Cosa c’entra Marco Polo con i migliori cocktail bar di Firenze (e di Venezia)?
Marco Polo nel 1200 partì da Venezia per esplorare mondi lontani. La rotta di Paola Mencarelli oggi segue un altro percorso: salpa idealmente da Firenze e approda fino alla laguna, portando con sé bartender, idee e culture del bere. Niente carovane né spezie provenienti da terre remote, a viaggiare in questo caso sono i professionisti che, dietro al bancone, mostrano l’evoluzione della mixology italiana. Il richiamo al celebre mercante veneziano è solo una suggestione, ma il filo conduttore – se ci pensate – è esattamente lo stesso. Lo scambio come motore di nuove scoperte.
Per capire come è nato questo legame, bisogna tornare al 2016, quando una Mencarelli ancora lontana dai suoi iconici capelli blu lancia la prima Florence Cocktail Week. Nel 2021 il progetto approda quindi a Venezia con la prima Venice Cocktail Week. Due manifestazioni distinte, accomunate però dalla medesima volontà di valorizzare i bartender, i locali e soprattutto le culture del bere dei rispettivi territori, creando occasioni di incontro e confronto tra le persone (professionisti e appassionati).
La quinta edizione della manifestazione veneziana, conclusasi domenica 25 ottobre, ha dato forma concreta a questo dialogo con ben sette appuntamenti legati al circuito Florence Cocktail Week. Otto professionisti della scena fiorentina hanno portato infatti nella Serenissima esperienze di ogni tipo: dai bar d’hotel ai cocktail bar contemporanei, fino agli immancabili caffè storici. Una presenza che restituisce l’immagine di Firenze come una scena capace di coniugare tradizione e ricerca e di farsi conoscere anche fuori dai propri confini.
Dai Four Seasons a Gucci Giardino, c’era (anche) Firenze dietro al bancone
La prima tappa del percorso fiorentino è stata mercoledì 21 ottobre al Mercante, con “Le Rotte di Yerbito”. Dalle 21:30 a mezzanotte, Edoardo Sandri e Antonello Palermo, professionisti legati all’Atrium Bar e al Bar Berni del Four Seasons Hotel Firenze, hanno preso parte a una guest shift dedicata a Yerbito, l’ormai celebre liquore a base di yerba mate. L’appuntamento ha aperto il programma degli ICW Pop-Up Bar Florence Cocktail Week, portando a Venezia il savoir-faire di una delle realtà dell’ospitalità alberghiera fiorentina.


Il giorno successivo, giovedì 22 ottobre, il viaggio è proseguito all’Experimental Cocktail Club di Palazzo Experimental con “Modern Classic Bar”. Qui il confronto è stato tra Michael Collovigh, bartender di Gucci Giardino, e Simone Santini dell’Himkok di Oslo. L’evento, presentato da Santoni – L’Aperitivo di Firenze e Silent Pool, ha messo al centro la reinterpretazione dei classici della miscelazione.
Il venerdì di VCW tra Giacosa 1815 e Fede Cocktailab
Venerdì 23 ottobre la scena fiorentina si è articolata in più appuntamenti. Alle 14, all’Aman Venice, è stato presentato “Cocktails in Florence”, libro edito da Gruppo Editoriale, con la partecipazione dell’editore Mattia Parigi Bini. Un momento che ha spostato l’attenzione dal bancone alla narrazione della cultura del cocktail fiorentino, portando nella manifestazione anche una dimensione editoriale (già assaporata in realtà il mercoledì con la presentazione del volume “100 esperienze analcoliche da fare in Italia – La Dolce Vita 0.0”). La sera, all’Herbarium dell’NH Collection Grand Hotel Palazzo dei Dogi, è stata protagonista Greta Bazzichi di Giacosa 1815, affiancata dalla resident bartender Rachele Riccio per “Barladies in Action”. Dalle 19 alle 22, l’appuntamento presentato da Polot 1882 ha riunito due professioniste della miscelazione, mettendo al centro la creatività femminile e il dialogo tra sensibilità contemporanee e tradizione.

Alla stessa ora, il Santa Cocktail Club ha ospitato invece “The Venetian Pour”, iniziativa promossa da Presobene London Dry Gin. Qui il legame con Firenze è passato attraverso Giulio Maschietto e Francesco Ruscillo di Fede Cocktailab, coinvolti insieme a Luca Ardito del The Carlton Bar di Milano. La serata è stata costruita attorno al food pairing: Maschietto ha curato la parte dedicata ai cocktail, mentre Ruscillo ha firmato la proposta gastronomica. La notte tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre ha riportato inoltre in scena Edoardo Sandri, stavolta all’Experimental Cocktail Club. Questa volta, al suo fianco, c’era Federico Daniele del MÙZSA Bar del Four Seasons Hotel Budapest. Il tutto, sponsorizzato da Altamura Distilleries Vodka e Polot 1882.


