Davide: il cuore e la pietra

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«Ogni bambino ha il diritto di giocare la sua partita.» Davide Astori

Udine, 4 marzo 2018, in un hotel del centro la Fiorentina attende il suo capitano per la colazione. Davide Astori si presenta sempre per primo, per dare l’esempio, per multare i ritardatari, per far vedere ai giovani com’è che ci si comporta in un gruppo. 

Passano i minuti, i compagni non si spiegano quel ritardo, si guardano intorno, provano a chiamarlo al cellulare, si pensa già a come prenderlo in giro appena si presenterà. 

Niente da fare, il capitano non arriva, non si è svegliato, non si sveglierà.

Il medico sociale si fa aprire la porta della camera di Astori dal personale dell’albergo, tutto ciò che avverrà dopo è il racconto di una tragedia.

La notizia si diffonde in un lampo e sconvolge tutti. È una notizia brutale, improvvisa, di quelle che ti prendono completamente alla sprovvista, di quelle che, anni dopo, ti ricordi perfettamente dov’eri e che cosa stavi facendo quando l’hai saputa. 

Un lutto che colpisce tutti, la morte di Davide Astori è un tonfo sordo, lascia un vuoto nella famiglia, nel mondo dello sport, in una città intera. Aveva conquistato i tifosi con il suo carisma, protagonista silenzioso di una Viola in cerca di se stessa, con la spasmodica voglia di tornare protagonista in Italia e in Europa. 

Astori era arrivato a Firenze nel 2015, la città l’aveva subito affascinato, per la bellezza e per la vivibilità. Una dimensione perfetta per esercitare la sua leadership in campo e fuori, per coltivare affetti e interessi, per completare una maturazione ormai suggellata anche dalle convocazioni in Nazionale. 

Mancino di piede, tecnicamente ben dotato, fisicamente imponente, non ci mette molto ad affermare il suo carisma e ricevere i gradi di capitano. Astori piace a tutti, al popolo viola e ai compagni di squadra. Nella vita privata non ha eccessi, ha una bellissima famiglia e si impegna molto in ambito sociale. Potrebbe sembrare banale e scontato parlare bene di un giovane ragazzo scomparso prematuramente, la realtà è che sono i fatti a raccontarci chi era. 

Un ragazzo introverso ma con grande personalità, innamorato del pallone e attivo in una Onlus speciale, che opera in supporto ai bambini con tumori e gravi malattie del sangue, indipendentemente da etnia, religione o regione geografica.

«Ogni bambino ha il diritto di giocare la sua partita» aveva detto Davide, presenziando a un evento della Fondazione Cure2Children. Il suo, con l’associazione, era un rapporto intenso, nato per volontà dello stesso Davide e della compagna Francesca che, dopo essere stati presenti nel 2017 a una importante iniziativa che celebrava i 10 anni di attività della Fondazione nel mondo, si erano spontaneamente avvicinati a questa realtà. Davide aveva notato la difficile situazione dei bambini in India ed era stato proprio questo a convincerlo a diventare testimonial della Fondazione. Il primo progetto a cui si è legato è stato “Global Neuroblastoma Network”, volto ad acquistare le apparecchiature necessarie per due missioni, in India e Pakistan. 

Proprio Cure2Children, si è fatta portavoce di un progetto toccante che riguarda l’amore della città di Firenze per il suo capitano Davide Astori. A maggio inizieranno i lavori per la realizzazione di un’enorme pittura murale, raffigurante il compianto difensore viola. Un murales di 240 metri che verrà dipinto al civico 166 di via Canova, nel quartiere dell’Isolotto. Un tributo a un ragazzo amato da tutti, proprio nel quartiere popolare della città in cui aveva scelto di vivere.

Sarà l’artista Giulio Rosk a pitturare il grande muro di pietra, una pietra dove resterà impressa, indelebile, l’immagine di Davide Astori. Rosk ha già effettuato lavori simili, sono suoi i murales di Falcone e Borsellino a Palermo e quello di Paolo Villaggio a Genova, si è detto entusiasta di questo compito, farà il possibile per imprimere per sempre il volto di Davide negli occhi di Firenze.

Il progetto è stato possibile anche grazie al supporto del Comune, è stato il Sindaco Dario Nardella a parlare: «Davide è e rimarrà per sempre nel cuore di Firenze e il murale che Rosk realizzerà in via Canova ci ricorderà, ogni volta che passeremo di lì, la bella persona e il grande campione che era. Davide era un modello per i nostri ragazzi, un uomo impegnato dentro e fuori dai campi di calcio, come dimostra il sostegno a Cure2Children, per aiutare i bambini malati di tumori e affetti da gravi malattie. Invito quante più persone possibili a dare un contributo per la realizzazione del murale e se le risorse saranno molte andranno anche a sostenere l’associazione che porta le cure ai bambini malati direttamente nel paese d’origine. Sono convinto che ancora una volta i fiorentini daranno dimostrazione di essere una grande comunità solidale».

Cure2Children ha avviato una campagna di crowdfunding per raccogliere la somma necessaria alla realizzazione del dipinto, ogni centesimo che avanzerà sarà devoluto alla ricerca scientifica legata alla stessa Fondazione. 

La città è pronta ad accogliere un’opera d’arte particolare, i tifosi sono molto legati alla figura di Astori, al tredicesimo minuto di ogni partita giocata all’Artemio Franchi, la Curva Fiesole si alza in piedi e applaude. Applaude alla memoria del suo capitano, strappato alla vita troppo presto dalla sfortuna, da un malore su cui si è dibattuto tra carte di avvocati e sentenze di giudici. 

Purtroppo anche questo rituale ha dovuto bruscamente fermarsi, la pandemia mondiale ha serrato gli stadi, il calcio è diventato uno spettacolo riprodotto solo dagli schermi televisivi. 

Ma presto tutto questo finirà, la gente si riapproprierà dei sogni, tornerà a omaggiare il suo condottiero allo scoccare del tredicesimo minuto, un applauso elegante, pulito, generoso, proprio come il Nostro Davide.

Illustrazione di Augusto Titoni

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