Firenze e i suoi appetiti

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appetitofirenzeIppocrate, padre della medicina, diceva: “Ė buon segno se il malato serba lucidità e appetito, cattivo segno se gli accade il contrario». L’appetito è segno di vitalità, è la molla che spinge alla sopravvivenza ogni essere vivente del pianeta, è – in termini darwiniani-  il fondamento stesso dell’evoluzione, è il simbolo della vita stessa.  Esigenza fisica, ma anche inclinazione intellettuale, curiosità, ambizione, coraggio, spinta verso la scoperta, verso l’ignoto.

E Firenze è stata davvero una città dai molti appetiti, come tutta la sua storia testimonia: appetito per il cibo, per la conoscenza, per la bellezza, per il potere e denaro hanno guidato la sua crescita durante il Rinascimento sotto la guida illuminata della famiglia Medici; desiderio di conoscenza, ambizione e passione ne hanno alimentato il prestigio intellettuale, culturale, politico e artistico che continua a plasmare la società di oggi.

In breve, Firenze, allora come ora, era ed è una città di molti appetiti. Questa è anche l’idea alla base di Florence: A City of Many Appetites, la conferenza internazionale che FUA (Florence University of The Arts), entità accademica della Fondazione Palazzi, organizza, come ogni anno, con uno dei suoi partner, la Stony Brook University di New York.appetitofirenze2

Molti gli argomenti, tutti molto interessanti, di cui si parlerà: maggiori informazioni sono disponibili al link http://www.fua.it/LatestNews/fall-academic-conference-at-fua.html). In occasione del 500° anniversario dalla prima pubblicazione de Il Principe, il capolavoro di Niccolò Machiavelli, molti interventi metteranno in evidenza come Firenze, partendo proprio dal pensiero machiavelliano, non abbia mai cessato di coltivare e coniugare i suoi molteplici appetiti, adeguandosi alle istanze proposte dalla società multietnica contemporanea. In questo processo articolato di interazione tra le più varie esperienze sensoriali e conoscitive, il cibo sembra assumere un ruolo cruciale, non sufficientemente valorizzato.

Il comitato scientifico della conferenza è composto da rappresentanti di entrambe le istituzioni (FUA e SBU) e da emeriti professori di istituzioni esterne, fra i quali il Prof. Nicholas Brownlees, professore di Letteratura inglese presso l’Università degli Studi di Firenze e il Distinguished Prof., Mario B. Mignone, direttore del Dipartimento di Studi Italiani presso Stony Brook University. I relatori partecipanti provengono da entrambe le istituzioni (FUA e SBU), così come da università e istituti italiani e internazionali.

La conferenza si articolerà su due giornate: venerdì 8 e sabato 9 novembre 2013. L’inaugurazione si terrà venerdì 8 alle 9.30 nella prestigiosa cornice del Cenacolo di Santa Croce. I lavori proseguiranno presso la sede Fua in Palazzo Bombicci Guicciardini, Corso Tintori, 21.

DANIEL C. MEYER

 

DOVE

Inaugurazione   –  Cenacolo di S. Croce Piazza Santa Croce, 16

Conferenze        –  Palazzo Bombicci Guicciardini Strozzi Corso dei Tintori, 21

Mostra                –  DIVA Palazzo Doni Via Magliabechi, 1

Cena di gala        – Ganzo – Via de’ Macci, 85/R

Contatti info@fua.it | tbrownlees@fua.it

 

EVENTI COLLATERALI

Giovedì 7, ore 19 – F_AIR Florence Artist in Residence, Via San Gallo 43R   Florentine Appetites – mostra fotografica di Gianni Caverni

Venerdì 8, ore 19 – DIVA -School of Digital Imaging e Visual Arts, Via Magliabechi 1 Florence a Ciy of Many Appetites – mostra degli studenti DIVA

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