8 marzo ed il nostro amato melodramma

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image1La connotazione fortemente politica, l’isolamento della Russia, del movimento comunista e infine le vicende della seconda guerra mondiale portarono a smarrire le reali origini della manifestazione.
L’accaduto delle 124 giovani morte al rogo nella fabbrica Triangle a New York il 25 marzo del 1911 non fu l’espediente per celebrare questa giornata.
La giornata internazionale della Donna, rappresenta tutte le conquiste sociali, politiche ed economiche raggiunte in tutti questi anni, le discriminazioni e violenze di cui ancora oggi siamo vittime.

Nel 2015 questa giornata viene divisa in 3 tipologie di donne:

– Le sgabbiate, passatemi il termine, ch utilizzano questa giornata come fosse l’unico giorno di libertà, ubriacandosi a più non posso.

– Le indignate, coloro che protestano non festeggiando, giustificandolo come rispetto nei confronti di chi il 25 marzo 1911 è morto.

– Le orientali, utilizzo questa definizione per catalogare tutte quelle donne con una connessione a filosofie orientali e con una visione differente sul tema della morte e tragedie annesse.
Purtroppo ancora oggi muoiono tragicamente nel mondo tantissime donne e bambine, chissà quante ne stanno morendo in questi instanti.

Festeggiare ed approfondire la giornata internazionale della donna può solo essere di incoraggiamento e sensibilizzare tutte noi a far di più, a sostenerci a vicenda.
Vedo e leggo persone indignate per questa festa che costantemente ogni giorno denigrano ed offendono altre donne.
La morte è un evento della vita, la mancanza di diritti e protezione nei luoghi di lavoro è un evento causato dall’uomo.
Continuiamo a prendere esempio e facciamo qualcosa affinché certe tragedie non accadono più.
Quante di voi lavorano attualmente in luoghi non perfettamente a norma di sicurezza e non fanno niente per denunciare certe situazioni?
Per paura?
Alleatevi, unitevi, lottate.
Sapete perché spesso non lo fate? Perché non vi fidate delle vostre colleghe, perché avete paura di perdere il posto di lavoro, perché le donne con le altre donne sono geneticamente delle stronze.
Sono stronza pure io, ma a differenza di Voi l’8 marzo festeggio e sono orgogliosa di chi è riuscito a darmi il diritto di voto, di chi mi ha permesso la scelta su l’aborto, il divorzio e tante altre piccole conquiste.
Il reato di omicidio femminile per adulterio in questo paese è stato condannato solo negli anni ’80.
Molte mie colleghe sono costrette a nascondere il secondo lavoro con La Valigia Rossa per paura di perdere il lavoro, una donna che parla di sessualità nel 2015 è a rischio. È una vergogna!
Io non ho paura di perdere niente, non ho figli, ho una famiglia che emotivamente mi sostiene e se il mio primo lavoro da agente di commercio ne dovesse soffrire in qualche modo mi arrangerò.

La sera de l’8 marzo a Pistoia mi aspettano 25 donne per un aperitivo dedicato alla donna, alla sua sessualità e tutto ciò che ne consegue nel bene e nel male.
La rivoluzione culturale è un processo lento e spesso doloroso ma adrenalinico.

Buon 8 marzo a tutte donne coraggiose.

 

Samantha Anselmo de La Valigia Rossa
https://m.facebook.com/samanthalavaligiarossa

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