Coronavirus: l’ansia è il male principale di cui nessuno parla

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Ci sono dei malesseri che sono strettamente correlati al Coronavirus di cui nessuno parla. Sono i problemi della mente: le patologie come l’ansia, la depressione, lo stress, che con il Covid sembrano avere un aumento progressivo e che influisce su più della metà della popolazione italiana.
Ma questi non vengono citati nei Tg, sui giornali o sui siti d’informazione; né tantomeno da virologi, infettivologi o medici che studiano il virus, i problemi che causa, i sintomi primari e le loro sfaccettature.

Sono patologie totalmente ignorate, ma che con il Covid19 hanno avuto una diffusione a macchia d’olio e che data la mancanza di informazione, la maggior parte degli italiani tende a ricercarne le cause rivolgendosi al “Dr. Google”: il più grande motore di ricerca.

Secondo infatti i dati forniti dalla ricerca condotta da Lenstore: “l’avvento del Coronavirus ha aumentato esponenzialmente il volume di ricerca su Google di alcuni sintomi. Ad aprile, infatti, gli Italiani hanno cercato il sintomo ‘perdita di gusto’ con un aumento del 631% rispetto a gennaio, ma anche sintomi come mal di gola, febbre”. Tra questi, al primo posto della classifica risulta esserci l’ansia come primo sintomo ricercato.

L’ansia, stress e depressione: l’aumento dei casi con il Coronavirus

La prova che l’ansia sia uno dei sintomi pre-patologici più influenti nella pandemia viene data dagli studi coordinati dall’Università di Torino. Secondo il primo studio, pubblicato sulla rivista The Canadian Journal of Psychiatry, il 69% degli italiani presenta sintomi di ansia, il 31% di depressione, mentre il 20% riferisce sintomi da stress post-traumatico, che tendono ad aggravarsi nel tempo. C’è inoltre da sottolineare che, secondo la ricerca di Lenstore, il 15% degli Italiani ha ammesso di non avere voluto visitare il proprio medico durante la pandemia per paura del COVID. Per questo, ha deciso di rivolgersi al “Dr. Google”, per cui l’ansia risulterebbe al primo posto con 40,500 ricerche al mese.

Inoltre, secondo la stessa ricerca, l’87% degli Italiani cercano i sintomi di un malessere su Google prima di consultare un medico, ed il 20% tra questi ammette di avere lasciato in questo modo una condizione senza diagnosi per del tempo prolungato. Il 27% degli Italiani ammette che avere cercato i sintomi di un malessere su Google nel passato li ha resi ancora piú stressati. Infatti, il 18% degli intervistati dice che questa tendenza a utilizzare Google ha avuto un effetto negativo sulla loro salute psicologica.

La Toscana prima regione in Italia per consumo di antidepressivi

C’è ora da chiedersi che impatto tutto questo abbia in Toscana, che già da anni è la regione in pole position per il consumo di antidepressivi. Secondo un report scritto da Il Sole 24 ore nel 2019: “se si usano come bussola i consumi di psicofarmaci si può tracciare una mappa del disagio mentale in Italia che vede la Toscana prima per depressione, seguita da Liguria e Umbria, la Campania ultima e felix, preceduta da altre due regioni del Sud, come Puglia e Basilicata”.

Ma come mai? Secondo lo stesso report: “il consumo può essere legato a una maggiore attitudine del sistema sanitario regionale ad individuare i disturbi depressivi e quindi al loro trattamento sul piano farmacologico”. C’è da dire infatti che l’Ordine degli psicologi della Toscana è stata uno dei primi ad attivare, già dal 16 marzo, tre linee telefoniche. Già dalle prime settimane risultavano più di 700 telefonate. Secondo il vice presidente dell’Ordine, Simone Mangini:«la fascia di età più rappresentata è quella tra i 30 e i 60 anni, ma si sono rivolti a noi anche diciottenni o ultraottantenni. E la stragrande maggioranza di loro non aveva mai avuto un contatto con servizi di supporto psicologico».

È dunque inevitabile che per via del Coronavirus le fasce di età colpite si stanno allargando e che tali patologie influenzano quasi tutta la popolazione. Ma, al contrario di un raffreddore, di una febbre, o di un mal di gola, Google non avrà la soluzione per come curarla, cosa fare, chi chiamare. Perché l’informazione è quasi assente, e se presente è becera, non dà i riferimenti necessari su problemi che intaccano l’essenza, l’emotività e ciò che siamo. Per questo c’è bisogno di una maggiore consapevolezza e conoscenza, per sconfiggere un male di cui nessuno parla ma che abbiamo tutti. Nessuno escluso.

Se volete ancora approfondire…

Di questo argomento ve ne avevamo parlato in un’intervista riguardo agli effetti della Cannabis light per ridurre l’ansia e lo stress. Per saperne di più potete cliccare qui

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Miriam Belpanno

Carrie Bradshaw è il mio alter ego ma anche Bridget Jones. Composta di carne, ossa e 70% di caffeina. Sono appassionata di libri, arte, cinema, viaggi e sessualità. Intraprendo sempre strade diverse, cercando di occuparmi di qualsiasi cosa che mi è sottomano e che merita di essere raccontata, scritta, letta.

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