Impact Hub Firenze: per una diversa idea di imprenditoria

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Intervista a Riccardo Luciani, tra i fondatori di Impact Hub Firenze: un nuovo spazio di lavoro per una diversa idea di imprenditoria.

Impact_hub3.pngProbabilmente a molti di noi non piace, ma già da un pezzo il mondo del lavoro sta radicalmente cambiando e la tendenza non sembra fermarsi. Le forme contrattuali sempre più extreme bondage e il fare volontariato per enti pro profit altrui diviene una condizione accettata tutt’al più con un sorriso fantozziano. Una buona parte degli abitanti dell’elitaria cittadella del mondo del lavoro (quello vero) difendono le loro mura con secchiate di olio bollente e si comportano in modo cinico, finalizzato esclusivamente al guadagno, senza considerare minimamente gli impatti del loro operato su ciò che li circonda. Per fortuna non mancano le eccezioni, modelli che provano a conciliare la sostenibilità di impresa con un impatto positivo soprattutto nei tre settori dei quali c’è più bisogno e verso i quali sembrerebbe più sensato attualmente investire: l’ambiente, la cultura e il sociale. Tra queste la rete internazionale di coworking di Impact Hub. Abbiamo incontrato Riccardo Luciani, 30 anni, tra i fondatori del nodo di Firenze per fare due chiacchiere a riguardo.

Come nasce, cosa è e come lavora la rete di Impact Hub?
È un network internazionale che attraverso la gestione di spazi fisici ospita una comunità di persone che, con il loro lavoro, provano a rendere il mondo un posto migliore per tutti. Nasce 10 anni fa dall’incontro di 4 giovani londinesi che si chiedevano dove andassero a lavorare le persone desiderose di cambiare il mondo. La loro risposta si è trasformata in un modello di business, una comunità di 15.000 persone in 82 città del mondo che gestisce congiuntamente uno spazio fisico grande come 3 campi da calcio!

Uno spazio fisico dunque, capace di adattarsi a un mondo del lavoro in costante trasformazione. Come funziona un coworking?
L’idea di base è quella di condividere lo spazio di lavoro con altri, in modo da poter avere un ufficio più bello, grande e accogliente senza dover sostenere le altrimenti proibitive spese da affrontare se fossimo soli. Chiaramente questo comporta opportune attenzioni e un comportamento rispettoso nei confronti degli altri. Questa è la base del significato del coworking, anche se a me piace pensare a Impact Hub più come un ecosistema.

Un ecosistema che fa proprio, propone e utilizza un modello di imprenditoria virtuoso, la cosiddetta imprenditoria sociale. Di cosa si tratta?
Quello che ci interessa veramente è il tema dell’impatto sociale più che dell’imprenditoria sociale di per sé. L’impresa sociale, nell’ordinamento giuridico italiano, identifica tutte quelle imprese in cui l’attività economica principale ha per oggetto la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale, ossia quelli che ricadono nei settori tassativamente indicati dal d.lgs. 155/2006. Non ci limitiamo a ospitare solo soggetti che rispettino questi requisiti, ma siamo più interessati all’effettivo impatto che le loro attività hanno sulla vita delle persone e sulla società. Al di là della forma, ci interessa la sostanza: chiunque può produrre un impatto sociale positivo e noi crediamo che persone ordinarie, lavorando insieme, possano produrre un impatto straordinario.

Impact_hub2Da dove nasce l’idea di portare Impact Hub anche a Firenze?
Quattro anni fa abbiamo avuto la fortuna di assistere alla nascita di Impact Hub Milano e abbiamo immediatamente capito che volevamo portare lo stesso ambiente nella nostra città. L’idea di costruire un luogo radicato nel territorio ma connesso a livello globale rappresentava l’esito perfetto della nostra cultura personale, sociale e di impresa. Le sfide che volevamo affrontare erano e sono tuttora: rendere Firenze un luogo capace di incontrare l’altro e allo stesso tempo di rispondere ai bisogni che emergono dal territorio; coinvolgere professionisti di diversi settori per immaginare insieme soluzioni nuove a vecchi problemi e viceversa; adattare ciò che viene realizzato in altre parti del mondo al nostro contesto e viceversa; mettere insieme pubblico e privato, profit e no profit per generare soluzioni ibride ai bisogni e via dicendo.

