La solitudine dei cinema fiorentini

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cinema4Quando un serpente compie la muta significa che il suo corpo è cresciuto troppo e che la sua vecchia pelle gli andava stretta. Un cambiamento che da tempo si è innescato anche a Firenze, abbandonando al suo passaggio, anziché lembi di cute, edifici decadenti e i ricordi che essi trasmettono. La metamorfosi di cui ci apprestiamo a parlare riguarda uno degli aspetti più culturali della città: le sale cinematografiche.

Inizialmente, con l’apertura del multisala Warner Village, oggi Uci, il cambiamento era tutto periferico. Oggi è una parte centrale della città a subire questa trasformazione con l’apertura del The Space, il Multiplex a Novoli costruito a ridosso del Polo Universitario. Con quel sobrio colore verde acqua che istilla una sensazione di sporco costante la struttura, oltre ad ospitare cinque sale cinematografiche, è un vero e proprio villaggio del fitness. L’altro aspetto di questa muta consiste nella possibilità di chiusura di innumerevoli cinema di quartiere, ma anche di strutture centrali come l’Odeon.cinema1

Cambiamento non è sinonimo di peggioramento, non vogliamo difendere a spada tratta la tradizione contrapposta all’innovazione. Ma certe cose è bene saperle.

The Space, di proprietà Benetton e Mediaset, è la più forte catena di multiplex con 35 strutture in tutta Italia. Se si tiene presente che Mediaset ha ormai raggiunto una posizione dominante nella produzione, distribuzione e ora anche nell’esercizio delle sale, non risulta più inconcepibile l’idea che i piccoli cinema di prossimità, che fanno una leggera (ma non troppo) concorrenza, subiscano l’influsso di questa situazione. Il cinema Adriano e il cinema Flora, distanti poco più di mille metri dal nuovo Multiplex, si trovano spesso a dover trasmettere in concomitanza con il multisala. Nessun problema con il libero mercato, ma essendo anni che tutti i cinema fiorentini (e non) stanno subendo costanti flessioni negli incassi, l’apertura del The Space non è certo una ventata d’aria fresca.

cinema3Un tempo esistevano le esclusive di zona: accordi tra le sale cinematografiche e le società di distribuzione per mettere in difficoltà i concorrenti. Un tempo passato, in cui non esisteva un gruppo leader nel settore della distribuzione (Medusa, confluita in Mediaset nel 2007), e una catena di multisala che fattura il 20% degli incassi totali di proprietà (parziale) dello stesso gruppo.

I film del listino Medusa (con partecipazione del 100% di The Space Cinema S.p.a.), vengono distribuiti a Firenze dal Gruppo Germani. Il Gruppo Germani è anche socio nella gestione del The Space fiorentino, dell’Astra 2 e proprietario del cinema Odeon. L’inarrestabile metamorfosi fiorentina sta colpendo anche un cinema d’elite, sia per struttura che per offerta. L’Odeon viene affittato alla Regione Toscana dal Gruppo Germani (235.000 euro l’anno) per ospitare la Casa del Cinema. A breve, secondo le dichiarazioni degli assessori regionali Scaletti e Nencini, il festival si trasferirà al Teatro della Compagnia, in via Cavour, facendo così perdere una buona fetta di incassi per l’Odeon, anch’esso vittima della flessione che affligge da anni le attività del settore. Né i dipendenti di cinema5sala né quelli d’ufficio sanno molto sulla faccenda. Non sanno quando avverrà il trasferimento né se l’Odeon chiuderà o se verranno reintegrati alla Compagnia. In questi casi è doveroso salutarsi con un sincero “in bocca al lupo”. Da una parte rimane l’incertezza, qualora l’Odeon dovesse chiudere, su dove verranno proiettati i film in lingua originale, dall’altra la consapevolezza del presunto risparmio dovuto all’acquisto della Compagnia da parte della Regione. Perfettamente funzionante fino al 2005, con la gestione del Gruppo Cecchi Gori, poi venduto alla Regione da La Fondiaria Assicurazioni al prezzo di 3.600.000 euro iva inclusa. Dalla data di acquisto non è stato quasi mai utilizzato. Lo scorso giugno la Regione Toscana ha annunciato l’investimento di un ulteriore 1.500.000 euro per un suo restauro. Un costo totale che avrebbe compensato l’affitto dell’Odeon per vent’anni, con un risparmio di quasi mezzo milione di euro. Attualmente è inutilizzato e la struttura si presenta in stato di semi-abbandono. Le locandine ai lati d’ingresso pubblicizzano eventi di altri teatri e cinema. Dietro la serranda un pavimento di bottiglie, vaschette di gelato e mozziconi di sigaretta. Inoltre, non è chiaro il progetto di restauro, in quanto la struttura è vincolata dalle Belle Arti.cinema2

L’ultimo atto, il serpente affamato dallo sforzo della muta che divora per intero il coniglio, ha subìto un arresto. La norma, contenuta nel decreto liberalizzazioni, che riguardava le sale cinematografiche e prevedeva una limitazione dei controlli degli enti regionali, demandando loro la sola possibilità di porre vincoli territoriali per l’apertura di sale cinematografiche contenenti 3mila posti, suscitando non poche polemiche nel settore, ha necessitato di una “pausa di approfondimento”. Il The Space fiorentino attualmente vanta cinque sale ma il progetto originario ne prevede nove, arrivando a contenere oltre 2200 posti. Con il decreto approvato la struttura avrebbe potuto ampliarsi ulteriormente, senza il minimo vincolo.

JACOPO AIAZZI

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