Oplì: il nuovo modo di fare la spesa tutto fiorentino

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Oplì è molto più che la spesa a domicilio, è l’e-commerce fiorentino con cui è possibile acquistare direttamente da produttori locali o di filiera corta italiana ed è un’idea tutta fiorentina.

Si inserisce l’indirizzo e si sceglie il giorno di consegna, si mettono nel carrello i prodotti, scegliendo tra tutte le proposte dei produttori locali e di stagione che spaziano da frutta e verdura, ai legumi, uova e latticini, vino, fino al biologico e vegano, ed il gioco è fatto. Il nuovo modo di fare la spesa, più comodo ma anche più etico e sostenibile è l’idea di una start-up tutta fiorentina. Abbiamo parlato con Tommaso, Cosimo e Sebastiano, i tre giovani fondatori di Oplì per farci raccontare di più della loro idea.

Come e quando nasce l’idea di Oplì?

Tutti noi siamo fortemente legati al tema dell’importanza di acquistare prodotti locali e della sostenibilità ambientale, e avevamo l’idea di voler portare a casa delle persone articoli e ortaggi da piccoli produttori fiorentini e della Toscana (frutta e verdura, carne biologica, pane e schiacciate dai forni di Firenze e tanto altro). Ci piace fortemente andare alla riscoperta dei sapori dimenticati della nostra regione, e offrire alle persone un rapporto più diretto con il cibo che il sistema del supermercato non permette, nei termini della stagionalità, del gusto, della tracciabilità e delle proprietà organolettiche dei prodotti.

Così a inizio settembre 2019 è nata l’idea di sviluppare una piattaforma che permettesse tutto ciò, mentre il servizio vero e proprio è stato lanciato a febbraio 2020 anche grazie all’accelerazione dal piano Hubble, che ricerca e finanzia progetti di startup digitali con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Ricerca e Innovazione di Unifi che selezionano strart-up da incubare. A marzo 2020 si è aggiunto il “grocery” per offrire un’offerta più ampia complice anche il lockdown che per noi è stata una messa alla prova ma anche un contributo a farci conoscere.

Per voi la scelta dei produttori ha dunque una grande importanza. Come avviene la selezione?

Inizialmente eravamo noi a cercare i produttori, ora avviene più il contrario; solo nel 2020 Oplí ha acquistato 20.000 kg di frutta e verdura da piccoli produttori, effettuato 4000 ordini a botteghe, piccoli esercizi e agricoltori locali. Ad oggi contiamo più di 50 aziende agricole toscane, in gran parte a conduzione familiare.

Quello che noi facciamo sempre è comunque di assicurarsi che i produttori con cui collaboriamo abbiano alcune delle certificazioni che richiediamo ad esempio per i prodotti biologici. Inoltre siamo noi in prima persona che andiamo a vedere le aziende, a testare con mano la veridicità delle garanzie che offrono sui prodotti e sulle qualità organolettiche. Inoltre chiediamo ai clienti un feedback per avere conferma che ciò che scegliamo rispecchi anche quello che cercano i consumatori. Seguiamo sempre le stagionalità e su queste si basa anche la scelta dei produttori. Privilegiamo la sostenibilità, soprattutto per i prodotti di origine animale anche al fine di preservare la biodiversità; per questo e per tutelare anche la nostra salute, cerchiamo di fare promozione delle proteine vegetali in sostituzione di quelle di origine animale, per cui comunque scegliamo solo allevamenti di carne non intensivi che garantiscono un’ottima qualità e una tutela etica.

Non a caso c’è voluto più di anno per mettere in commercio il pesce perché era fondamentale per noi che la pesca fosse fatta in toscana e non a strascico; non è stato facile ma ce l’abbiamo fatta e ora siamo in grado di offrire anche pescato una volta a settimana.

Cerchiamo inoltre di far conoscere i nostri produttori a tutti i nostri clienti anche attraverso il nostro blog in cui raccontiamo le loro realtà e facciamo informazione su prodotti locali e sane abitudini di alimentazione.

Voi siete portavoce della politica zero sprechi. Cosa significa e come funziona?

Uno dei mantra per noi è che il cibo non dev’essere assolutamente mai sprecato. Premettendo che adesso siamo arrivati ad un’ottimizzazione che ci permette di aver pressoché azzerato gli sprechi, se ci sono prodotti in esubero questi vengono messi nelle ceste e regalati ai clienti perché la sentiamo come una nostra responsabilità e vogliamo dare sempre una dignità al cibo.

Questa attenzione riguarda anche l’ambiente. Come cercate di tutelarlo?

Innanzitutto nel trasporto: i prodotti ordinati su Oplí percorrono in media 100 km contro i 1900 km della grande distribuzione organizzata, e poi con gli imballaggi che sono ridotti al minimo sia da parte nostra che da parte dei produttori e comunque sono riutilizzabili e riciclabili al 100%.

Come riuscite ad unire filiera corta e km0 e velocità di consegna?

È una sfida su cui ancora c’è molto da lavorare. Cercare di aumentare la velocità senza aumentare lo spreco non è affatto semplice. Nel caso di Oplì cerchiamo di essere molto organizzati ma comunque i tempi di consegna sono dettati dal prodotto e questo ci piace perché disincentiva lo spreco, niente è fatto su scommessa. Per il futuro vogliamo investire ancora di più per portare la sostenibilità ai tempi della quick-commerce.

I vantaggi che Oplì offre all’ambiente e ai consumatori sono chiari, ma sappiamo che siete anche grandi sostenitori dell’economia locale. Che vantaggi offrite dunque ai produttori di zona?

Sicuramente permettiamo loro di avere un mercato più ampio e di farsi conoscere e arrivare dove prima non riuscivano. Inoltre il nostro servizio permette ai fornitori di offrire i prodotti a un prezzo che consente loro le liquidità anche per lo sviluppo. In questo Oplì non è sopra i produttori, è piuttosto un partner dei produttori che li aiuta a stare nel mercato.

Oplì è attenta anche alla solidarietà; ci parlate della vostra iniziativa natalizia a sostegno dell’Ospedale Pediatrico Meyer?

Quest’anno abbiamo deciso di sostenere l’Ospedale Pediatrico Meyer con tre diverse iniziative. La prima permette di donare una cesta speciale, supportando l’accoglienza delle famiglie e delle attività di play therapy dedicate ai bambini e agli adolescenti. La seconda è prevede per ogni spesa, una donazione con cui ci impegniamo, nel periodo dal 29 novembre al 6 gennaio, a fare una donazione di 1,50 euro alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer.

La terza iniziativa è quella delle gift card 5+5: per ogni gift card acquistata devolviamo 10 euro alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer, 5 da parte del cliente e 5 da parte di Oplì. Pensiamo sia un buon modo per fare il nostro regalo di Natale a qualcuno che se lo merita davvero!

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About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo