Missive selvatiche: quando l’arte arriva nella buca delle lettere

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/mis·sì·va/: comunicazione epistolare, messaggio scritto; /sel·và·ti·co/: che cresce spontaneamente.

Missive Selvatiche è un progetto nato dall’esigenza di un gruppo di artisti di condividere il proprio lavoro in un momento di forte disagio, nel quale non è permesso avere contatto con lo sguardo e l’ascolto del pubblico. Missive perché l’arte ti arriva per posta, come le vecchie lettere di un tempo. Selvatiche perché incarnano lo spirito del progetto, libero e indipendente che non poteva aspettare finanziamenti o seguire le vie classiche della produzione e distribuzione della cultura anche a causa dell’urgenza legata alla situazione sanitaria.

Il progetto è nato nel novembre 2020 a Prato, mosso dall’esigenza di un gruppo di artisti di condividere il proprio lavoro in un momento di forte disagio, nel quale non è permesso avere contatto con lo sguardo e l’ascolto del pubblico. Per questo si tratta di un progetto di resistenza artistica, un tentativo di resistere alle restrizioni sanitarie che da più di un anno ormai impediscono agli artisti di esprimersi e al pubblico di partecipare alla cultura e allo spettacolo.

Il progetto nasce dall’idea che l’assenza della cultura, dovuta alla chiusura di spazi di condivisione, non sia un problema solo per gli artisti ma anche per il pubblico: senza cultura siamo tutti più poveri. Da questa consapevolezza è nata negli artisti che hanno dato vita al progetto -illustratori, fotografi, musicisti, teatranti, danzatori, poeti, cinematografari- la volontà di unirsi e imbucare nelle cassette delle posta di sconosciuti un pacchettino contenente tre oggetti d’arte nella speranza che questa inaspettata sorpresa possa confortare, emozionare, far riflettere, ridere, ballare, incuriosire e persino indignare.

Il progetto nasce da un’idea di Pamela Maddaleno e Alessia Castellano: “L’esigenza è stata quella di condividere un forte senso di impotenza e disagio nei confronti delle restrizioni che riguardano il mondo della cultura e dello spettacolo di cui facciamo parte, anche come spettatrici. Ci siamo chieste se avessimo potuto fare qualcosa in grado di abbattere quel muro che, in quanto artiste, ci stava lentamente isolando. Abbiamo deciso così di condividere la nostra idea con altri artisti di cui conoscevamo la sensibilità e il lavoro”.

Il progetto mira ad innescare un corto circuito che ponga alcune questioni: cosa accade quando un’opera esce dal canonico percorso che va dall’autore al fruitore che si suppone essere interessato a quel tipo specifico di opera? Cosa accade se un’opera viene a trovarsi in un luogo dove non si suppone dovrebbe trovarsi, come una cassetta della posta? Cosa accade se si riceve un regalo che non è stato richiesto? E cosa accade se un artista mette la propria opera nelle mani del caso, se in altre parole non si sa più chi sono i fruitori e non si è più certi di ricevere un riscontro da questi ultimi? Sono domande alle quali non abbiamo risposta ma che riteniamo giusto farsi in un momento in cui si può finalmente rimettere tutto in discussione.

Siamo ovviamente convinti dell’importanza del ruolo degli artisti all’interno della società e ci sembra fondamentale riflettere su cosa accade quando è la società stessa a ritenere che l’arte sia una delle prime cose che possono essere sacrificate, ma non vogliamo convincere nessuno a pensarla in un modo o nell’altro. Per questo abbiamo preferito creare qualcosa che, invece di suggerire delle risposte, potesse evocare delle domande nuove, domande che prima della pandemia non erano quasi formulabili.

