MONET EXPERIENCE: quando l’arte diventa esperienza

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Monet Experience and the Impressionists, è la nuova mostra immersiva di Crossmedia Group, visitabile fino al primo maggio alla chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte.

 

Articolata in due sezioni distinte, essa permette di ‘immergersi’ letteralmente nella realtà dell’impressionismo e, soprattutto, nell’opera di Monet, uno dei suoi massimi rappresentanti, capace di “cogliere e rendere eterno l’attimo di corrispondenza in cui avviene il miracolo della perfetta armonizzazione tra raffigurazione e realtà, tra luce e colore, tra movimento e staticità, tra natura e artista”.

Si tratta infatti di un percorso virtuale realizzato da immagini ‘animate’ e dinamiche, fruibile da tutti: un susseguirsi continuo di quadri privi di tela e cornice che, attraverso la finzione della realtà virtuale, diventano reali e tangibili, permettendo l’interazione con gli spettatori.
Tramite l’uso degli oculus e grazie alla voce guida, si è accompagnati ‘dentro’ il quadro: la voce ci invita a muoverci, osservare i dettagli, ascoltare i rumori, osservare i cambi di luce come se ci trovassimo davvero in quel contesto ‘en plein air’ che ispirava così tanto l’artista. Ci sembrerà di essere veramente a passeggiare sulle scogliere, con le onde che si infrangono e sciabordano, oppure in un campo di papaveri rossi accarezzati dal vento o in mezzo a un giardino orientaleggiante ad ascoltare il cinguettio degli uccellini.
Niente di meglio per capire fino in fondo quanto il ritorno alla natura, come costante fonte di ispirazione, abbia influenzato profondamente l’arte del periodo, rompendo definitivamente con la tradizione del passato e creando una nuova corrente che avrebbe segnato e rappresentato un’epoca.

Proseguendo all’interno della chiesa, siamo sommersi dalle immagini che danzano a rotazione sugli schermi giganteschi dell’allestimento e sulle architetture, accompagnate da musica e effetti sonori.
Un’esperienza sicuramente imperdibile perchè, a differenza di una mostra ‘tradizionale’in cui si sfrutta il solo impatto visivo, qui si è coinvolti sensorialmente all’interno delle immagini: sembrerà di viverle piuttosto che di guardarle, in un’alienazione e immersione che ricordano, molto da vicino, l’illusione cinematografica.
Musica, atmosfera, scenario: tutto contribuisce a creare e a mantenere quell’astrazione, quell’evasione che solo l’arte riesce a far provare, portandoci fuori dal ‘qui e ora’, allontanandoci dal quotidiano, o perfino da noi stessi e regalandoci un’esperienza unica, multisensoriale.
Se molto spesso l’arte moderna e contemporanea è accusata di essere troppo concettuale, elitaria e difficile da capire, al contrario, l’arte impressionista, più che alla nostra parte razionale, si rivolge ai sensi e alle emozioni che suscitano in noi: ecco quindi come un quadro possa essere la descrizione immortale di un momento, quel fermo immagine che si trasmette e si ripete, per l’artista e per lo spettatore.
Un’arte che genera stupore, meraviglia, bellezza e che dialoga e coinvolge tutti: adulti e bambini, esperti e non. Perchè per una volta, per godersi una mostra, non serve pensare troppo o indagare sui significati nascosti ma, più semplicemente, guardare dentro. Dentro al quadro e dentro di sè: perchè è lì che tutto ha origine.
Diceva Monet: “Io dipingo come un uccello canta”, a noi non resta che apprezzarne il risultato.

Rita Barbieri

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