Gilli e Paszkowski: quando la storia incontra la mixology
Domenica 25 ottobre il percorso fiorentino ha trovato una delle sue espressioni più significative nell’incontro tra due caffè storici. Al Caffè Florian, in Piazza San Marco, Enea Pappalardo, head bartender del Caffè Gilli 1733, è stato protagonista di “Il Giglio in Piazza San Marco”. Dalle 11:30 alle 14, l’appuntamento presentato da Baldoria Vermouth e Yurt Vodka ha messo in dialogo due insegne simbolo dell’ospitalità italiana. Da una parte Gilli, storico indirizzo fiorentino; dall’altra Florian, presenza iconica di Piazza San Marco. Due locali che appartengono orgogliosamente ognuno alla sua città, ma che condividono una lunga tradizione di socialità e accoglienza. Il loro incontro ha trasferito nel bicchiere un mix di identità, mostrando come la cultura del cocktail possa convivere con quella dei caffè storici senza sostituirla.
Poco dopo, al Wagon Bar dell’Orient Express Venezia, è arrivato il turno di Davide Nasti del Caffè Concerto Paszkowski con “Paszkowski at the Wagon Bar”. Dalle 12:30 alle 15:30, l’appuntamento promosso da Polot 1882 e Presobene London Dry Gin ha unito miscelazione e cucina attraverso un food pairing che ha accostato la tradizione fiorentina del caffè concerto all’atmosfera internazionale dell’Orient Express.

La presenza di Gilli e Paszkowski sottolinea un aspetto importante della partecipazione fiorentina: la città non è arrivata a Venezia soltanto con le nuove espressioni del cocktail bar, ma anche con luoghi che hanno contribuito a costruire la sua cultura dell’ospitalità. È un patrimonio che continua a evolversi e a trovare nuove forme di racconto, anche attraverso la miscelazione contemporanea, rafforzando ulteriormente il legame tra FCW e VCW.
Rivoire e Santoni, Firenze oltre i bartender
Il legame tra le due città è emerso anche al di fuori degli appuntamenti collegati direttamente alla Florence Cocktail Week. Nel programma è stato protagonista Santoni – L’Aperitivo Firenze, coinvolto in “Modern Classic Bar” e tra i partner di “Herbarium & Kupoli – Dal Mediterraneo al Mare del Nord”, appuntamento con il guest bartender Timo Siitonen del Kupoli Cocktail Bar di Helsinki. In questo caso, il riferimento fiorentino è rappresentato dal marchio di Stefano Santoni e dalla sua partecipazione alla manifestazione.

Un legame ancora più diretto con la storia cittadina è quello di Rivoire, insegna nata a Firenze nel 1872 e oggi presente anche a Venezia. La sede lagunare ha ospitato tre appuntamenti della manifestazione: “Spicchi & Spiriti”, giovedì 22 ottobre, con la guest shift di Nicholas De Michele; “Sorsi d’Arte”, sabato 24, dedicato al rapporto tra pittura e mixology; “Ceramica, Olio & Sapori”, domenica 25, un brunch incentrato sul dialogo tra artigianalità, olio extravergine e cocktail.
Una rotta che parte da Firenze
Al termine della Venice Cocktail Week, la presenza fiorentina restituisce una fotografia articolata della città che ha dato origine al progetto. È qui che il nostro richiamo iniziale a Marco Polo torna utile: non per trasformare la Mencarelli in una versione contemporanea del mercante veneziano, bensì per leggere le sue Italian Cocktail Weeks come una proficua e colorata rete di scambi. Una rete che, partita da Firenze con la prima Florence Cocktail Week, ha raggiunto Venezia e altre destinazioni (da Cortina alla Costiera Amalfitana), collegando luoghi, idee, competenze.
Firenze e Venezia mantengono storie e identità proprie, su questo non si discute. Per qualche giorno, però, il bancone è diventato uno spazio comune, nel quale le differenze non sono state annullate, ma trasformate in occasione di confronto. E se il viaggio di Marco Polo è rimasto nella memoria per i mondi che ha attraversato, quello della mixology contemporanea si misura anche nella capacità di far incontrare le persone. In questa rotta, Firenze non è soltanto una tappa: è il punto da cui questo grande viaggio è cominciato.
Foto: Mike Tamasco e Marco Cellai
Sei parte della voce di Firenze.
Non solo un articolo letto: FUL è chi la città la vive e la racconta. Fai girare questa storia e resta nel giro.