Libreria delle donne #ripartiamodailibri

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Alla Libreria delle donne #ripartiamodailibri. La libreria è in liquidazione ma lo spazio resta aperto come biblioteca.

 

Ci sono due notizie: una buona e una cattiva.
Quella cattiva è che, purtroppo, la Libreria delle donne sta per chiudere dopo più di 20 anni di attività. Inaugurata l’8 marzo del 1980 da 40 giovani fiorentine (e non) che volevano aprire uno spazio di cultura e di incontro in città, il 3 marzo scorso, a seguito dell’impossibilità di sostenere le spese da parte della Cooperativa delle donne, si è scelta la strada della liquidazione volontaria: «Purtroppo l’aumento dei costi di gestione non consente più di mantenere aperta la libreria, nonostante l’impegno, la passione e l’amore per i libri delle socie e le numerose iniziative culturali che continuano a svolgersi, e nonostante il costante sostegno di molte e di molti» aveva spiegato Emilia Mazzei, ex presidente della cooperativa.

Nonostante le agevolazioni concesse dal Comune di Firenze, proprietario dello spazio fisico della libreria in via Fiesolana 2, che ha proposto loro una notevole riduzione dell’affitto, la libreria ha deciso di finire qui un capitolo della sua storia. Per ricominciarne un altro.

Infatti, la buona notizia è che, grazie all’associazione Fiesolana 2b, si è deciso di mantenere comunque aperto lo spazio «perché continui ad essere attraversato dalle donne e dai femminismi che popolano la città e di far nascere una biblioteca femminista».

Per questo si è pensato a un calendario di eventi per il 2018 ricco e articolato che preveda presentazioni di libri dedicati a questioni di genere, laboratori sull’autoconsapevolezza e l’autodeterminazione, corsi di scrittura e di storia dell’arte, mostre, incontri, dibattiti e gruppi di lettura.

Ma questo non è tutto. Nelle dichiarazioni si chiarisce: «Vogliamo che gli scaffali di questi locali continuino a ospitare i libri, vogliamo che questi libri restino patrimonio di tutti, attraverso un sistema di consultazione e prestito gratuito per tutte le persone che si vorranno associare, vogliamo insomma costruire una biblioteca femminista».

Per questo nasce l’idea di lanciare una campagna di crowdfunding per sostenere il progetto, con l’hashtag #ripartiamodailibri. Il prossimo 15 aprile dalle ore 18 si terrà un aperitivo per promuovere la raccolta fondi, qui tutte le informazioni.

Come racconta Agnese Fusco, che da 15 anni lavora nella libreria: «Giorno dopo giorno vediamo gli scaffali svuotarsi e dispiace vedere attorno a noi questo vuoto. La Cooperativa e la libreria non esisteranno più, tutte noi però abbiamo avuto la sensazione che questo spazio non fosse più lo stesso senza i suoi libri. Per questo è nata l’idea di far nascere una biblioteca. Grazie al crowdfunding speriamo di riuscire ad acquistare nuovi libri o parte dei nostri libri che ancora abbiamo qui per ripartire da quella cultura femminista che tutte noi abbiamo a cuore. (…) Questo crowdfunding con “produzioni dal basso” nasce per sostenere il progetto e acquistare i libri che andranno a comporla».

Insomma, sembra proprio il caso di dire che chiuso un capitolo, se ne apre un altro. Questa volta, scritto in collettivo.

Rita Barbieri

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