No Curves: l’artista italiano della Tape Art

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Dal 10 al 13 ottobre l’artista No Curves esporrà tre installazioni all’Internet Festival di Pisa.

Arte urbana, innovazione e rete. Una rete che forse non è solo digitale, ma una rete di persone, e anche, una rete fatta di nastri adesivi che dimostra come l’arte possa essere accordata all’innovazione, tecnologia e sostenibilità. A proporre questo accordo è l’artista No Curves, protagonista della nona edizione di Internet Festival – Forme di Futuro, il maggior evento in Italia dedicato all’innovazione digitale e che si terrà a Pisa dal 10 al 13 ottobre.

No Curves e la tecnica del nastro adesivo

No Curves
No Curves

Conosciuto per il suo stile unico e geometrico, caratterizzato dalla totale assenza di curve e rotondità, No Curves, è uno tra i maggiori esponenti internazionali della Tape Art, una forma d’arte a sé stante che utilizza il nastro adesivo come strumento d’espressione. Disegna su ogni tipo di superficie, passando dal contesto urbano e architettonico sino a gallerie d’arte e spazi museali. Sin dal suo esordio collabora con prestigiose istituzioni quali il Museo della Permanente, Museo delle Scienza e Tecnologia e il Barbican Center di Londra, e con top brand del calibro di Adidas, Bmw, Marvel, Microsoft, Nike, Red Bull e molti altri.

No Curves
No Curves Credit by Gian Guido Grassi

In occasione dell’ Internet Festival realizzato i ritratti di Steve Jobs, Samantha Cristoforetti  e Adriano Olivetti. I tre ritratti saranno esposti per tutto l’arco del festival all’interno delle Logge dei Bianchi, nel centro storico pisano. Noi siamo andati ad incontrarlo:

No Curves e Tape Art. Com’è nata la fascinazione per il nastro adesivo?

In primis è stato un fattore abbastanza istintivo. Ho sempre avuto la fascinazione con la pittura e l’arte in genere. Il nastro, però, è stato l’unico che aveva già una forma adatta per realizzare quelle che sono le mie visioni. Una forma geometrica e quindi una forma d’astrattismo che era in linea con quello che avevo in mente come opera che potesse rivelare la mia visione e tradurre la mia visione della realtà.

Il nastro viene visto come soggetto delle tue opere. Come può questo “soggetto” diventare elemento di innovazione?

È vero che tendenzialmente il nastro viene visto come soggetto delle mie opere, anche se non è così. Ogni mia opera ha una sua storia, un qualcosa da raccontare, anche se la curiosità delle persone tende sempre a mettere in evidenzia prima l’elemento che uso per capire come lo utilizzo. Il nastro adesivo  è in sé uno strumento tecnologico. Solo per realizzarlo si usa una tecnologia d’avanguardia. Il nastro poi è un elemento di connessione: è come se fosse una linea neurale che connette le cose, il mondo artistico e le persone. E come elemento di connessione, diventa in qualche modo anche un elemento digitale.

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Adriano Olivetti, Steve Jobs e Samantha Cristoforetti sono i soggetti che hai scelto per l’istallazione del Festival. Perché questi tre volti?

Sono partito da Olivetti perché è stato un precursore del personal computer e soprattutto il suo mondo del calcolo, spesso viene associato al mio mondo fatto di geometria e di numeri. Steve Jobs è un nome conosciuto da tutti ed è quello che ha dato il via al futuro della rete. Uno strumento che può essere anche stilistico con un design unico che è diventato un’icona. Infine Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, è la persona che meglio indica una connessione diretta tra noi e lo spazio.

In quest’ultimo periodo si parla molto di ambiente. La Tape Art può essere vista anche come una tecnica innovativa ma anche ambientalistica?

La Tape Art nasce soprattutto per dare una particolare attenzione all’ambiente: non più lo spreco, bensì il riutilizzo delle risorse che ci sono e ottimizzarle. Ed è ciò che vedo che sta facendo anche l’industria contemporanea. Il nastro collega il mondo dell’industria e di internet che vediamo con un grande apertura. Penso che il festival a Pisa può essere un ottimo collegamento tra industria, internet fondendo le due cose senza scinderle.

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About Author

Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.