SUPERBLAST: la chiamata alle arti di Manifattura Tabacchi

0

Manifattura Tabacchi nell’ambito di NAM – Not A Museum presenta SUPERBLAST, il concorso internazionale rivolto ad artisti under 40 che promuove la libera produzione artistica e la sperimentazione di linguaggi interdisciplinari attraverso nuove residenze d’artista.

In un periodo che ha messo a dura prova il settore artistico e culturale, NAM – Not a Museum, il programma dell’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi, basato sul principio dell’interdisciplinarità tra le arti, sul coinvolgimento della comunità e sull’indagine del rapporto tra arte, scienza e natura, presenta SUPERBLAST: un’iniziativa che pone al centro la valorizzazione della pratica artistica al di fuori dei luoghi tradizionalmente a essa associati. L’obiettivo è favorire la creazione di percorsi di crescita dei giovani artisti italiani e internazionali e rendere la città di Firenze il centro di un nuovo attivismo culturale per l’ambiente, promuovendo il confronto tra spazi pubblici, contemporanei e storici e la costruzione di una memoria collettiva.

SUPERBLAST: call for artists

Il concorso SUPERBLAST, da sùper, dal latino super-, «sopra», e da -blasto, dal greco βλαστός «germe», è qualcosa di grande, che deve ancora nascere; è un bando per l’assegnazione di sei residenze a sei artisti multidisciplinari, affinché sviluppino progetti artistici nella piena libertà formale in dialogo con gli spazi di Manifattura Tabacchi. Il progetto è dedicato alla sperimentazione artistica e al confronto sulla relazione tra natura e cultura, l’uomo e le altre specie viventi, l’individuo e la collettività. Perciò Superblast è un progetto aperto ad artisti, pensatori, creativi, attivisti che abbiano il desiderio di guidare il cambiamento, immaginare e ridisegnare i luoghi della cultura, per un futuro più sostenibile nell’era dei mutamenti climatici attraverso la costruzione di relazioni e progetti comuni. Cosa significa fare arte oggi? Come ricostituire un equilibrio tra l’uomo, la città e il mondo naturale? Una nuova ecologia del pensiero è possibile? Domande sempre più rilevanti nel contesto attuale e che costituisce una svolta critica nella storia del pianeta. Domande che saranno il motore di una riflessione, di una sperimentazione artistica e di un confronto sui temi urgenti del nostro tempo, quali la relazione tra natura e cultura, l’uomo e le altre specie viventi, l’individuo e la collettività.

A chi si rivolge SUPERBLAST?

Il concorso è gratuito e aperto a tutti gli artisti e artiste, anche collettivi, di ogni provenienza geografica sotto ai 40 anni, con pratiche artistiche di diversa natura: scultura, pittura, sound and new media art, performance, pratiche coreografiche e relazionali, progetti workshop-based e progetti che mettano in discussione il rapporto esistente tra uomo e ambiente. Gli artisti selezionati potranno sviluppare liberamente la loro ricerca per realizzare opere site-specific, accompagnati nel dialogo interdisciplinare e formativo con critici, curatori e scienziati. Il periodo di residenza è flessibile: ciascun artista può infatti scegliere la durata della propria residenza in base al progetto che intende sviluppare, all’interno di un periodo compreso tra il 5 maggio e il 5 agosto.

Cosa offre SUPERBLAST?

Gli artisti selezionati avranno l’occasione di prendere parte attiva al cambiamento e alla visione interdisciplinare che Manifattura Tabacchi da sempre promuove per sperimentare linguaggi ibridi in dialogo con un luogo di matrice industriale. Un’occasione per guardare al rapporto tra uomo e natura, chiamando in causa l’arte e la sua capacità trasversale di porsi domande prima di immaginare soluzioni, di coinvolgere professionisti dai campi scientifici e umanistici e di veicolare la sensibilità comune rispetto al cambiamento climatico verso forme inedite di espressione e azione. A ciascun artista il bando offre un workshop in Manifattura Tabacchi dedicato all’esplorazione del luogo e del contesto di riferimento, alla scelta degli spazi e alla calendarizzazione delle residenze, 5.000 € per la produzione del proprio lavoro e uno studio dove realizzarlo e 500 € di rimborso spese di trasporto e alloggio. Inoltre ogni artista sarà seguito da un curatore, secondo una scelta condivisa con l’artista stesso, che accompagnerà il suo percorso in un dialogo costruttivo al fine di realizzare un testo critico per lo sviluppo di un progetto editoriale. Al termine del periodo di residenza ad ogni artista sarà dedicata una pubblicazione e i lavori verranno esposti nella mostra collettiva finale di settembre, mese dedicato alla sostenibilità, nel quale convergeranno l’esposizione collettiva e un programma di attività da costruire insieme alle realtà cittadine attive nel campo dell’arte contemporanea e della cultura.

La selezione e la giuria

Sarà possibile partecipare fino al 21 marzo 2021 seguendo le istruzioni riportate sul sito www.superblast.it o su www.manifatturatabacchi.com. Per prendere parte alla selezione occorre presentare un progetto da sviluppare presso Manifattura Tabacchi, il proprio portfolio e il curriculum vitae. I progetti saranno valutati da un comitato scientifico internazionale composto da autorità nei campi dell’intersezione tra arte e ecologia quali Mario Cristiani, cofondatore di Associazione Arte Continua e di Galleria Continua (San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Habana), Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e accademico, direttore di LINV International Laboratory of Plant Neurobiology e fondatore di PNAT, Erica Petrillo, scrittrice e curatrice che collabora con lo studio interdisciplinare 2050+ (Milano), Lucia Pietroiusti, curatrice di General Ecology presso Serpentine Galleries (Londra), Caterina Taurelli Salimbeni, curatrice di NAM – Not a Museum.

Ph: Giovanni Savi

Share.

About Author

Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea prima e poi in Critica d’arte affascinata sempre di più dall’idea che l’arte sia un linguaggio tanto universale quanto soggettivo, capace più di ogni altro di raccontare il nostro tempo