“La Toscana di Mello”: tra paesaggi naturali ed interiori
Da giovedì 4 giugno 2026 fino a mercoledì 27 giugno presso lo Spazio espositivo C.A. Ciampi a Palazzo del Pegaso sarà possibile ammirare alcune delle opere del pittore Gianfranco Mello
Ci sono artisti capaci di trasportarti in un sogno attraverso le loro opere e Gianfranco Mello (1933-2018) è sicuramente uno di questi. Vi abbiamo già parlato della sua storia e del fascino del suo lavoro conservato dalla Fondazione Mello – Studio d’arte Le Colonne (in Borgo Pinti 22/24).
Il pittore di origini veneziane ma di adozione fiorentina è nato in una famiglia già dedita all’arte e ne ha seguito così le orme, prima con gli studi all’Accademia d’Arte e poi con l’insegnamento. Tutta la sua carriera, fin da quando era studente, è stata caratterizzata dalla sua dedizione alla pittura che lo ha portato come prima tappa ad una mostra, a soli diciassette anni, al Lyceum nel 1950 fino ad esposizioni internazionali e alla vincita di numerosi riconoscimenti. Uno fra molti nel 1956: il Premio d’Onore delle Arti e l’Emblema d’Oro con Fiorino consegnato dal Sindaco G. La Pira.

Autoritratto allo specchio con Santa Maria del Fiore e rose del Mugello. Casa Studio di Borgo Pinti
La mostra “La Toscana di Mello”
I soggetti delle opere di G.Mello sono per lo più paesaggi toscani catturati en plein air in un gioco di luci ed ombre che li rende eterni e senza tempo. Ecco che si comprende perché la Regione Toscana ha voluto riunire diciotto dipinti del pittore mai esposti in una mostra intitolata “La Toscana di Mello”. Proprio a sottolineare il rapporto intimo e profondo dell’artista con questa regione da lui tanto amata.
A partire dal 4 giugno fino al 27 giugno sarà possibile vivere questa atmosfera sospesa presso lo Spazio Espositivo C.A Ciampi al Palazzo del Pegaso (Via dei Pucci 16.r) . Proprio qui, infatti, sarà esposto il lavoro di G. Mello al di fuori della sua solita sede.

Tramonto a Montripaldi. Studio di Monteripaldi
Sfumature di colore, alberi fioriti, vedute, scorci trasporteranno lo spettatore in un viaggio che non solo gli farà vivere la Toscana attraverso gli occhi dell’artista ma che lo porterà in comunicazione con i propri sentimenti. Infatti, la natura, da lui rappresentata, avvolge chi la osserva in un caldo abbraccio trasportandolo in un luogo incantato, romantico e a tratti malinconico. Si percepisce che il pittore è profondamente ed emotivamente legato al soggetto che ritrae.
Come afferma Paola Zamboni in Gianfranco Mello tra natura e simbolo:
“ è quella di Mello una visione (ecco la parola !), che va oltre lo sguardo e che diviene parte di un discorso interiore, dando luogo ad una sorta di flusso di coscienza visivo. Questo è per me l’opera di Mello: un lungo ininterrotto sogno.”

Il grande ciliegio del podere Tucci. Studio di Monteripaldi
G. Mello ci dona questa esperienza magica che ci fa rendere conto della meraviglia della terra Toscana. Osservando il suo lavoro, la sensazione che ci coglie è quella di star aprendo uno scrigno di tesori, soffermandosi sui particolari si cade in un incantato mondo sospeso in cui non ci si stanca mai di abitare. La sua natura ci chiama ed evoca il nostro mondo interiore, lo chiama all’appello costringendolo dolcemente ad uscire fuori.
L’inaugurazione dell’esposizione avverrà il 4 giugno alle 13.00, interverranno Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale; Paola Zamboni, Critica d’arte e Luciana Frilli, Presidente Fondazione Mello. In seguito sarà possibile visitarla nei seguenti giorni e orari: da Lunedì a Venerdì 10,00-12,00 15,00-19:00; Sabato 10,00-13,00.

Santa Maria del Fiore con ciclamini rose e narcisi alla finestra. Casa Studio di Borgo Pinti
Le opere esposte
L’unicità dell’evento “La Toscana di Mello” è data anche dal fatto che le diciotto opere presenti non sono mai state esposte. Ognuna di esse racconta dei luoghi cari al G.Mello restituendone la bellezza ma anche comunica qualcosa di più sulla sua storia e sulla sua arte.
Dalla campagna di Monteripaldi, con i suoi fiori a Firenze con la cupola di Santa Maria del Fiore, spesso soggetto dei suoi dipinti (es. Santa Maria del Fiore con rose; Santa Maria del Fiore con ciclamini rose e narcisi alla finestra; Autoritratto allo specchio con Santa Maria del Fiore e rose del Mugello). Due periodi diversi della sua vita: il primo immerso nella natura il secondo pienamente inserito in città grazie al suo studio in Borgo Pinti. Due ambienti che ugualmente lo hanno ispirato e stimolato.

Autoritratto con lo scultore Marcello Tommasi
Tra i lavori creati a Firenze troviamo l’Autoritratto con Duomo che perfettamente spiega un suo tratto stilistico come racconta Paola Zamboni:
“mi soffermerei sulla dimensione onirica, presente nelle sue opere, e che si gioca in quella che è la dialettica tra luce e oscurità. Parliamo dello “specchio scuro”, quel velo scuro che Mello stende sopra alcuni dei suoi dipinti, conferendo loro un’aura misteriosa e sognante. Spesso l’elemento naturale, che siano fiori o alberi o ritratti di volti o nudi femminili, viene circondato dal vuoto di uno sfondo indistinto (chiuso spesso in un ovale), che lo sottrae alla realtà e che sembra arrivare da un non-luogo, da un dove vago e lontano. Ritratti e autoritratti raccontano storie enigmatiche di fantasmi.”

La terra e l’olivo Studio di Viuzzo di Monteripaldi
Tra le opere che, invece, hanno preso vita a Monteripaldi emblematico è La terra e l’olivo che come descrive sempre Paola Zamboni:
“si percepisce nell’opera di Mello un modo di sentire il mondo che lo circonda come continuamente teso verso l’infinito. Esempio magnifico ne è il grande dipinto La terra e l’olivo, dove, al centro di un campo, un olivo fattosi trasparente nella luce di un cielo rosato (appena una striscia rosa in alto), pare librarsi dalla terra per ascendere al cielo. La terra, sotto, è magma buio e indistinto. Opera tra l’altro che vede per la prima volta l’uso da parte del pittore di gessetti ricavati dai pigmenti scelti nei vari colori messi a seccare al sole. “
Altri dipinti, invece, raccontano dei suoi viaggi verso Roccamare in Maremma, le pinete silenziose e il mare. In ogni caso, qualunque sia il soggetto dell’arte del pittore ciò che le accomuna è la voglia di scoperta e l’amore. Facilmente percepibile è l’entusiasmo e la vicinanza che provava verso i paesaggi ritratti. G. Mello con le sue opere ci apre il suo cuore – dolce e appassionato – regalandoci una visione che non può far altro che aprire anche il cuore di chi la osserva.

Pineta di Roccamare-Il sottobosco Studio di Roccamare
Immagine in copertina: Santa Maria del Fiore con rose -Casa Studio Borgo Pinti