MALAMAT: uno spettacolo dedicato a Gurdjieff

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Grandissimo successo ieri sera al Tuscany Hall per lo spettacolo Malamat del Circo El Grito. Originariamente previsto per il 23, il 24 e il 25 Settembre all’aperto, l’evento ha dovuto effettuare un cambio di location a
causa del maltempo. Maltempo che però non ha minimamente impedito agli spettatori di accorrere numerosi per assistere alla rappresentazione. Un tripudio di acrobazie, coreografie e numeri al limite
dell’immaginazione.

Il fondatore e direttore artistico Raffaele De Ritis in una recente intervista ha dichiarato che lo spettacolo nasce con l’idea “di sfruttare la quarantena e concepire una nuova, sorprendente, creazione. Ne è uscitofuori Malamat. (…) Il titolo è un richiamo alle opere di Gurdjieff – filosofo, scrittore, musicista, considerato un po’ santo un po’ stregone”.

MALAMAT: La magia dello straniamento

Gurdjeff fu un filosofo sincretista di origine greco-armena la cui ricerca era volta a indagare lo scopo ultimo di tutte le religioni: la coscienza e il “risveglio”, il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l’essere umano. Il suo insegnamento fondamentale è che la vita umana è ordinariamente vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno e, per trascendere questo, esiste uno specifico metodo che insegnò solo ai suoi discepoli. Metodo che, secondo le dichiarazioni degli acrobati -Fabiana Ruiz Diaz, Andrea Farnetani, Amedeo e Giacomo Costantini- si rivela di importanza fondamentale per mantenere la concentrazione durante prove fisiche al limite dell’umano: apnea, equilibrismo, giochi aerei bendati.

Malamat è un appello circense all’umanità contemporanea – spiega la compagnia -. Venendo allo spettacolo, scoprirete che l’essere umano è in grado di nutrirsi di emozioni e che respirando musica un uomo può rinunciare all’ossigeno. Vedrete un’acrobata aerea superare il confine del virtuosismo circense ed entrare con un salto mortale nel mondo dell’impossibile. Attraverso musiche, equilibrismi e danze spericolate-ispirate da antichissimi costumi d’Oriente-vi mostreremo infine un potere dell’essere umano in grado di scuotere la coscienza e risvegliare lo spirito assopito: la fantasia”.

Ed è questo che fa anche lo spettacolo “Malamat”: attrae, affascina, affascina e infine rapisce lo sguardo, l’attenzione e la concentrazione dello spettatore fino a farlo immergere completamente: uno straniamento totale da sè e dal resto del mondo. In epoca contemporanea- in cui tutti siamo iperesposti a stimoli esterni di ogni tipo- forse raggiungere
quest’isolamento e questo stato di flow è proprio la più grande magia: quella che solo i migliori riescono a operare…

Articolo di Rita Barbieri

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