Dopo le prime due edizioni che in questi mesi di vero confinamento culturale hanno visto il progetto crescere e da Prato diffondersi in diverse città italiane tra le quali Pistoia, Firenze, Bologna, Roma e Torino e, viste le restrizioni che continuano a riguardare il mondo della cultura, prende ora il via una terza edizione. Il format è lo stesso: un pacchetto completamente realizzato a mano contenente 3 oggetti d’arte in edizione limitata e numerata, e distribuzione casuale direttamente nelle cassette della posta di sconosciuti. Ogni pacchetto si apre con una lettera che spiega il progetto e contiene tre opere, sempre diverse in ogni missiva; i pacchetti vengono poi distribuiti da ogni artista, che li imbuca direttamente nelle cassette della posta di sconosciuti.


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Se alla prima edizione avevano preso parte 10 artisti pratesi, questa terza edizione vede la partecipazione di circa 150 artisti, da varie parti d’Italia e un gruppo di artisti francesi e italiani residenti a Parigi. Si allarga anche il numero di pacchetti e la distribuzione: dalle 200 e 500 copie rispettivamente della prima e seconda edizione, si passa in questa terza uscita a 1500 esemplari distribuiti in tutta Italia (isole comprese) grazie alla partecipazione degli stessi artisti che faranno da postini.

