La colazione in Coop da oggi è salutare e appetitosa

Iniziare bene la giornata con prodotti buoni e salutari è importante e Unicoop Firenze lo sa bene. È per questo motivo che ha sviluppato una nuova e vasta serie di prodotti, garantendo come sempre una filiera locale, etica e certificata.

Ph credits: Simone Ducci

“Cosa mangi a colazione?”

Ecco, questa dovrebbe essere una delle prime cinque domande che facciamo a qualcuno appena lo conosciamo. Usciresti mai con qualcuno che non ama godersi il profumo del caffè al mattino? Famosa la quote di Johnny Cash: “This morning, with her, having coffee.” – e come dargli torto? Un buon risveglio, cosa c’è di meglio?

E proprio per farci stare bene, Coop ha studiato un’ampia scelta di prodotti per tutti i gusti e gli appetiti dove non manca un particolare focus sulle nuove abitudini a tavola, che gettano un occhio sempre di più alla contaminazione e all’internazionalità. Oltre 500 prodotti – di cui la metà nuovi – tra cui pancake, diverse varianti di caffè e di latte, biscotti, yogurt, bevande vegetali, estratti, tè e tisane, marmellate e chi più ne ha più ne metta. Ognuno dei quali viene dalla filiera italiana, con una lavorazione etica e certificata.

Con i nuovi prodotti a marchio Coop sarà possibile scegliere la colazione che più si addice alla nostra dieta e alle nostre abitudini. Infatti, chi ama la tradizionale colazione all’italiana avrà la possibilità di scegliere tra latte di alta montagna Fior Fiore realizzato sulle Alpi trentine, confettura ai gelsi neri e marmellata alle arance di Agrisicilia, azienda dell’isola. E visto che le routine sono diverse, sugli scaffali sono presenti anche le nuove bevande di soia biologica, avena, riso e mandorla – per soddisfare tutte le diverse sensibilità al lattosio.

Per chi ama invece sperimentare sapori di luoghi lontani, per gli Ulisse della tavola – curiosi e viaggiatori: pancake, prodotti dalla storica azienda dolciaria modenese Corsini, yogurt Greco, skyr dell’Islanda e kefir della Turchia come alternativa allo yogurt.

Ph credits: Simone Ducci

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Venuta fame, per caso? 

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