Il “Modello Toscano” vince alla Milano Fashion Week

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Giulia Barbieri e l’Istituto Modartech premiati alla sesta edizione della Milano Moda Graduate

L’Istituto Modartech vince alla Milano Fashion Week con Giulia Barbieri, studentessa del corso di Fashion Design della Scuola di Alta formazione di Pontedera.

Con lei e l’istituto vince anche la Toscana e tutto quello che la nostra regione offre: artigianalità, tradizione, digitalizzazione, idee innovative e collaborazioni tra più realtà. Nella sesta edizione della Milano Moda Graduate, infatti, sfilano le creazioni della studentessa di Pontedera, le sue idee basate sulle integrazioni tra popoli e con un attenzione all’ambiente, sfilano le collaborazioni con le botteghe fiorentine e il “made in Tuscany” più bello.

“Il Modello Toscano che ha vinto a Milano è quello fatto di artigianalità, di collaborazioni e sinergie e di un prodotto ben fatto”, ci spiega Alessandro Bertini, direttore dell’Istituto Modartech che, con grande soddisfazione, parla dei suoi allievi come “macchine da guerra, bravissimi a tenere duro anche in quest’anno così particolare, fatto di sacrifici, ma soprattutto di alleanze, creatività e caparbietà”.

premio giulia barbieri
Alessandro Bertini

Considerando tutto quello che è accaduto nel 2020, possiamo considerarla una vittoria nella vittoria?

É stato un periodo particolare, dal quale però ne siamo usciti più forti: abbiamo realizzato una linea del digitale che ci ha permesso di seguire online studenti e progetti a distanza, tramite network e collaborazione. Quindi sì, un successo nel successo, in cui Giulia e tutti i ragazzi sono stati veramente bravi.

Ci parli di questo “Modello Toscano”…

Scuola toscana, allieva vincitrice toscana: è stata veramente una vittoria del prodotto ben fatto e dell’importanza delle sinergie tra distretti e imprese. Vorrei che questo premio ci permettesse di stringere più saldamente queste alleanze per far crescere insieme e ancora di più il sistema moda toscana. E fare sempre più progetti rivolti ai giovani, che potranno dare il loro contributo, fatto di idee originali e innovative. È un augurio che voglio fare al “sistema”…

Cosa significa avere a che fare con la moda, al giorno d’oggi?

Una didattica e un approccio al mondo del lavoro che sarà, provare a essere in anticipo sulle figure richieste per garantire reali opportunità di lavoro e unire alle discipline creative anche aspetti più pratici, di design e laboratorio, per formare un professionista in grado di essere d’interesse nel mondo del lavoro.

E ora, gli obiettivi del futuro?

Ora ripartiamo con i corsi, con il nuovo anno, sempre con gli orecchi attenti a scoprire quali saranno le figure più richieste un domani, puntando a dare attenzione all’individuo e a valorizzare ogni singolo studente. E poi siamo pronti alle sfide, quindi al commercio elettronico e al brand personale: sono strade nuove, create da un mondo in continuo cambiamento. Quello che ci preme è creare figure professionali alle quali le aziende del mondo del lavoro si interessano.

Il bel prodotto, quello ben fatto, a cui il direttore si riferisce, è quello nato da idee, programmi e scelte di una scuola che mette in condizione i ragazzi di poter creare e stupire. Lo sa bene Giulia Barbieri, toscana doc, che con le sue idee, la sua bravura e l’artigianalità delle realtà vicine ha creato la sua collezione, quella collezione che le ha portato la vittoria della Milano Moda Graduate.

Look Over!

Cosa racconta la tua collezione?

La collezione “Look Over” presenta modelli che parlano d’immigrazione e d’integrazione dei popoli, c’è un fil rouge che lega l’Harlem di inizi Novecento fino a oggi. Sono abiti tutti fatti a mano e seguiti da me.

C’è un capo a cui sei più legata?

No, non ce n’è uno in particolare, ma sicuramente la maglieria ai ferri, l’uncinetto sono stati quelli più complessi: è un processo lungo da eseguire ed è stato fatto completamente a mano… è stato molto impegnativo!

Giulia Barbieri e l’Istituto Modartech
Giulia Barbieri

Come hai scelto i tessuti?

Ho abbinato tessuti vintage a quelli odierni, abbinando tradizione e tecnologia, ma i tessuti che ho scelto, collaborando con le botteghe fiorentine, hanno il minimo impatto ambientale, quindi siamo stati attenti anche all’ambiente e alla sostenibilità.

Ti ritrovi nel “Modello Toscano” citato dal direttore Bertini?

Sì, l’artigianalità e la collaborazione proprio con gli artigiani ci permette di poter realizzare le nostre idee. Poi considera che tutto questo scambio è stato fatto durante il Covid, quindi davanti a un pc… una sfida un po’ delirante!

Anno complicato, effettivamente…

Per me è stata la prima volta, in più il Covid, quindi è stata una doppia vittoria.

Quando hai capito che volevi fare questo lavoro?

Dal primo giorno che sono entrata alla Modartech: voglio stare qui e fare questo per il resto della mia vita!

Quindi ti ha aiutato molto…

Ti fanno amare e appassionare a quello che fai. È una realtà che si sta espandendo tantissimo e trovo che abbiano un ottimo metodo di insegnamento.

Stai già pensando al futuro?

Ora sto facendo il tirocinio da Etro a Milano e poi con la vincita del premio vorrei investire nella creazione di un’altra collezione e avere uno stand con i prossimi capi alla prossima Fashion Week… ma intanto mi concentro sul presente e su questo lavoro, che era già accordato prima della vincita alla Fashion Week.

milano moda graduate

Tom Ford anni fa ha detto che il mestiere dello stilista è da egocentrici perché viene imposta al mondo la propria visione; ti ritrovi in questa dichiarazione?

In parte perché è vero che lo stilista impone al mondo la propria visione, ma è sempre una visione che rispecchia la società; nel mio caso ho inserito la ricerca, la sostenibilità e il sociale del tempo in cui viviamo, quindi sì, ma è una visione basata sempre sulla società. 

Inoltre, gli outfit creati dagli studenti della Scuola di Alta Formazione di Pontedera sono stati anche al centro del fashion film “The Values” (https://youtu.be/8Fxg2wQQpck), evento in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana. Tecnologia, innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale gli elementi distintivi che hanno reso peculiari i capi dell’Istituto, che ha trovato un perfetto equilibrio tra la tradizione e l’artigianalità con l’innovazione e la digitalizzazione.

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