Pitti 109, la moda maschile nell’anno dell’incertezza globale

Oggi si chiude la kermesse fiorentina dedicata alla moda uomo internazionale. Pitti Uomo 109, alla Fortezza da Basso, ha visto ospiti i guest designer Soshi Otsuki, Hed Mayner e Shinyakozuka.

Eleganza e confort hanno caratterizzato Pitti Uomo 109 con giacche e blazer come must della prossima stagione invernale. Il tema della fiera che chiude oggi è stato “Motion”, a simboleggiare la necessità di un cambio di ritmo in un mondo che corre. Forse è un invito alla rilassatezza o forse un auspicio per un settore che deve difendersi in uno scenario difficile.

Il 2025 è stato un’anno caratterizzato da elevata incertezza per la moda, con l’assenza di segnali concreti di ripresa in un quadro macroeconomico internazionale influenzato da tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e dal ricorso a misure protezionistiche da parte degli Stati Uniti.

In tale scenario, il 2026 potrebbe essere un altro anno fragile per un comparto importante del Made in Italy. Secondo l’ufficio statistica di Confindustria Moda, nel 2025 il fatturato del menswear italiano, sarebbe di 11,2 miliardi di euro, il 19,3% del fatturato complessivo della filiera Tessile-Abbigliamento italiana.

Pitti Uomo 109

Ad ogni modo la kermesse fiorentina resta il più importante appuntamento mondiale per i professionisti del settore moda uomo, i buyer e i fashion addicted, rappresentando uno sguardo sul futuro dei guardaroba e una bussola sulla direzione che prenderà lo stile.

Tra i principali mercati della moda maschile, rappresentati in fiera, l’ufficio stampa di Pitti Immagine ha segnalato gli aumenti dei buyers provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Turchia, Giappone e Grecia; mentre Germania, Spagna e Francia registrano leggere diminuzioni. Un elemento sottolineato è l’ottima performance dall’insieme dei paesi del Nord Europa: Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia in deciso aumento.

Pitti Uomo 109 Firenze
La sfilata del brand giapponese Soshiotsuki

<<Nessuno nasconde le difficoltà – ha dichiarato l’AD di Pitti Immagine Raffaello Napoleone – ma Pitti è sempre l’occasione per presentarsi al meglio, confrontarsi con gli altri, ritrovare fiducia nel proprio lavoro e affrontare la stagione con determinazione>>.

Nonostante a livello numerico si è confermato il trend del 2025 (oltre 7.000 visitatori e oltre 750 brand presenti), a mio parere la fiera è stata condizionata dal meteo, grigio come l’installazione di concrete canvas dell’architetto francese Marc Leschelier, ovvero 18 monoliti giganti realizzati con sistemi di ponteggio rivestiti di cemento. E ieri non è mancata neppure la tanto minacciata pioggia. 

Pitti Uomo 109 Firenze

La novità più curiosa – che abbiamo già segnalato sui nostri canali social – è stata Hi Beauty, lo spazio dedicato alla profumeria di ricerca.

Un segnale chiaro di quanto l’uomo si allarghi dalla moda all’orizzonte cosmetico, ritagliandosi sempre più tempo per la cura di sé che va ad aggiungersi alle sezioni classiche, dal tailoring di Fantastic Classic all’eleganza senza tempo che si fonde con l’innovazione di Futuro Maschile, dallo sport & streetwear di Dynamic Attitude ai trend di Superstyling, fino ad arrivare al contemporary outdoor di I Go Out.

E così, tra incertezza e voglia di nuovi ritmi, si chiude anche questa kermesse, appuntamento a giugno per l’edizione estiva!



Foto: ufficio stampa Pitti Immagine

Direttore di FUL magazine e membro della redazione dal 2017. Ho realizzato reportage su vari temi tra cui: il fenomeno hooligans agli Europei di calcio in Francia (2016), il primo Pride dell’Ucraina a Kiev (2018), la questione del confine orientale tra Italia e Jugoslavia (2020), la protesta dei lavoratori ex-Gkn di Campi Bisenzio (2021), il vertice NATO in Lituania a Vilnius (2023). Ho coperto svariate edizioni della rassegna di moda “Pitti Uomo” e partecipato come inviato al Festival del Cinema di Cannes nel 2024.