Giovanni Lindo Ferretti a Teatro a Firenze
Lunedì 2 marzo, il cantante e fondatore dei CCCP-Fedeli alla Linea e C.S.I. arriva al Teatro Verdi con lo spettacolo “percuotendo. In cadenza”. Uno spettacolo in cui le parole si susseguono e narrano gli accadimenti attraversati da Ferretti tra la dimensione pubblica dei palchi e quella privata del suo vivere sui monti
Al via il 14 febbraio dall’Arena del Sole di Bologna PERCUOTENDO. IN CADENZA, il nuovo spettacolo di Giovanni Lindo Ferretti arriva a Firenze il 2 marzo.
A un anno e mezzo dall’unica rappresentazione di Moltitudine in cadenza, percuotendo al Teatro Olimpico di Vicenza, l’opera torna in una nuova forma. Nata in un momento preciso, tra le due tournée dei CCCP-Fedeli alla Linea, Percuotendo. in cadenza rinasce dal proprio nucleo originario e si trasforma in un progetto itinerante, che prevede dieci appuntamenti nei principali teatri d’Italia.
Uno spettacolo che intreccia parola, canto e suono attorno ai testi poetici e autobiografici di Giovanni Lindo Ferretti. Tra fede, appartenenza e ritorno alle origini, Ferretti racconta i giorni, i mesi, gli anni trascorsi tra lo spazio pubblico dei palchi e la dimensione intima del suo vivere sui monti.
«La Lettura diventa poesia che diventa canzone per aprire alla musica che cresce fino a tornare poesia e poi … si ricomincia – Giovanni Lindo Ferretti».
Le canzoni, reinterpretate e riarrangiate per percussioni e corde, tra ritmo e melodia, disegnano con cadenza il cerchio di una storia “privata”, trasformando la narrazione personale in un’esperienza condivisa.
Sul palco, affianco a Ferretti, Simone Beneventi (percussioni) e Luca Alfonso Rossi (corde), imprescindibili creatori di una trama sonora che nutre, sostiene e a volte sovrasta il racconto.

IN CADENZA. PERCUOTENDO.
A.D. MMXXVI
(l’anno che verrà, se verrà )
all’origine il canto la poesia la preghiera erano una cosa sola
alla fine saranno la stessa cosa. Dove noi siamo c’è posto per tutto
e tanto e tale l’abuso di qualsiasi termine da risultare inutile
se non dannoso il voler fare chiarezza
ma ci tocca pur vivere tra i millenni di Cina, i secoli di Roma….
Te Deum laudamus
Lo spettacolo è presentato come un viaggio tra voce, percussioni ed emozioni intense. “Un antico palcoscenico in ardita prospettiva urbana, un corpo/voce, un’ombra, percussioni, tono ritmo frequenza, percuotersi il petto: un dolore che non può pacificare, percuotersi la fronte: stupore mai sazio, rinnovato, 70 anni, echi biblici”, si legge nella descrizione dello show, accompagnata da una citazione di Del mondo dei CSI: “È stato un tempo il mondo… il nostro mondo è adesso…”.
Foto: Martina F. Chinca