Ma cos’è questa storia che la Coca-Cola è nata a Firenze?
Food & Drinks 4 Agosto 2026 4 min di lettura

Ma cos’è questa storia che la Coca-Cola è nata a Firenze?

Sì, anche noi ci siamo imbattuti in post, articoli e titoli che più o meno lasciavano intendere che la bevanda più bevuta al mondo (o meglio, la sua antenata) potrebbe essere nata dalle nostre parti.

Coca Cola

Ma cos’è questa storia che la Coca-Cola è nata a Firenze?

E siccome le notizie che sembrano uscite da un universo parallelo sono spesso le più divertenti, stamattina abbiamo aperto Google e ci siamo messi a cercare. Spoiler: no, non possiamo dire che la Coca-Cola sia nata a Firenze.

Se state già immaginando John Stith Pemberton in fila davanti alla Cupola con un lampredotto in una mano e una formula segreta nell’altra, purtroppo dobbiamo ridimensionare subito il vostro entusiasmo.

Possiamo però raccontarvi una storia decisamente più interessante. Perché molto prima che la Coca-Cola venisse inventata ufficialmente ad Atlanta, in una farmacia del centro storico di Firenze si preparava un elisir a base di foglie di coca e noce di kola. Gli stessi due ingredienti che, qualche decennio più tardi, sarebbero entrati nella storia della bibita più famosa del pianeta. A riportare la vicenda nei giorni scorsi è stato Toscana Oggi, che in un articolo ha raccolto il racconto dei padri domenicani del convento di San Marco.

Durante il riordino dell’archivio dell’antica Farmacia di San Marco, in via Cavour, padre Manuel Russo, rettore del convento, ha ritrovato infatti in un vecchio foglietto pubblicitario dedicato a un “Elixir vinoso ricostituente” un tonico descritto come rimedio “contro la stanchezza fisica e mentale, il mal di testa e le debolezze provocate dall’età o dalle fatiche straordinarie”. Detta così sembra la descrizione di una domenica mattina qualsiasi. La parte davvero curiosa, tuttavia, sta proprio nella ricetta.

Secondo il documento pubblicato dalla suddetta testata, l’elisir conteneva 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana, il tutto infuso in un litro di miscela alcolica. Una combinazione che oggi fa immediatamente pensare alla Coca-Cola, ma che nell’Ottocento apparteneva a un universo completamente diverso. All’epoca, coca e kola erano del resto ingredienti tutt’altro che esotici per farmacisti e speziali.

Le foglie di coca erano considerate un potente ricostituente e comparivano in decine di preparati destinati a combattere stanchezza, affaticamento e debolezza. La noce di kola, ricca di caffeina, veniva utilizzata per le sue proprietà stimolanti. Detto in altre parole, gli energy drink dell’epoca avevano un packaging molto meno accattivante e una gradazione alcolica decisamente più seria.

foglie di coca. Foto da DepositPhotos

Il caso più celebre arrivò nel 1863, quando il farmacista corso Angelo Mariani inventò il Vin Mariani, ottenuto facendo macerare foglie di coca nel vino di Bordeaux. Fu un successo clamoroso. Lo bevevano papi, scrittori, artisti, teste coronate e perfino personaggi come Jules Verne e Thomas Edison ne parlarono con entusiasmo.

Oggi probabilmente finirebbe direttamente nella categoria “bevande di cui nessuno approverebbe più la campagna marketing”. Fu proprio il Vin Mariani a ispirare John Stith Pemberton, farmacista di Atlanta, che nel 1885 lanciò il Pemberton’s French Wine Coca, un vino aromatizzato con coca e noce di kola. Poi arrivarono le prime leggi proibizioniste sugli alcolici, Pemberton eliminò il vino dalla ricetta, aggiunse acqua gassata e zucchero e nel 1886 nacque così quella che sarebbe diventata la moderna Coca-Cola.

Ed è qui che entra in scena la nostra bella Firenze. Il ritrovamento dell’antica Farmacia di San Marco non dimostra in alcun modo che Pemberton conoscesse la ricetta dei domenicani, né che esista un collegamento diretto tra l’elisir fiorentino e la nascita della Coca-Cola. Nessuno storico serio arriverebbe a sostenerlo.

Però una domanda curiosa la lascia aperta: se il foglietto pubblicitario ritrovato dai frati fosse davvero precedente al Vin Mariani del 1863, significherebbe che in una farmacia fiorentina qualcuno aveva già pensato di unire foglie di coca e noce di kola prima che questa combinazione diventasse famosa nel mondo. Non la genesi della vera Coca-Cola, certo, ma un piccolo tassello dimenticato nella storia dei grandi tonici ottocenteschi da cui sarebbe nata, in seguito, la bibita americana.

Quindi no, la Coca-Cola non è nata a Firenze. Ma la prossima volta che il simpaticone di turno vi chiederà “una Coca-Cola calda con la cannuccia corta corta”, invece di alzare gli occhi al cielo potrete rispondergli parlando di frati domenicani, foglie di coca boliviana e noce di kola. Lui probabilmente riderà lo stesso. Voi, invece, potrete sfoggiare una dose di cultura (forse non richiesta) assolutamente sproporzionata rispetto all’argomento. Di niente.