NUOVI TEMPI PER ALTRE IDEE: la stagione 21/22 del Teatro Puccini

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Il Teatro Puccini presenta una prima parte della stagione teatrale 2021/2022 che si intitola Nuovi tempi per altre idee, ispirata all’installazione di Maurizio Nannucci nel foyer del Teatro.

E le novità non mancheranno davvero; infatti il Puccini accoglierà il pubblico in una sala rinnovata: oltre a un’acustica di alto livello ottenuta con lavori eseguiti nell’estate 2020, la platea è stata oggetto di un recente intervento che ha portato all’innalzamento di metà della platea per mezzo di un sistema di gradinate, che renderanno la visuale ottima da tutte le file, anche dalle ultime.

La stagione teatrale sarà composta in questa prima parte da undici spettacoli; aprirà Annagaia Marchioro con #pourparler, uno spettacolo ispirato alla stand up comedy che parla delle parole, che sono parabole e raccontano delle storie.

Mario Perrotta con In nome del padre, scritto da Perrotta con la consulenza di Massimo Recalcati, spettacolo in programma nel marzo 2020, finalmente andrà in scena a fine ottobre. Segue la Compagnia Lombardi-Tiezzi con Antichi maestri di Thomas Bernhard, Le ragazze di San Frediano con Anna Meacci, Daniela Morozzi e Chiara Riondino e poi Eugenio Allegri in Novecento di Alessandro Baricco. Drusilla Foer porterà in scena Eleganzissima, recital riproposto in una nuova versione aggiornata.

Claudio Casadio è protagonista de L’Oreste, uno spettacolo dove l’interazione è continua tra teatro e fumetto animato, grazie alla mano di Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics. Ascanio Celestini è protagonista de I parassiti – un diario nei giorni del Covid-19, monologo che nasce dalle riflessioni di Celestini durante questi mesi di pandemia.

Per la prima volta al Puccini arriva Lodo Guenzi con Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio, tentativo di messa in scena che parte dalla stand up e si perde in una storia vera.

Fulvio Cauteruccio invece è protagonista di Cuore, un monologo dedicato al Capitano della Fiorentina Davide Astori: la storia di Astori è un punto di partenza per viaggiare nel mondo del calcio e dei suoi campioni e per plaudire alla felicità e alla gioia che questo sport regala a milioni di persone. Roberto Latini sarà al Puccini con Cantico dei Cantici, lo spettacolo con cui ha conquistato il Premio Ubu 2017 come miglior attore. Saluteremo infine il 2021 e daremo il benvenuto al 2022 con Contromano: se non andavamo da nessuna parte, come abbiamo fatto a sbagliare strada? di e con Katia Beni e Anna Meacci.

Ricco anche il calendario degli spettacoli fuori stagione. A partire da lunedì 4 ottobre e per i sei lunedì successivi, appuntamento con #Personae, un progetto di Anna Meacci conAnna Meacci e gli attori/autori del Laboratorio di scrittura creativa Dimenticanza: sette appuntamenti per raccontare le storie di donne e uomini dalle vite eccezionali. Seguiranno Il malato immaginario da Molière prodotto da Catalyst con Riccardo Rombi, lo spettacolo coreutico Boomerang gli illusionisti della danza, Roberto Mercadini con Fuoco nero su fuoco bianco, un racconto tentacolare tratto dalla Bibbia ebraica e Il Lercio Show. Gradito ritorno è quello dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, formazione nata proprio al Teatro Puccini, che proporrà un concerto con la direzione di Paolo Damiani.

Saranno infine recuperati due spettacoli della stagione teatrale 2019/2020: Frida di LyricDanceCompany con le coreografie di Alberto Canestro e All’alba perderò di e con Andrea Muzzi.

Non mancherà in questa prima parte di stagione anche Per grandi e Puccini, la rassegna teatrale dedicata ai bambini, con spettacoli prodotti dalle compagnie Centrale dell’Arte, KhoraTeatro in collaborazione con ENTR’ARTe e Pupi di Stac.

Per info e programma completo: https://www.teatropuccini.it/

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo