Maldarno siamo noi

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Maldarno1Comunque la mettiamo, non possiamo proprio evitare di imbatterci in lui. Capita di attraversarlo conversando tranquillamente su Ponte Vecchio, sbuffando in bici per Ponte Santa Trinita (accidenti a chi ci ha messo quel cordolo maledetto!), o sfrecciando a cento all’ora sul Viadotto all’Indiano; altre volte invece lo si costeggia, o lo si affianca, ammirati,  durante una corsa alle Cascine.

Ė l’Arno, eterno compagno delle nostre giornate: a volte silenzioso, a volte roboante, impetuoso, a volte minaccioso, a volte ingombrante (anche troppo: rimembrate il ’66? Forse no, ma lo avete visto in Amici miei…). C’è sempre, e ci sarà anche dopo di noi…

E all’Arno è dedicato Maldarno, un film con la regia di Duccio Ricciardelli e Tayu Vlietstra, che racconta proprio il legame profondo tra i fiorentini e il loro fiume. Sulla scia di una gloriosa tradizione di documentari legati alla vita dei fiumi (si ricordi ad esempio Gente del Po, di un Michelangelo Antonioni agli esordi), Maldarno racconta attraverso la voce narrante di Maurizio Lombardi la storia del “nostro” fiume (no comment sui pisani!) fino ai nostri giorni, e raccoglie interviste e testimonianze dei suoi “innamorati”. Attraverso immagini inedite, racconta anche la bellezza di questo vitale fenomeno della natura che affascina da sempre persone da tutto il mondo, come ben sa chi deve quotidianamente fare slalom tra i turisti che si fotografano con il fiume alle spalle.

La proiezione di Maldarno, che si svolgerà domenica 30  novembre alle 11.15 presso il cinema Odeon di piazza Strozzi, è uno degli eventi speciale all’interno della 55° Edizione del Festival dei Popoli. Prima del film sarà proiettato il cortometraggio Firenze, Novembre ’66 di Mario Carbone.

Sempre in movimento, emblema stesso del cambiamento: i fiumi sono di tutti, e di nessuno.

DANIEL C.  MEYER

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