Parlaci un po’ del luogo che vi ospita.
Il nostro spazio si trova in Via Panciatichi, 10-14, a due passi dalla stazione FS di Rifredi, ed è inserito all’interno di una grande struttura degli inizi del ‘900, la dogana di Firenze, dove passavano e venivano stoccate merci provenienti da tutto il mondo. Oggi il mondo è cambiato e il complesso si sta trasformando, così dal 7 febbraio 2014 hanno iniziato a circolare non solo merci, ma anche e soprattutto idee.

Ci potresti descrivere qualche impresa ospite di Hub Firenze?
A poco più di un anno dalla sua apertura, Impact Hub Firenze conta oltre 100 membri che lavorano in diversi settori. Tra questi: la cooperativa Limo che si occupa di mediazione linguistica per stranieri, Agrime.it un’impresa impegnata nel trovare nuovi canali di vendita per i produttori agricoli locali, Berta film che si interessa di produzione e distribuzione cinematografica e la Cooperativa Le Mele di Newton con il suo progetto di lotta allo spreco alimentare SenzaSpreco.

Tante imprese, tutte accomunate da un’analoga vocazione sociale, una miscela potenzialmente rivoluzionaria.
Questo è l’aspetto più bello, in un solo anno di vita sono nate nuove imprese, progetti e collaborazioni. Gli hubbers mettono a disposizione le proprie competenze e reti e per avviare concretamente i progetti di innovazione sociale. Gli effetti di questo processo oltrepassano i confini dello spazio e si riversano sul territorio: collaborazioni con soggetti istituzionali, con importanti imprese e con l’Università. Inoltre, la possibilità di entrare in contatto con le oltre 15.000 persone nel mondo che fanno parte di Impact Hub permette una diffusione di idee, esperienze e collaborazioni davvero stimolante.

In un solo anno tanti traguardi già raggiunti! C’è ancora spazio per progetti e sogni per il futuro?
Certo! L’innovazione sociale nasce dal contatto e dall’ibridazione. L’obiettivo per il prossimo futuro è arricchire il nostro ecosistema per renderlo ancora più fertile e dinamico: siamo i primi ad essere curiosi di capire cosa questo intreccio di persone, aziende, età, competenze, bisogni locali e idee possa generare.

Insomma sembra proprio un’oasi ospitale nel deserto dell’attuale mondo del lavoro. Un’oasi che non vuole ridursi a nicchia ecologica protetta, ma si propone in modo programmatico di infestare rigogliosamente l’arido territorio che la circonda, attraverso uno scambio di linfa vitale con gli organismi e le altre realtà sorelle che la circondano. Dopo un pomeriggio a con i giovani che animano Impact Hub Firenze, direi proprio che dovremmo prepararci a un graduale cambiamento di habitat. Buon lavoro (in comune) a tutti!

Jacopo Visani


*** English version ***

Even if we don’t like it, the job world is radically changing and the tendency seems not to stop. The contractual forms are always more severe and it’s more and more common to be underpaid. Luckily there are exceptions, one is the international coworking network Impact Hub. We have interviewed Riccardo Luciani, one of the founders of the Firenze hub.

What’s the story of Impact Hub?
It’s an international network that manages physical spaces and hosts a community of people that, with their jobs, are trying to make the world a better place for everybody. It was born 10 years ago thanks to four young Londoneers who were curious to know where the people who wanted to change the world worked. Their answer is now a business model, a community of more that 15.000 people in 82 cities all over the world.

How does a coworking work?
The idea is to share the working space with others, so to have a better place and lower expenses.

How did you decide to open Impact Hub in Florence?
After the opening of Impact Hub Milan we knew immediately that we wanted to have the same environment in our city. Our goal was to make Florence a place where you can exploit the international experience to answer the local needs, with the help of professionals belonging to different fields to generate new, hybrid solutions.

Tell us about Impact Hub Florence.
We are in Via Panciatichi, 10-14, next to Rifredi train station in a beautiful structure that dates back to the XXth century. As of today we have more than 100 members that operate in different sectors and collaborate together sharing their competences and network of contacts.

What are your goals for the future?
We want to enrich our ecosystem, make it even more fertile and dynamic. We are the first to be curious to understand what will come out of this mix of people, businesses, needs and ideas.

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