Il Gin Tonic: ovvero quel long drink che fa sentire tutti un po' più fighi.
Molto tempo è trascorso da quella tediosa giornata di Bob in compagnia di Mowgli e Bagheera: la storia ha fatto il suo naturale corso, la malaria è stata debellata, sono state inventate le macchine del ghiaccio e sono nate diecimila aziende produttrici di acqua tonica e sei miliardi di produttori di gin. Oggi il “G&T” non è più una roba semplice per chi non vuole sbattersi troppo a pensare a cosa bere, è divenuto un sinonimo di ostentazione della propria sub-cultura alcolica, per cui noi poveri somministratori siamo quotidianamente costretti ad assecondare abitudini di consumo strampalate del tipo: “mettimici il cetriolo e il pepe rosa” oppure “ma che dici, hai solo queste 18 acque toniche disponibili?!” o ancora “senti ce l’hai quel gin azteco fatto con le spoglie di montezuma?”.
Ragazzi datevi una calmata, è solo un gin tonic. E…se lo pagate quanto uno spaghetto allo scoglio, credetemi, non ne vale la pena.
Qua la ricetta classica e la ricetta del nostro Julian:
Classica
Gin q.b. – Acqua tonica q.b.
Ricetta di Julian: “Gin&Prayo”
Gin q.b.
Prayoq.b. (soft drink di mia creazione, a base di nonsense coltivato a mano e follia macerata a pietra)
Julian Biondi
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