Mostra Olga Marciano Firenze

“Sguardi”: la personale di Olga Marciano

La mostra – organizzata dalla Tobian Art Gallery in collaborazione con The Christian Levett Collection – sarà visitabile dal 28 maggio al 27 giugno 2026 presso il “Sotto” del British Institute di Firenze.

Cosa sarebbe l’essere umano senza la capacità di relazione? E qual è il ruolo in questa dello sguardo? È proprio la potenza comunicativa degli occhi il nodo centrale del processo creativo di Olga Marciano. Artista italiana che ha inaugurato ieri il 28 maggio 2026 la sua mostra personale “Sguardi” presso il prestigioso spazio “Sotto” del British Institute of Florence (Lungarno Guicciardini 15).

Olga Marciano nasce in una famiglia appassionata alla pittura e fin da bambina questa è stata il suo mezzo di espressione. L’artista ha partecipato ad eventi internazionali tra cui la Biennale di Venezia, Genova, Firenze e l’EXPO di New York nel 2018. Attualmente indaga con il suo lavoro le dimensioni psicologiche ed emotive del volto umano concentrandosi sullo sguardo.

Come nasce la mostra “Sguardi”

Ed è proprio a Firenze che sarà possibile ammirare le sue opere, una serie di ritratti che esplora la potenza comunicativa degli occhi che si possono incrociare al “Sotto del British Institute of Florence” dal 28 maggio al 27 giugno 2026. L’esposizione “Sguardi” nasce da una collaborazione della Tobian Art Gallery – importante galleria fiorentina che valorizza i talenti locali e porta in città quelli stranieri – con The Levett Collection. Christian Levett è un filantropo e collezionista britannico che nel 2024 ha aperto FAMM- Female Artist of the Mougins Museum interamente dedicato alle artiste. Infatti, uno dei suoi obiettivi è proprio quello di combattere lo squilibrio di genere in campo artistico.

La sua collezione contiene 2000 opere di cui 700 di donne. È proprio lui ad entrare casualmente alla Tobian Art Gallery e a rimanere ammaliato dal lavoro di Olga Marciano, tanto da recarsi poco dopo a Salerno dall’artista per acquistare quattro suoi dipinti di cui due si trovano al FAMM e uno vicino ad un’opera della famosa Jenny Saville.

Come lui stesso racconta a colpirlo è stata “la morbidezza della pennellata” e “la serenità delle rappresentazioni” ma soprattutto la capacità delle figure rappresentate dall’artista di “persistere negli occhi dello spettatore” in un tempo in cui, invece, siamo abituati a passare velocemente da un’immagine all’altra senza troppa attenzione. I dipinti sono stati capaci di catturare il suo sguardo mettendo in moto la collaborazione che ha dato vita a questo bellissimo evento.

Olga Marciano; Rolly Luchavez, co-proprietario della Tobian Art Gallery; Giacomo Pirozzi – proprietario della Tobian Art Gallery e Christian Levett all’inaugurazione della mostra presso il Sotto del British Institute of Florence.

La Galleria degli Sguardi

Chiamando a sé tutto il suo mondo interiore l’artista ha dato vita alle opere della Galleria degli Sguardi presenti a Firenze. La collezione racconta tutte le sfumature dell’animo femminile di cui gli occhi sono la porta di ingresso principale. Osservando il suo lavoro mi sono chiesta se avesse utilizzato una bacchetta magica al posto del pennello perché sono stata completamente catturata dalle figure rappresentate. Volti di donne ipnotici e potenti avvolte da un’aura calma e serena che non possono semplicemente essere guardati ma vogliono essere compresi.

Come lei stessa racconta: “quando dipingo un volto non cerco soltanto una forma, una luce, una bellezza. Cerco un’emozione. […] quasi sempre tutto nasce dagli occhi. Sono come una soglia silenziosa, lasciano intravedere. Dentro uno sguardo c’è tutto ciò che una voce spesso non riesci a dire, le esitazioni, i desideri, le paure più sottili. È lì che il volto smette di essere una superficie e diventa profondità.”

Albachiara

Siamo così trasportati in un viaggio – quello della relazione – che da semplici spettatori ci rende protagonisti: ci siamo fermati davanti ai quadri, li abbiamo osservati ma poi siamo stati noi a sentirci capiti. Proprio come accade nei legami più belli ci sentiamo riconosciuti. Questo succede perché l’artista parla il linguaggio universale delle emozioni rappresentando in ogni tela qualcosa che ha dentro. Quindi sì una galleria dei sentimenti femminili ma anche una mappa autobiografica che l’artista ha tracciato.

