuoni Arte, FL Gallery e Drina Gallery. La galleria Aria è aperta da Martedì a Sabato dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:30, Domenica su appuntamento.

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