Lumen: nuovi raccolti urbani

A un anno dall’apertura ufficiale, siamo tornati a Lumen, Laboratorio Urbano del Parco del Mensola, che si conferma un nuovo modello di gestione e riqualificazione dei beni pubblici.

L’estate scorsa a Lumen si parlava di semina. La terra su cui è nato e ha affondato le sue radici è stata lavorata e innaffiata: l’associazione Icche Ci Vah Ci Vole ha preparato il terreno e la collettività se ne è presa cura, l’ha coltivato, e come un germoglio, Lumen cresce e si espande. Ora è il momento del secondo raccolto e anche quest’anno i lavori dietro le quinte non sono stati da poco: dopo un mese dalla riapertura, Lumen si conferma uno spazio innovativo, inclusivo e sostenibile.

Cambiano gli spazi ma non i princìpi: sperimentazione di nuove pratiche, contaminazione di saperi, condivisione di competenze restano le basi solide su cui costruire questa oasi di socialità inclusiva.

Gli spazi si rinnovano: nasce un nuovo palco sotto l’arcata di una delle serre aperte, una pizzeria, un nuovo bar e un altro piccolo palcoscenico dalla scenografia in trasparenza, oltre a uno spazio dedicato al cinema all’aperto, l’arena LUMENière. Modifiche che restano devote al concetto di auto-recupero dei materiali e che vanno a creare installazioni architettoniche temporanee, pronte ad essere a loro volta sostituite da nuove progettazioni. Qui la materia si fa temporanea: sono le radici nel territorio e il programma a lungo termine (ricordiamo che si parla di trent’anni di comodato d’uso) a restare permanenti. Oltre alla ricerca di nuovi modelli – efficaci e replicabili – di fare innovazione sociale e culturale.

Lumen si può definire in molti modi: un progetto di riqualificazione urbana a fini culturali, uno spazio sperimentale, il nuovo centro culturale di Coverciano, una stranezza sociale in cui è preferita la partecipazione alla consumazione, un hub di visionari a cielo aperto. Obiettivo dei suoi fondatori è renderlo un polo attrattivo per associazioni del territorio, uno spazio di socialità inclusivo e un incubatore di dinamiche economiche autonome e sostenibili. Spazio dalla struttura policentrica, dotata al tempo stesso di un’identità propria e superiore alla somma delle sue parti (date dalle varie associazioni partner), Lumen è un luogo dove sviluppare una socialità orizzontale e scambiarsi competenze pratiche e teoriche, dai corsi di formazione professionale agli orti sociali, nel rispetto di una piena sostenibilità ecologica, sociale ed economica.

Per chi non si ricordasse, l’Associazione di Promozione Sociale Icche Ci Vah Ci Vole aveva ottenuto lo stabile e l’area verde di pertinenza in concessione gratuita per trent’anni dal Comune di Firenze, in cambio della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi: un’operazione che riqualifica il patrimonio immobiliare comunale, riqualifica uno spazio pubblico e ambisce a creare un nuovo polo culturale nel Quartiere Due.

LA PROGRAMMAZIONE ARTISTICO-CULTURALE

Altra novità di quest’anno è il salto qualitativo e quantitativo dell’offerta artistico-culturale, in cui trovano spazio un cinema all’aperto, talk, consulenze in modalità speed date con professionisti di settore, oltre a workshop di formazione che spaziano dal design thinking alla permacultura. Dallo schermo alla terra, si apprendono le nozioni teoriche per progettare e realizzare idee o per apprendere nuovi saperi per poi sporcarsi le mani con zappa e piallatrice.

La programmazione artistico culturale che abbiamo pensato è ritagliata su Lumen e su quello che vorremmo diventasse: uno spazio inclusivo, capace di abilitare le persone e farle confrontare, conoscere, divertire. Musica live, spettacoli teatrali ed eventi tematici come la queer week, ma anche laboratori di falegnameria e apicoltura, centri estivi per bambini, yoga, workshop di scrittura e di kintsugi, jam session e mostre fotografiche”, spiega Cristina Setti, responsabile della programmazione. Oltre al tanto atteso festival Copula Mundi previsto per settembre.

Trovate il programma aggiornato di settimana in settimana sui profili social di Lumen.

UN BILANCIO SOCIALE MOLTO PARTICOLARE

Sostenibilità è un concetto fondamentale per Lumen: non solo ambientale, ma anche economica. “Con la cultura si mangia”: possibilità reale o solo vaga utopia? Ci risponde il bilancio sociale del 2021, da cui emerge il valore aggiunto di Lumen: una rete di volontari professionisti qualificati. Tradotto, ciò significa che queste persone (dall’assistente legale al web developer) sono state retribuite, ma hanno comunque prestato volontariamente ore del loro lavoro professionale all’APS. Non è raro trovare uno psicoterapeuta di professione a sfornare pizze o un copywriter a zappare la terra. Come spiega Antonio Bagni, presidente dell’Associazione, “grazie a tali ore di lavoro prestate dai volontari e da professionisti qualificati (architetti, falegnami, designer, artisti) le materie prime che abbiamo utilizzato sono servite per realizzare opere che hanno un valore superiore al loro costo. Il nostro bilancio tiene conto non solo delle entrate e delle spese classiche, ma degli oneri figurativi e del beneficio sociale che il lavoro – qualificato e non – ha portato allo spazio e a tutta la comunità“. La partecipazione ai bandi e soprattutto l’area ristoro, arricchita quest’anno dalla nuova pizzeria, restano ancora le fonti principali di finanziamento, ma l’obiettivo è quello di diversificare le fonti di ingresso e rendere sostenibili a livello economico tutti gli altri comparti (laboratori, direzione artistica, governance) che caratterizzano la vita e l’organizzazione dello spazio.

La rete di professionisti e di realtà multidisciplinari è parte consistente delle radici di Lumen, in una dimensione in cui siamo tutti “indipendenti ma interconnessi” perché “da soli siamo alberi, insieme siamo una foresta”. La volontà è infatti quella di aprire nuovi immaginari possibili – e possibilità concrete – a singoli e associazioni.

Come recitava uno degli slogan dell’anno scorso: “La sfida non è creare qualcosa di bello, ma coltivarla giorno dopo giorno”. Un anno è passato, ma la necessità di condividere lo spazio e praticare una nuova socialità è più vivo che mai. Lumen non è più solo un germoglio, inizia a radicarsi nel territorio urbano come una vera piantina. L’aspetto cambia, le radici si diramano, la prospettiva si espande. Ma per continuare a crescere e fiorire, ha bisogno di tutta la nostra partecipazione.

Contatti:

Lumen – Laboratorio Urbano del Mensola

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Foto di Lumen

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