L'istruzione ci salverà dalla paura, parola di Zygmunt Bauman!
Cultura & Arte 19 Ottobre 2016 3 min di lettura

L'istruzione ci salverà dalla paura, parola di Zygmunt Bauman!

Secondo il famoso sociologo polacco Zygmunt Bauman sarà la capacità di istruire le nuove generazioni a permetterci di vincere le nostre paure e arginare l’imprevedibilità del futuro.

L'istruzione ci salverà dalla paura, parola di Zygmunt Bauman!

Un teatro Verdi strapieno di gente ha accolto calorosamente il professor Zygmunt Bauman, famoso sociologo polacco di origini ebraiche, per un intervento dal titolo “Società e Paure”.
L’evento, totalmente sold out da settimane, ha ottenuto un grande successo sia di presenze che di partecipazione da parte di un pubblico, appunto, multigenerazionale: in platea, in galleria e perfino nei soppalchi c’erano persone di tutti i tipi, di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Questo perché, come dice lo stesso Bauman, la paura è un fenomeno connaturato all’esistenza umana, ci accomuna e ci livella tutti in quanto esseri coscientemente transitori. La paura è di fatto, universale.
Nel suo discorso, durato 50 minuti, il famoso pensatore ha cercato di collegare le nostre inquietudini alle epoche storiche, contestualizzandole in base a società e periodi diversi. Partendo dalla sua (lunga) biografia personale, Bauman ha contrapposto la “generazione 1984” (i lettori del libro di Orwell) a quella attuale, comparando il terrore di essere continuamente sorvegliati e controllati (“Big Brother always watches you”) di ‘allora’ con quello dell’individuo di ‘oggi’ che, al contrario, vive nella paura costante di non essere abbastanza visibile, di essere ‘offline’ dagli schermi e dalla vita sociale che si sviluppa in maniera sempre più virtuale e indiretta: il cosidetto ‘virus della solitudine’ che ammorba tutti. La prova dell’esistenza umana, parafrasando Cartesio, non sta tanto nel libero pensiero quanto nella capacità di essere ‘visti’ dall’altro.
Oltre a questa analisi, il filosofo ha anche fatto un riferimento alle conseguenze su larga scala della crisi politica e economica scatenatasi con l’arrivo delle ondate migratorie che ci ha colto impreparati. Il dramma della migrazione, la perdita di fiducia nell’efficacia degli alti poteri e della politica, genera nel singolo uno stato di destabilizzazione e ansia che lo porta a un senso di angoscia, di precarietà e incertezza per cui si interpreta la “sicurezza” come un’illusione, un falso paradigma.
Ma allora, come è possibile sfuggire al ‘demone’ della paura? Citando le parole di Papa Francesco, Bauman ripone tutte le sue speranze nell’istruzione e nel progresso, in riferimento anche all’antica saggezza confuciana che invita a investire, proprio attraverso l’educazione, nel futuro: “Se pensate a un futuro di dieci anni piantate un albero, se pensate a un futuro di cento anni istruite le persone”, ha concluso il professore. L’istruzione quindi sembra essere, insieme al dialogo, l’unica diga per affrontare le correnti imprevedibili del futuro.
Durante l’evento, proprio a causa dell’importanza delle sue teorie e dei suoi studi, gli è stato consegnato il premio “Gestire l’ingestibile” dall’associazione Fnp (sindacato dei pensionati della Cisl) che ha organizzato l’intero programma del Festival fiorentino: una tre giorni ricchissima di appuntamenti, conferenze, laboratori e tavole rotonde con lo scopo di coinvolgere e mettere in comunicazione tra loro generazioni diverse, per condividere insieme esperienze e paure…
Rita Barbieri