Installazione Ghostscape all'Antica Chiesa di Sant'Orsola durante Pitti Uomo 110.

ADYRO presenta Ghostscape: a Sant’Orsola un’installazione che racconta la memoria dei luoghi e ciò che potrebbe ancora nascere

Durante Pitti Uomo 110, l’Antica Chiesa di Sant’Orsola ospita Ghostscape, il progetto site-specific ideato dallo studio (AB)NORMAL. Un percorso tra memoria, assenza e trasformazione che riporta al centro uno dei luoghi più simbolici della rigenerazione culturale fiorentina.

Ci sono luoghi che sembrano appartenere a un’altra dimensione del tempo.

Per decenni restano chiusi, invisibili, quasi dimenticati. Poi, improvvisamente, tornano a vivere e ci costringono a guardarli con occhi nuovi. È il caso dell’Antica Chiesa di Sant’Orsola, complesso storico nel cuore del quartiere di San Lorenzo che, dopo oltre quarant’anni di abbandono, sta tornando progressivamente a essere uno spazio aperto alla città.

In occasione di Pitti Uomo 110, dal 16 al 18 giugno, questo luogo carico di memoria ospiterà Ghostscape, un’installazione site-specific che mette in dialogo arte, architettura, paesaggio e rigenerazione urbana.

Più che un’esposizione, Ghostscape si presenta come un’esperienza immersiva capace di interrogare il rapporto tra passato e futuro, trasformando gli spazi di Sant’Orsola in un territorio sospeso tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora diventare.

Ghostscape Sant'Orsola Firenze

Sant’Orsola, il ritorno di un luogo simbolo

Negli ultimi anni Sant’Orsola è diventata uno dei simboli più significativi del dibattito sulla rigenerazione urbana a Firenze.

Fondato nel XIV secolo, il complesso ha attraversato secoli di storia cittadina. Secondo la tradizione sarebbe anche il luogo di sepoltura di Lisa Gherardini, la donna che ispirò la Gioconda di Leonardo da Vinci. Dopo decenni di chiusura e abbandono, il recupero dell’ex convento rappresenta oggi una delle operazioni culturali più importanti della città.

Non sorprende quindi che proprio qui abbia trovato casa un progetto che riflette sul concetto di trasformazione.

Un paesaggio tra memoria e immaginazione

Ideata e sviluppata dallo studio interdisciplinare (AB)NORMAL, Ghostscape esplora l’idea di un paesaggio costruito attraverso memoria, assenza e possibilità.

L’installazione mette insieme specie estinte, cultivar perdute e forme di vita immaginate, creando un ambiente che sfugge a una precisa collocazione temporale. Non è una ricostruzione storica e non è nemmeno una visione futuristica. È piuttosto uno spazio aperto, in continua evoluzione, dove il passato dialoga con scenari ancora possibili.

Gli ambienti di Sant’Orsola diventano così un archivio vivente, attraversato da tracce, stratificazioni e presenze che sembrano emergere dalle rovine per suggerire nuove prospettive.

Più che raccontare ciò che è andato perduto, Ghostscape invita a riflettere su ciò che può essere recuperato, trasformato o reinterpretato.

Quando un brand sceglie di aprire un luogo alla città

A promuovere il progetto è ADYRO, brand fondato da Dario Kaute e Leander Leitner-Dissinger, nato con l’obiettivo di ripensare il concetto di calzatura quotidiana attraverso ricerca, materiali naturali e innovazione progettuale.

In questo caso, però, il prodotto passa volutamente in secondo piano.

La scelta di ADYRO non è stata quella di realizzare uno showroom tradizionale o una semplice presentazione di collezione. Al contrario, il brand ha deciso di utilizzare la propria presenza durante Pitti Uomo per aprire al pubblico un luogo simbolico della città e costruire un progetto culturale condiviso con il contesto che lo ospita.

Come spiega Dario Kaute nel comunicato:

“La maggior parte delle cose intorno a noi è stata ridisegnata, non ripensata. Una scarpa. Un edificio. Volevamo farle entrambe nel modo giusto”.

Una riflessione che lega idealmente il percorso del brand a quello di Sant’Orsola: entrambi nascono dall’idea che ciò che esiste già possa essere osservato nuovamente, reinterpretato e riportato alla vita.

Un progetto che parla alla città

Durante le giornate di Pitti Uomo Firenze si riempirà come sempre di eventi, installazioni e presentazioni. Ghostscape, però, sembra distinguersi per la capacità di mettere al centro non tanto il prodotto quanto il luogo che lo ospita.

L’installazione utilizza l’architettura di Sant’Orsola come parte integrante del racconto, trasformando il complesso in uno spazio di riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla capacità delle città di rigenerarsi senza perdere la propria identità.

Per tre giorni, uno dei luoghi più affascinanti e discussi di Firenze tornerà ad accogliere visitatori, curiosi e appassionati di arte contemporanea, offrendo un’occasione per osservare Sant’Orsola da una prospettiva diversa.

E forse è proprio questa la forza di Ghostscape: ricordarci che la rigenerazione non riguarda soltanto gli edifici, ma anche il modo in cui scegliamo di guardare ciò che ci circonda.