Ecco che l’opera Chiara ci comunica l’emozione di quando la vita ci offre una possibilità inattesa che ci rende felici, nello sguardo di Virginia possiamo ascoltare il rumore dei pensieri che a volte non si ferma; in Selene possiamo riscoprire la resilienza, quella forza silenziosa che ci rende capaci di attraversare un momento buio per ritrovare la luce; in Albachiara ci troviamo davanti alla consapevolezza che la fragilità può essere una forza perché nonostante le ferite del mondo restiamo aperti alla sua bellezza.

La mostra "Sguardi"
Olga Marciano, Christian Levett, Giacomo Pirozzi – proprietario della Tobian Art Gallery

E tante altre sono i sentimenti che Olga ci racconta: “ogni donna che appare sulle mie tele porta con sé uno stato dell’anima. È una condizione emotiva, un momento fragile o potente della vita, un pensiero che attraversa lo sguardo. C’è la donna che aspetta, quella che ricorda, quella che ha imparato a resistere. C’è la donna che nasconde una ferita e quella che finalmente ha ritrovato la serenità.

Alcune guardano il mondo con coraggio, altre con prudenza, altre ancora con una dolce malinconia. Nostalgia, fragilità, desiderio di libertà, solitudine, rinascita, tutti stati dell’anima che prendono forma in uno sguardo ed appartengono all’esperienza umana.” La Galleria degli sguardi parla di tutte noi e quindi non possiamo fare altro che sentirci profondamente coinvolte.

A rendere ancora più unica l’esposizione “Sguardi” a Firenze è la collaborazione con il giovane compositore Jacopo Martone che ha creato per ogni opera una musica che potesse rappresentarla. Per ascoltare i suoi brani – presenti anche su Spotify – accanto ad ogni quadro è presente un QR code.

Perché andare a vedere la mostra “Sguardi”

Un’esperienza a tutto tondo, quindi, quella che ci viene proposta, un’esposizione capace davvero di leggerci dentro. Il lavoro della pittrice è in grado di sottolineare il valore sociale dell’arte dimostrando quanto essa possa mantenerci vicini – come ha affermato lo stesso Christian Levett – in tempi così difficili.

Perché ad unirci è proprio la capacità di sentire, la sensazione nelle nostre emozioni e infine la forza di ritrovarci dando un nome a quello che proviamo. I volti della Marciano ci costringono a recuperare il tempo dell’osservazione interiore.

A ricordarcelo è lo stesso processo creativo dell’artista, che è proprio equiparabile a quello che succede nella vita con i nostri sentimenti. Spesso non li comprendiamo, li nascondiamo o intrappoliamo ma stiamo bene unicamente quando li lasciamo liberi di trovare il loro equilibrio e proprio in quel momento diventiamo capaci di creare, di dare e quindi di crescere.

“Mentre dipingo, so che tutto quello che si vede è solo l’ultimo passaggio. […] C’è una storia che non si vede fatta di attese, tentativi, errori, emozioni, silenzi e improvvise intuizioni. Un quadro non nasce mai solo da un pennello che si muove sulla tela. Nasce molto prima in un pensiero che non trova parole, in un ricordo che torna senza preavviso, in un’emozione che chiede spazio per esistere. Cerco di dare spazio proprio a quel momento invisibile mentre preparo i colori sulla tavolozza.” Un processo fatto di attesa, anche di sbagli e spesso di sensazioni indefinite che alla fine però se ci diamo fiducia si sviluppa in un progetto e – nel caso della Marciano – in un’opera d’arte. Questo accade a tutti noi!

Olga Marciano accanto alla sua opera Da te a me al FAMM

Guardare l’altro e riconoscerci in lui è una capacità così potente e profondamente umana che, tuttavia, sembriamo aver dimenticato. Ed ecco che arrivano delle opere che ci insegnano – guidandoci delicatamente – a riconquistare questo talento che sì richiede pazienza ed empatia ma che ci può arricchire così tanto.

Prestare attenzione alle storie degli altri per sentirsi ancora più inseriti nella propria. Quanta magia e meraviglia c’è in questo. Ecco perché è importante andare a visitare la mostra “Sguardi” perché ci ricorda – grazie al potere dello sguardo che ci mette in relazione – che siamo meravigliosamente umani!

Informazioni

“Sguardi” di Olga Marciano

Quando: dal 28 maggio al 27 giugno 2026

Dove: “Sotto” del British Institute, Lungarno Guicciardini 15 Firenze

Orari: Lunedì – Venerdì dalle 14:30 alle 18:30 e Sabato dalle 10:00 alle 14:00

Ingresso gratuito

Foto in copertina: Olga Marciano, “Selene”

Mi definisco nata con la penna in mano perché da sempre la mia grande passione è la scrittura con cui trasformo storie ed emozioni in parole. Laureata in Teorie della Comunicazione sostengo che la comunicazione sia un'attitudine che nasce da empatia e curiosità.