“Mio cognato”: uno spettacolo teatrale di impegno civile

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Il nuovo progetto di Marco Giavatto è un atto d’amore verso la Sicilia, che riporta alla luce la vera entità di questa terra, in una trama nuova che purtroppo è anche molto antica e si ostina a non cambiare.

Gli artisti Marco Giavatto, Serena Politi, Stefano Chianucci e Silvia Bedessi raccontano storie e producono spettacoli con la speranza che, un giorno, possano riconoscersi nel tempo. I Geneticamente Mortificati sono nati così grazie alla passione per l’arte e il teatro di ognuno dei componenti, i quali portano all’interno di questo gruppo di lavoro la propria esperienza di vita artistica e umana.

La compagnia teatrale di Firenze torna il 15 febbraio 2020 alle ore 21:00 al Teatro del Borgo con Mio Cognato scritto da Marco Giavatto e diretto da Serena Politi.

Un rapporto di eterno amore odio con la Sicilia

La storia rappresenta una riflessione sul rapporto di eterno amore e odio tra l’autore Marco Giavatto e la sua Sicilia. Un rapporto vissuto come conflitto di un uomo verso se stesso, in quanto la odia e la ama contemporaneamente, ma non riesce a separarsi. In questo spettacolo si manifesta il suo disagio verso la sua terra e la sua gente. Fatti quotidiani che appartengono ad uno “scenario di guerra” che separa l’isola dal resto d’Italia sono portati in scena come affresco di un’umanità più complessa.

La Sicilia è rappresentata come una Madre, un luogo piacevolmente fastidioso, dove convivono impegno e trascuratezza. E ancora una volta in molti decidono di salire sul carro del vincitore. Anche qui, come in altre regioni del Sud, spira un vento politico venuto dal “Nord” che con linguaggi nuovi ripropone lo scenario dello straniero come il nemico causa di tutti i mali.

Mio cognato

Il “cognato” a cui fa riferimento il titolo dello spettacolo è l’emblema di una contraddizione. Quella del meridionale che, dopo essere stato per anni chiamato “terrone” da un partito, vota il cambiamento da questo promesso. Ma cambiano i nomi, le facce dei politici sono le solite.

“Finalmente il Lupo ci è riuscito: si è camuffato talmente bene da confondere gli agnelli prima di mangiarli. Con sua grande sorpresa, però, ha scoperto che, tra loro, c’è qualcuno che ha sempre voluto fare il lupo… allora che fare? Mangiarli tutti o istruire gli agnelli a sopprimere altri agnelli?” 

Articolo a cura di Irene Solaro

Foto di Stefano Farsini

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Classe 1979, è sopravvissuto agli anni Novanta ma a quel decennio resta irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.

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