Luoghi insoliti a Firenze? Cinque musei che vale la pena visitare.

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Sì va bene, gli Uffizi li conosciamo tutti (anche se non è detto che il fiorentino medio li abbia visitati più di una volta, dopo la gita scolastica delle medie). La Galleria dell’Accademia un po’ meno, ma almeno una volta nella vita ci siamo entrati. Ma per “Museo delle Cere” siamo tutti portati a riferirci al Madame Tousseau di Londra e ci scordiamo di custodire a Firenze la più grande collezione di cere anatomiche al mondo. Fuori dagli itinerari più turistici, ci sono almeno cinque musei insoliti a Firenze e che valgono assolutamente la visita.

 

La Specola
Con oltre 3 milioni e mezzo di animali, di cui 5mila esposti al pubblico, e 1.400 modelli anatomici in cera, La Specola è uno dei più grandi musei scientifici d’Europa. E uno dei musei più insoliti che può capitarvi di vedere nella vita, non solo a Firenze. Stupitevi attraversando le sale degli Ungulati e dei Carnivori, soffermatevi davanti all’antilope giraffa e al rinoceronte bianco. Incuriositevi di fronte ai sauri del Sudamerica e sentitevi un po’ Darwin davanti alle tartarughe giganti delle Galapagos. Ma i brividi veri arriveranno quando attraverserete la collezione delle cere, realizzate tra fine ‘700 e inizio ‘800, a scopo didattico, per non dover tutte le volte ricorrere all’osservazione diretta di un cadavere. Oltre: il Salone degli Scheletri, visitabile solo su prenotazione, dove sono raccolti 3mila reperti tra cui crani, ossa e scheletri di animali, tra cui la tigre di Tasmania, un elefante indiano e tre straordinari cetacei.

 

Museo Stibbert
Cittadino inglese educato a Cambridge ma insofferente alla rigidità del college, Friedrick Stibbert era così legato all’Italia da arruolarsi nelle Guide di Garibaldi. Al compiere della maggiore età entrò in possesso di un enorme patrimonio e passò il resto della vita ad accumulare reperti dei più disparati nella sua villa-museo, ampliandola e adattandola per ospitarli. Oggi Villa Stibbert è uno dei musei insoliti di Firenze.
La collezione è costituita da oltre 50mila oggetti, comprensivi di quadri, porcellane, costumi, opere d’arte, ma soprattutto armi e armature provenienti da ogni parte del globo. Particolare la sezione dedicata all’Armeria Giapponese, una delle più ampie collezioni dedicate fuori dal Giappone stesso. Circa 95 armature complete, 200 elmi, 285 tra spade corte e lunghe e armi in asta, 880 tsuba (i guardamano delle sciabole), oltre a innumerevoli accessori risalti per lo più al periodo Momoyama e Edo (tra il 1568 e il 1868).

Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte.
Non solo università a stelle e strisce: per chi non lo sapesse Firenze ospita anche un Istituto Universitario Olandese, naturalmente dedicato alla Storia dell’Arte. E’ nato nel 1958 e si trova in viale Torricelli, tra il Poggio Imperiale e Porta Romana, per intendersi. Spesso accoglie mostre temporanee di un certo gusto e valore, collocandosi così tra i musei insoliti di Firenze. Ad esempio al momento (fino al 16 maggio 2017) c’è “Italian Hours”, raccolta di tele di Ramon Van Der Ven, pittore olandese classe 1980 con un trascorso fiorentino alle spalle, che racconta a tinte forti i paesaggi di Firenze. La mostra è ad accesso libero nei giorni feriali dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. Fateci un salto.

Museo di Antropologia e Etnologia

Abiti, accessori di abbigliamento, gioielli, armi, amuleti, utensili per la cucina, oggetti d’arredo, strumenti musicali, dipinti e manoscritti. A due passi dal Duomo, nel Palazzo Nonfinito progettato da Bernardo Buontalenti, c’è il museo di Antropologia e Etnologia di Firenze. Un’accozzaglia di oggetti di ogni genere e tipo che raccontano usi e costumi dei popoli e dei secoli più diversi. Il nucleo principale è composto da materiale raccolto dagli esploratori nel Nuovo Mondo, ma anche in Africa e Asia, a partire dal XVIII secolo. Tra questi, rarissimi kimono e monili provenienti dall’isola di Hokkaido, in Giappone, maschere da lutto e crani-trofeo originari della Nuova Guinea, formelle a sfondo erotico provenienti dall’India. E poi una collezione di migliaia di fotografie scattate tra fine ‘800 e inizio ‘900 nei luoghi più disparati del mondo. Per fare il giro del pianeta in un pomeriggio.

Galileo
Cannocchiali di ogni genere e tipo, astrolabi di ogni dimensione, bottiglie e campane di vetro da alchimisti, aerometri, archimetri, valigette del dottore dei primi dell’800, ferri chirurgici per interventi sul cranio, giochi ottici, lenti, orologi a edicola, a pendolo, a olio, da carrozza e persino una coppia di anatre magnetiche dotate di galleggianti sotto le ali risalenti al XVIII secolo (forse a scopo didattico). Al Museo della Scienza di Firenze, detto anche Museo Galileo, si trova tutto e il contrario di tutto. Oggetti che hanno segnato la storia di filosofi, inventori, studiosi e astronomi sulla via della scienza moderna. Per chi visita sia Galileo che Specola c’è lo sconto. Disponibili anche pacchetti formato famiglia per portare bambini e nonni.

Sala XVII

Paola Ferri

 

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