La terza edizione di Missive Selvatiche è curata da Pamela Maddaleno, Alessia Castellano e Margherita Nuti in collaborazione con un nuovo collettivo fiorentino curato da Michelle Davis e Giulia Iaquinta.
Ecco la lista degli artisti che hanno partecipato con le loro opere:
Aisselaizzo + Urto (scrittura/illustrazione)
Amel’rum da me (illustrazione)
Anatomie dei sentimenti (fotografia e scrittura)
Gianmaria Aprile (illustrazione)
Simona Arrighi/Atto Due (teatro)
Chiara Arturo (fotografia)
Filippo Bardazzi (fotografia)
Fabio Barile (fotografia)
Elisa Basilissi (grafica)
Irene Bavecchi (grafica/fotografa)
Battistoni (scrittura/illustrazione)
David Becheri (fotografia)
Bessicla (illustrazione)
Duccio Burberi (fotografia)
Valeria Caliandro (musica)
Marta Capaccioli (danza)
Irene Cappelli + Sarah Melchiori (fotografia)
Jonny Casamenti (illustrazione)
Margherita Cesaretti (fotografia)
Martina Caschera (poesia)
Alessia Castellano (illustrazione)
Maria Chiara Cecconi (arte)
Sharon Chianese (illustrazione)
Costanza Ciattini (collage)
Cineclub Mabuse (cinema)
CinematograFica (cinema)
Lorenzo Cipriani (viaggiatore) + Chiara Guidi (illustrazione)
Clotilde (moda)
COLLA (laboratorio serigrafico)
Co.Lore (Collettivo Loredana | Performative Women)
Luna Colombini (pittura)
Concretipo (studio di grafica e stampa)
Cristucci (illustrazione)
Cuicuocua (collettivo artistico)
Sebastiano D’Ayala Valva (fotografia)
Michelle Davis (fotografia)
Edoardo Delille (fotografia)
Gioia Di Biagio (scrittura/performance)
Ilaria Di Biagio (fotografia)
Luca Di Salvo (fotografia)
Dootcho (illustrazione)
Alessio Dufur (musica)
Lavinia Fagiuoli (illustrazione)
Fanfara Station (musica)
Anna Favaro (poesia)
Chiara Aurora Fiore (arti grafiche/classe 5L del Liceo Artistico di Porta Romana)
Andrea Foligni (fotografia)
Franky Family Show (musica)
Freddy Murphy e Chiara Lee feat. Maria Mallol Moya (musica)
Diego Gabriele (illustrazione/pittura)
Serena Gallorini (fotografia)
Andrea Gandini (fotografia)
MaryAngel Garcia (arte)
Giulia Gatti (fotografia)
Gli Omini (teatro)
Nicola Giorgio (grafica)
Marianna Giuliana (illustrazione)
Claudia Gori (fotografia)
Simone Graziano (musica)
Eleonora Guidi (arti grafiche/classe 5L del Liceo artistico di Porta Romana)
Guttae (fotografia)
Lorenzo Hugolini (musica/illustrazione)
HZHA (musica)
In Fuga dalla Bocciofila (cinema)
Io Sono (cinema)
Jacopo Jenna (danza/video)
Kinkaleri (teatro/danza)
Kropotkin (musica)
La Pler (illustrazione/performance)
La Ponto (musica)
Cecilia Lattari (arte)
Le Cardamomó (musica)
Gianluca Leonardi (fotografia)
Arzachena Leporatti (poesia)
Le Vanvere (illustrazione)
LGTP (illustrazione/scrittura)
Francesca Loprieno (poesia/fotografia)
Luca Lucherini (illustrazione)
Mirko Maddaleno (musica)
Pamela Maddaleno (fotografia)
Alessandra Marianelli aka Luchadora (illustrazione/grafica)
Marika Marini (illustrazione)
Alisa Martynova (fotografia)
Sheila Massellucci (arte)
Mattattoo (tatuaggi/illustrazione)
Christian Mattioli (arti grafiche/classe 5L del Liceo Artistico di Porta Romana)
Marco Mazzoni (illustrazione)
Mazzolino (illustrazione)
Lucia Mazzoncini (poesia)
Martina Melchionno (fotografia)
Guido Mencari (fotografia)
Daniele Molajoli (fotografia)
Camilla Monga (danza)
Serena Morandi (illustrazione)
Paolo Moretti (illustrazione/animazione)
Agnese Morganti (fotografia)
Margherita Morotti (illustrazione)
Claudia Mozzillo (fotografia)
Sara Miriati (illustrazione)
Marino Neri (illustrazione)
Léa Neuville (cianotipo)
Giulio Noccesi (pittura/illustrazione)
Elisa Norcini (fotografia)
Margherita Nuti (fotografia)
Francesca Pizzo aka Cristallo (illustrazione/musica)
Pruni (musica)
Marco Opla Pasian (grafic designer)
Ilaria Orsini (fotografia)
Ottomani (cinema d’animazione)
Teresa Paoli (cinema)
Margherita Pecchioli (creative design)
Popdesign (grafica)
Progetto Undici (grafica)
Beatrice Pucci (cinema d’animazione)
Qi In Cucina (blog)
Naresh Ran (musica)
Baerbel Reinhard (fotografia)
Paola Ressa (fotografia)
Silvia Rocchi (illustrazione)
Filippo Romei (letteratura)
Mattia Rosa (fotografia)
Roxy Beat (fotografia)
Rozzella (illustrazione)
Arianna Sanesi (fotografia)
Francesca Sarteanesi (illustrazione)
Barbara Savini (illustrazione)
Naima Savioli (fotografia)
Anita Scianò (fotografia)
Armine Shahbazyan (illustrazione)
Marco Smacchia (illustrazione)
Sedici (associazione fotografica)
Serpentu (musica)
Spugna (illustrazione)
Susanna Stigler (fotografia)
Elisa Suffredini (arti grafiche/classe 5L del Liceo Artistico di Porta Romana)
TAB – Take Away Bibliographies (progetto editoriale)
Sveva Taverna (fotografia)
The Loom Movement Factory + Darragh Heihr (danza/fotografia)
This is not a love song (illustrazione di musica)
Teatro Elettrodomestico (teatro)
Teatro Metropopolare (teatro)
Anais Tonelli (illustrazione)
Alessia Travaglini (cinema d’animazione)
Gaia Uska (illustrazione)
Viola Valery (cinema)
Vaste Programme (collettivo artistico)
Gaia Vettori (fotografia)
Giacomo Alberto Vieri + Elisa Puglielli (scrittura/illustrazione)
Werner (musica)
Nvard Yerkanian (design)
Zappa! (associazione di promozione sociale)
Zaches Teatro (teatro)

Potete seguire il progetto sulla pagina Facebook o Instagram di Missive Selvatiche.

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo