Lumen e il futuro degli spazi culturali di Firenze
Cultura & Arte 13 Ottobre 2026 8 min di lettura

Lumen e il futuro degli spazi culturali di Firenze

“Di chi è la città?” Lumen chiama a raccolta Firenze il 18 ottobre per una giornata di musica e confronto sul futuro degli spazi culturali indipendenti

Il palco di Lumen con la grande insegna, di giorno, e davanti il prato con sdraio e sedie tra gli alberi

Lumen e il futuro degli spazi culturali di Firenze

Di chi è la città? Di chi la abita, di chi la amministra o anche di chi ogni giorno prova a immaginarla diversa? È da questa domanda, volutamente provocatoria, che nasce l’iniziativa organizzata da Lumen per domenica 18 ottobre: una giornata di musica, arte, confronto e partecipazione che dalle 12 a mezzanotte chiamerà a raccolta cittadini, associazioni, artisti, operatori culturali e istituzioni fiorentine.

L’appuntamento arriva a poco più di due mesi dai controlli interforze effettuati nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, una vicenda che ha acceso il dibattito cittadino intorno allo spazio culturale e, più in generale, al rapporto tra sicurezza, regolamentazione e attività associative.

Ma per Lumen l’obiettivo non è riaprire una polemica. Al contrario, l’intenzione è utilizzare quanto accaduto come punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro degli spazi culturali indipendenti fiorentini.

«Non vogliamo essere un unicum. Vorremmo che luoghi come Lumen, il Glue o l’Exfila fossero sempre di più», spiegano Alessandro Bezzi, segretario dell’Associazione di Promozione Sociale Icchè Ci Vah Ci Vole, che gestisce Lumen, e Davide Romagnoli, vicepresidente dell’Associazione, durante la nostra intervista. «Vogliamo andare oltre l’emergenzialismo e creare un momento di confronto per guardarci in faccia e chiederci che cosa vogliamo fare di questa città».

I controlli del 31 luglio e il dialogo con le istituzioni

Nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto Lumen è stato interessato da un controllo interforze che ha coinvolto, tra gli altri, ASL, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza e Ispettorato del Lavoro. Un intervento che, secondo quanto riferito dall’associazione, ha sorpreso soprattutto per le modalità e le dimensioni, e le cui conseguenze stanno ancora impegnando il progetto sul piano legale e organizzativo.

Su alcuni aspetti sono tuttora in corso accertamenti e l’associazione preferisce non anticipare valutazioni prima che gli uffici competenti abbiano concluso le verifiche.

«Siamo assolutamente favorevoli ai controlli, perché rappresentano uno strumento necessario per garantire che le attività si svolgano correttamente», spiegano i rappresentanti di Lumen. «Quello che ci ha sorpreso sono state le modalità. Una situazione che ha inevitabilmente delle ripercussioni, anche economiche, perché comporta una serie di questioni legali da affrontare».

La vicenda si inserisce però in un percorso già avviato prima dell’estate. Lumen, insieme ad altre realtà associative e culturali fiorentine, aveva infatti promosso un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale e la Polizia Municipale, proprio per affrontare le complessità normative che interessano questi spazi.

Un dialogo che coinvolge realtà come ARCI, Glue e La Chute e che, secondo l’associazione, nasce dalla necessità di individuare regole e interpretazioni condivise, capaci di garantire sicurezza e accessibilità senza compromettere la possibilità di sperimentare nuovi modelli culturali.

«Spesso il tema è più burocratico che effettivo. Esistono delle zone grigie nell’interpretazione delle norme e il nostro obiettivo è costruire un dialogo con le istituzioni affinché si arrivi a una lettura condivisa, a livello comunale e regionale».

Il futuro di Lumen

C’è poi un’altra data che pesa sul futuro del progetto: il 31 dicembre 2026, quando scadrà l’attuale concessione temporanea dello spazio.

Lumen, nato grazie all’assegnazione da parte del Comune di Firenze di un’area precedentemente abbandonata e trasformata negli anni attraverso volontariato, autocostruzione e attività culturali, punta ora a ottenere una concessione trentennale.

Una prospettiva che permetterebbe all’associazione di programmare investimenti, miglioramenti strutturali e attività con un orizzonte temporale decisamente più ampio.

«Per noi il trentennale è fondamentale. Crediamo che ci siano le condizioni per arrivare a questo risultato e siamo fiduciosi, anche perché l’amministrazione ha più volte ribadito la volontà di dare un respiro diverso al progetto.»

Il confronto con il Comune, dunque, prosegue. Parallelamente, Lumen e le altre associazioni coinvolte stanno ragionando sulla possibilità di arrivare a un riconoscimento più strutturato del ruolo degli spazi culturali e associativi nella vita cittadina, guardando anche a esperienze amministrative già sviluppate in altre città, come Bologna.

La questione non riguarda soltanto la sopravvivenza di un singolo luogo, ma la possibilità di costruire un sistema nel quale le esperienze culturali indipendenti possano operare con maggiore stabilità, responsabilità e riconoscimento.

Una stagione positiva, nonostante le difficoltà

Nel frattempo, Lumen rivendica i risultati di una stagione che, nonostante un mese in meno di programmazione, ha confermato i numeri dell’anno precedente.

L’associazione sottolinea il lavoro svolto per rendere lo spazio sempre più polivalente, capace di accogliere pubblici differenti e attività che spaziano dalla musica allo sport, dall’educazione alla socialità.

Anche quest’anno è stato confermato il servizio di navetta gratuito, mentre la partecipazione del pubblico e il sostegno delle associazioni partner hanno rappresentato, secondo gli organizzatori, un segnale importante.

«È stata una grande stagione. Siamo molto soddisfatti sia dei risultati raggiunti sia di come siamo stati percepiti dalle persone. Le difficoltà ci sono state, ma sono anche il riflesso di quanto siamo diventati grandi come realtà.»

Un’esperienza che rende ancora più urgente, secondo Lumen, trovare strumenti adeguati per accompagnare la crescita di progetti nati dal basso.

Il 18 ottobre: concerti, incontri, laboratori e una città da immaginare

La giornata “Di chi è la città?!” sarà a ingresso libero e aperta a tutti, non soltanto ai soci dell’associazione. Un elemento significativo per un evento che vuole superare i confini della comunità che abitualmente frequenta lo spazio.

Dalle 12 fino a mezzanotte si alterneranno concerti dal vivo, DJ set, attività per bambini, iniziative sportive, un market e momenti di confronto pubblico.

Tra gli artisti annunciati nel programma in via di definizione figurano Cecco & Cipo, Nervi, Co.Lore, Gavinuttah, Banpay Crew, Numa Crew, Dedalo District, Dissidanza, Spleen, Cassandra, Apollineo, Mirco Roppolo, Autentica, Giosu, Introspettiva, Isidora, Barretta, Save Our Sound, Mario Mario e altri ancora.

Spazio anche alle famiglie, con la KinderDisco a cura di Bosconi Records dalle 12 alle 14 e le attività delle operatrici dei centri estivi Cosmo dalle 14 alle 16. Durante la giornata saranno inoltre presenti l’Only Usato Market e un torneo di beach volley.

Il cuore politico e culturale dell’iniziativa sarà però il pomeriggio di discussione, articolato in tre momenti.

Alle 16:00, “La Fotografia – Capire la città” proporrà una riflessione su cosa significhi oggi produrre cultura e socialità a Firenze. Al centro le norme che regolano le attività associative, la sostenibilità economica degli spazi restituiti alla comunità e gli strumenti di partecipazione a disposizione dei cittadini.

Alle 17:00, “Il Cerchio – Immaginare la città” aprirà invece un confronto organizzato insieme a Criticity, che presenterà l’esperienza dei Laboratori Ex OGR: otto mesi di ricerca e partecipazione dal basso culminati in un controprogetto per l’area di Porta al Prato. A seguire, microfono aperto per interventi di cinque minuti durante i quali chiunque potrà condividere idee, proposte e bisogni.

Il percorso proseguirà con “Il Punto – Trasformare la città”, dedicato agli strumenti e alle pratiche necessari per superare una gestione emergenziale degli spazi culturali e immaginare soluzioni di lungo periodo.

Di chi è davvero la città?

La raccolta fondi che accompagnerà l’evento servirà a sostenere le spese legali e organizzative affrontate dall’associazione in seguito ai controlli estivi. Ma il significato della giornata vuole andare oltre la necessità economica.

«Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno», precisano Alessandro Bezzi e Davide Romagnoli. «Vogliamo rivendicare la nostra presenza nella vita culturale della città e ragionare insieme su come costruirne il futuro.»

È proprio questa la riflessione che Lumen vuole portare al centro del dibattito: quale ruolo possono avere gli spazi culturali indipendenti nella Firenze di domani? E soprattutto, come possiamo immaginare una città in cui la cultura non sia soltanto qualcosa da consumare, ma un’esperienza da costruire e condividere?

L’esperienza di Lumen, nata dal recupero di un’area dismessa attraverso il riuso, l’autocostruzione e il volontariato, racconta una possibilità concreta: quella di trasformare uno spazio abbandonato in un luogo di incontro, sperimentazione e partecipazione, dove musica, arte, sport ed educazione diventano strumenti per costruire relazioni e comunità.

Ma la domanda “Di chi è la città?” va oltre i confini di questo progetto. Riguarda tutte quelle realtà che, spesso attraverso il lavoro associativo e l’impegno volontario, contribuiscono ad arricchire la vita culturale e sociale di Firenze. Realtà che oggi cercano non soltanto riconoscimento, ma anche strumenti e prospettive per continuare a operare nel tempo.

La giornata del 18 ottobre nasce dunque con l’ambizione di superare le singole difficoltà e aprire un confronto collettivo sul futuro della città. Un confronto nel quale istituzioni, associazioni e cittadini possano contribuire con idee, esperienze e proposte.

Perché una città non è fatta soltanto dei suoi edifici, delle sue piazze e delle sue strade, ma anche delle persone che scelgono di viverla e prendersene cura. Ed è proprio attraverso la cultura, l’incontro e la partecipazione che gli spazi possono trasformarsi in luoghi capaci di creare relazioni e dare vita a nuove comunità.

Programma artistico e incontri in aggiornamento.

Foto di Lumen

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