Controradio, 50 anni di frequenze indipendenti
Controradio compie mezzo secolo: dal castello di Montalbano sopra Rovezzano a voce glocal di una comunità. Una storia che difende la libertà, ogni giorno.
Era il 31 marzo 1976 e da un castello sopra Rovezzano, quartiere periferico di Firenze, partiva un segnale che sarebbe durato cinquant’anni. Controradio – il nome preso in prestito dal libro Informazione e controinformazione di Pio Baldelli, direttore responsabile per ben 5 lustri – nasce come atto politico e si trasforma nel tempo in qualcosa di più raro: un’istituzione che non si è istituzionalizzata, senza perdere il suo senso critico, la sua cifra anticonformista, il suo spirito comunitario di scambio con gli ascoltatori.
L’anno successivo, sull’onda del movimento del ’77, si costituisce in cooperativa e trova casa in via dell’Orto, nell’Oltrarno. Trasmettitore da 25 watt, un’area urbana fiorentina da raggiungere e l’ambizione di coltivarla.
Ne avevo scritto nel 2013, qui. Torno a scriverne tredici anni dopo: la radio r-esiste. C’è la sua mano nella fondazione del Tenax, epicentro della rivoluzione culturale e notturna fiorentina degli anni Ottanta. C’è la sua voce nei decenni delle grandi battaglie civili, nella crisi pandemica, negli scenari di guerra. Non come semplice cronaca, ma come strumento che forse ha restituito al linguaggio tutte le qualità che la pagina stampata gli ha sottratto.

Sara Patrizia Maggi, direttrice responsabile: “La longevità di Controradio forse ha un segreto: il suo modo di essere. Non solo voce attenta degli avvenimenti e intrattenimento di qualità, ma anche strumento a disposizione di chi ascolta per capire quello che nel mondo muta e si trasforma. Che siano eventi epocali, musiche inconsuete, culture dell’innovazione, nella sua storia Controradio è spesso riuscita ad anticipare e portare alla sua comunità di ascoltatori quello che era ancora da scoprire. È bastato questo per vivere così a lungo? No, diciamolo: se non ci fosse stata una buona dose di autoironia, non sarebbe stato proprio possibile…”.
Cinquant’anni sono un’età in cui molte radio hanno perso la voce – chiuse, vendute, omologate. Controradio ha invece moltiplicato i canali: FM, DAB, streaming, app, podcast, social, una TV web, e TIF, il canale video rivolto agli under 35. Ma la domanda giusta non è quante piattaforme presidia, ma se su tutte queste piattaforme abbia conservato qualcosa di irriducibile. La risposta, ascoltandola, è un sì convinto: informazione e avanguardia musicale, territorio e sguardo internazionale, radici nell’Oltrarno e antenne ovunque. Glocal, si direbbe oggi: questa radio lo erano già prima che la parola venisse coniata.

I 42.000 ascoltatori e le 2.000 socie e soci del Controradio Club non sono dati da consuntivo: sono la misura di un patto mantenuto. Eppure la direttrice editoriale Chiara Brilli non nasconde la fatica: si festeggia, ma con gli occhi aperti. Chiara Brilli, direttrice editoriale: “È facile innamorarsi della radio come strumento di informazione e intrattenimento: immediata, diretta, accessibile, democratica.
Più difficile è fornire reali strumenti per fare in modo che il pubblico maturi idee, opinioni, consapevolezza e conoscenza. In questo Controradio con la sua redazione, giornalistica e musicale, e con tutte le anime che contribuiscono alla vita e al funzionamento della radio, ha sicuramente un ruolo ed un’identità inconfondibile e ancora oggi (forse sempre più) necessaria e imprescindibile, in un mondo come quello dell’editoria sempre più precarizzato, omologato ed artificiale”.
Martedì 31 marzo 2026, dalle 7 alle 19.30, Controradio apre i microfoni a protagonisti vecchi e nuovi, voci, ricordi, testimonianze.
Chi vuole fare gli auguri può chiamare in diretta allo 055.73.999.33 o scrivere su WhatsApp al 342 810 4111. La sera, dalle 20.45, il Tenax accende le luci per una notte intera: ai piatti Pierluigi Megahertz, Giovanni Barbasso, Gimmy Tranquillo e Alias the Terrible, con special guest Flame Parade e Vicky Le Roy. Ingresso libero, prenotazione consigliata a club@controradio.it
W le cose che resistono. W la resistenza. W Controradio!
In copertina: la sede di Via dell’Orto di Controradio.