A San Sepolcro arriva la mostra su Banksy

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Miscelate in una sola persona lo stile originario della pop art contemporanea con la cultura hip hop, il graffitismo tipico degli anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo – e del mondo – digitale: otterrete così il più grande artista globale del millennio. Stiamo parlando proprio di lui, ossia di Banksy, in termini di fama paragonabile soltanto a Andy Warhol.

La mostra: “AFFRESCHI URBANI. Piero incontra un artista chiamato BANKSY

È la mostra che verrà inaugurata oggi stesso alle ore 18 presso il Museo Civico di San Sepolcro, la quale è stata fortemente voluta dalla città aretina per omaggiare il talento indiscusso di uno degli artisti più acclamati di sempre. Curata da Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, l’esibizione è stata fortemente voluta e sostenuta, oltre che dal Comune di San Sepolcro, anche da MetaMorfosi Associazione Culturale, alla quale ha dato man forte la collaborazione con Civita.  

Nato nel 1974 a Bristol, Banksy non ha mai rivelato la sua identità, almeno fino ad ora, contrinuendo a gettare un’ombra di fascino e mistero sulla sua personalità. A guadagnarsi tutte le attenzioni sono quindi le sue opere, contraddistinte tutte quante da un’inaudita potenza evocativa, etica e tematica.

Banksy nello stesso luogo di Piero Della Francesca

Quale luogo migliore per celebrare il genio di Banksy se non quello del museo civico cittadino che, fin dalla sua fondazione, celebra Piero Della Francesca? Dell’indiscusso genio del Rinascimento italiano, nato proprio a Borgo il 12 settembre 1416/1417 e dove trascorse tutta la sua vita, fino al 12 ottobre 1492, il museo costudisce alcune opera di incommensurabile valore, prima fra tutte La Resurrezione, vero e proprio simbolo della città. Definito dallo scrittore inglese Aldous Huxley “la più bella pittura del mondo”, è stato affrescato intorno al 1460 nella sala dei Conservatori del Palazzo della Residenza, il quale si prepara quidi a creare un asse fra due menti indubbiamente geniali. 

In che modo si creerà questo filo diretto che da Piero Della Francesca arriva fino a Banksy? Grazie all’esposizione di oltre venti serigrafie – di quelle che Banksy considera tracce fondamentali per diffondere i suoi messaggi etici – in uno dei luoghi simbolo della vocazione artistica di Piero Della Francesca. Riguardo a questo rapporto, così scrivono nel catalogo i curatori della mostra, Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli: “L’immagine ieratica del Cristo emana un solido sentimento civico, ricreando il peso iconico della guida per un futuro morale. Il Cristo di Piero è un leader di spirito e azione che indica percorsi e stigmatizza errori, offrendo alla città un modello inclusivo e partecipativo, basato su alchimie di pietas e pathos. Quel Cristo che tiene il vessillo in mano, maestoso con la sua postura atletica, osserva il nostro presente con le armi etiche dei temi universali, gli stessi temi che tornano, con le dovute differenze, nel complesso immaginario di Banksy. Educazione dei giovani, lotta ai soprusi e al potere ingerente, messa in guardia sul controllo sociale, amore per la natura, tolleranza e integrazione come prima pagina dell’agenda umana: le ossessioni morali di Banksy somigliano alle visioni ideali di Piero della Francesca, al suo sogno di una polis che comunichi valori elevati attraverso muri narrativi e metafore ad alto impatto figurativo.” 

A questo proposito si è espresso anche Gabriele Marconcini, assessore alla Cultura di San Sepolcro: “Di primo acchito potrebbe sembrare azzardato associare la nostra tradizione pittorica dell’affresco con la street art. Tuttavia entrambi questi linguaggi utilizzano il vuoto delle superfici murarie per creare opere di grande valore comunicativo, oltre che estetico. In particolare, i graffiti di Banksy sono in grado di interagire efficacemente con le masse, stimolando l’uomo contemporaneo a prendere coscienza di sé e del mondo circostante: seppur con i dovuti distinguo, su questo aspetto si può riscontrare una certa analogia con l’arte figurativa dei secoli scorsi, in particolare con quella di Piero della Francesca. Il nostro Museo Civico riapre dunque i battenti con una proposta culturale che saprà richiamare visitatori e stimolare ulteriormente quei processi creativi contemporanei che nel nostro territorio stanno cercando di coniugare la valorizzazione del passato con le più originali interpretazioni del presente e del futuro.”

Banksy a San Sepolcro: le opere

Tra le opere in mostra ci sarà la famossisima Girl with Balloon, serigrafia su carta datata 2004-05, la quale è stata votata, nel 2017, come l’opera più amata dai britannici. Ci sarà poi Love is in the Air, un lavoro su carta che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme, sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi nell’area della West Bank. La mano di Banksy ha raffigurato un giovane che lancia un mazzo di fiori a un passo dai lanciatori di pietre. Qual è il triste palcoscenico della rappresentazione? Il Mar Mediterraneo. Altra opera fondamentale in mostra, permeata da innumerevoli rimandi all’iconografia del Rinascimento e reinterpretata secondo la tecnica del “détournement” – che mette in profonda discussione il significato classico – è la Virgin Mary, conosciuta anche come Toxic Mary, ossia una serigrafia su carta del 2003 che, secondo alcuni esperti, rappresenterebbe una dura critica di Banksy al ruolo assunto dalla Religione nel corso della Storia. 

Una mostra molto attesa, che si preannuncia imperdibile: “Siamo veramente orgogliosi di avviare con questa mostra una collaborazione con la città di San Sepolcro” – ha dichiarato Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi. “Produciamo una “scintilla” culturale ed emotiva fra le più importanti opere iconiche di Banksy e i capolavori di Piero della Francesca. Per MetaMorfosi valorizzare i territori e le loro vocazioni è una scelta strategica, tanto più dopo la pandemia.”

Orari e biglietti

Non resta altro che accorrere a visitare la mostra, la quale sarà aperta dal 20 giugno 2020 al 10 gennaio 2021, presso il Museo Civico di San sepolcro. L’accesso alla mostra è consentito venerdì, sabato e domenica nei seguenti orari: 10-13,30 e 14,30-19. Il biglietto intero di ingresso alla mostra costa 10 Euro, quello ridotto 8.50 Euro.

La  mostra è esito di un progetto scientifico, analitico e critico indipendente. L’artista conosciuto come Banksy non è coinvolto nel progetto espositivo, pur essendone stato informato. 

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