“Il vuoto”: la mostra fotografica di Duan Yue Heng arriva a Firenze

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Dal 19 novembre al 3 dicembre la Tobian Art Gallery espone il lavoro del fotografo cinese Duan Yue Heng. Il vernissage venerdì 19 dalle 18:00 alle 21:00.

L’artista

Duan Yue – Heng ha un’esperienza di 30 anni come fotografo, viaggia per il mondo immergendosi nella natura di cui poi condivide la sua visione attraverso le immagini. Attualmente vive tra Pechino e Toronto.

Laureato presso la Renmin University of China con una specializzazione in stampa fotografica, ricopre il ruolo di Chief Image Ambassador di Sigma China, di Global Image Ambassador di Panasonic ed è, inoltre, Honorary Adviser di Leica Photography Academy (Cina), Presidente della Global Chinese Photography Association e Presidente della Federazione Internazionale dei Fotografi (IPF, Canada).

Duan Yue-Heng - tobian art gallery

La mostra “Il Vuoto”

Il lavoro dell’artista si spinge ben oltre la fotografia e, pur avendo come tema centrale la natura, non è una semplice rassegna di paesaggi naturali. Giacomo Pirozzi, fondatore della Tobian Art Gallery, introducendo la mostra afferma “le immagini preziose di Duan non solo rappresentano la bellezza della natura, ma sembrano rompere i confini dell’arte”. L’intento del fotografo è, infatti, quello di far recuperare allo spettatore il proprio ruolo come individuo e come collettività nei riguardi dell’universo in cui vive che deve essere protetto e rispettato. Tenendo presente questo obiettivo è possibile comprendere il titolo dell’esposizione: il vuoto è per Duan lo stato più alto – perseguito da tutti i pensatori e creatori – che ci permette di abbandonare il desiderio di materialismo di cui è piena la società moderna. Proprio in questo spazio è possibile vivere un’esistenza meravigliosa. Il vuoto di tutto, lo spogliarsi di ogni elemento superficiale, ci permette di raggiungere uno stato di vita più elevato.

I commenti sulla mostra

La serie di opere ci trasporta, così, direttamente in un mondo magico grazie alla potenza vivida delle immagini che pur in bianco e nero esprimono tutte le sfumature della natura. Come sottolinea il critico fotografico Lin Lu “La serie di opere di Duan Yue-Heng ha sia la bellezza dei teoremi matematici che l’agilità dell’arguzia. Attraverso le sue opere si percepisce la geometria che è insieme rigorosa e piena di fantasia, insieme razionale e caparbia, insieme solida e cristallina. Una volta che tutte le cose nel mondo sono congelate nei toni tradizionali e classici del bianco e nero, esistono nella galleria dell’era dell’immagine contemporanea con il loro potere oltre il tempo e lo spazio.”

Infine, le fotografie sono strettamente connesse alla cultura e alla visione della natura cinese a partire dai suoi paesaggi tanto che il direttore di Sigma (Cina) Wang Hao porta avanti un parallelismo tra la pittura tradizionale cinese e l’arte di Duan che condividono lo stesso stile: “composizione concisa e semplice, scala di grigi ricca ed elegante, concezione artistica generosa e libera, e stato d’animo profondo e remoto. Non mancano mai nelle sue opere elementi orientali come la poetica e lo Zen. Basta guardare la luce e il colore che non sono volutamente rivelati ma in realtà pieni di ritmo con le diverse sfumature di grigio, come si accordano meravigliosamente con l’estetica classica cinese, come la naturale e sfrenata pennellata a mano libera nella pittura tradizionale cinese.”

La mostra “Il vuoto” parla, quindi, direttamente a noi e di noi tramite il punto di vista dell’artista. Il Vicecancelliere dell’Accademia Cinese d’Arte Teorica della Fotografia Li Shufeng afferma che il lavoro esposto mostra “più un’esperienza soggettiva e un senso artistico dello spazio. Tali opere possono rendere le persone più coinvolte dal lato spirituale”.

Articolo a cura di Giulia Massarelli

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