Le mostre da vedere a Firenze e dintorni a primavera 2026
La primavera 2026 porta a Firenze e in tutta la toscana un calendario di mostre particolarmente ricco, tra grandi nomi dell’arte internazionale e progetti contemporanei.
Da Palazzo Strozzi al Museo del Novecento, passando per la residenza d’artista Spazio Marameo, la nuova stagione porta in città un calendario di mostre particolarmente ricco, tra grandi nomi dell’arte internazionale e progetti contemporanei. Ne abbiamo selezionate cinque che riteniamo valga la pena di vedere, sia per i fiorentini che per i turisti di passaggio.
Rothko a Firenze — Palazzo Strozzi

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi ospita una delle più importanti mostre mai dedicate in Italia a Mark Rothko, figura centrale dell’arte americana del XX secolo. Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, l’esposizione è concepita specificamente per gli spazi rinascimentali del palazzo, mettendo in relazione la ricerca dell’artista con la tradizione visiva fiorentina.
Il percorso segue l’intera evoluzione della sua pittura. Le prime sale presentano opere degli anni Trenta e Quaranta, quando Rothko sperimenta una figurazione ancora vicina all’Espressionismo e al Surrealismo. Progressivamente il linguaggio si trasforma fino alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, dominate da grandi campiture cromatiche sospese, capaci di coinvolgere lo spettatore in una dimensione quasi meditativa.
La mostra riunisce lavori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni museali internazionali, tra cui il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art, la Tate, il Centre Pompidou e la National Gallery of Art.
Luogo: Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi
Orari: tutti i giorni 10–20 | giovedì fino alle 23
Biglietto: 16 €
Mario Ceroli. Mito e Materia — Tornabuoni Arte
Dall’11 marzo al 29 maggio 2026, Tornabuoni Arte dedica una mostra personale a Mario Ceroli, tra gli artisti più riconoscibili della scultura italiana del secondo Novecento.

Il percorso attraversa l’intera ricerca dell’artista, mettendo in dialogo materiali e linguaggi diversi. Il legno, elemento distintivo della sua poetica, appare come materia primaria capace di trasformarsi in architettura, racconto e memoria collettiva. Opere come Gloria eterna ai caduti per la pittura (1972) trasformano la scrittura in volume scultoreo, mentre le sagome ispirate ai Bronzi di Riace reinterpretano il mito classico attraverso una semplificazione radicale delle forme.
Accanto alle opere lignee, la mostra presenta lavori in bronzo, testimonianza di un’evoluzione verso una monumentalità più classica, senza abbandonare la tensione narrativa tipica dell’artista. Al centro del percorso emerge Squilibrio (1988), simbolo della condizione umana sospesa tra instabilità e vitalità.
Luogo: Tornabuoni Arte Firenze, Lungarno Benvenuto Cellini 3
Orari: lun–ven 9–13 / 15–19
Ingresso: gratuito
Museo Novecento: Ottone Rosai. Poeta innanzitutto e Baselitz. AVANTI!
Il Museo Novecento presenta due importanti esibizioni: dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 la mostra Ottone Rosai. Poeta innanzitutto, un progetto che riunisce per la prima volta due importanti nuclei di opere dell’artista e Baselitz. AVANTI!, una grande mostra dedicata a Georg Baselitz, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista, visitabile dal 25 marzo al 13 settembre 2026.

L’esposizione nasce dal dialogo tra il Lascito Rosai conservato nelle collezioni civiche e le opere provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, offrendo uno sguardo unitario sulla figura del pittore fiorentino. Il percorso mette in evidenza due poli fondamentali della sua ricerca: da un lato i luoghi di Firenze, dall’altro i volti della sua cerchia intellettuale.
Le vedute urbane e i paesaggi toscani non sono semplici rappresentazioni topografiche, ma spazi interiori attraversati da tensioni morali e da un senso di gravità esistenziale. Accanto a questi compaiono ritratti di amici, poeti e scrittori che animavano la vita culturale della città nella prima metà del Novecento, restituendo l’immagine di una Firenze come comunità artistica viva e inquieta.
Baselitz. AVANTI!, la grande mostra dedicata a Georg Baselitz, costituisce invece la prima esposizione in Italia di ampio respiro che pone al centro una dimensione fondamentale e spesso meno indagata della sua ricerca: l’incisione.
Distribuita sui tre piani del museo, la mostra riunisce circa 170 opere tra stampe, dipinti e sculture, offrendo una lettura complessiva di oltre sessant’anni di lavoro. Il percorso mette in evidenza la radicalità del linguaggio di Baselitz, la varietà dei temi affrontati e la sua concezione dell’arte come processo in continua trasformazione, gesto anticonvenzionale capace di sovvertire le forme e mettere in crisi ogni idea di armonia stabilita.
Luogo: Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella 10
Orari: lun–dom 10–20 | giovedì chiuso
Biglietto: 13 €
Liminale — Spazio Marameo
Dal 13 marzo al 3 maggio 2026, lo Spazio Marameo (di cui vi avevamo già parlato qui), situato all’interno dell’Hotel Torre Guelfa, presenta Liminale, mostra di restituzione della residenza d’artista di Luca Granato, curata da collettivo Eterotropie.

Il progetto nasce da tre settimane di lavoro svolte nello stesso spazio che ospita l’esposizione. La particolare configurazione architettonica, una vetrina affacciata sulla strada e al contempo parte stessa dell’hotel, diventa parte integrante della ricerca, trasformando il processo creativo in un evento visibile e permeabile al flusso della città.
Il lavoro di Granato prende avvio da una riflessione critica sulla trasformazione del centro storico di Firenze in una superficie espositiva permanente, attraversata da dinamiche turistiche e dispositivi di consumo dell’esperienza urbana. Liminale indaga così le soglie tra spazio vissuto e spazio rappresentato, tra città abitata e città osservata.
Luogo: Spazio Marameo, Hotel Torre Guelfa, Borgo Santi Apostoli 8
Periodo: 13 marzo – 3 maggio 2026, aperto 24h
Ingresso: gratuito
Giuseppe Lo Schiavo. Rotta — Palazzo Vecchio
Dal 4 al 29 marzo 2026, Palazzo Vecchio ospita Rotta, installazione immersiva dell’artista Giuseppe Lo Schiavo, a cura di Serena Tabacchi e promossa dai Musei Civici Fiorentini. Il progetto trasforma la Sala d’Arme in un ambiente audiovisivo che riflette sul Mediterraneo come spazio di confine, memoria e testimonianza.

Nata come performance in mare aperto, l’opera prende forma attraverso un sistema di proiezioni perimetrali sincronizzate e suono immersivo che avvolge lo spettatore in un attraversamento sensoriale e simbolico. Le immagini documentano una processione laica sull’acqua — cinque imbarcazioni che avanzano come un unico corpo — evocando le rotte migratorie del Mediterraneo e le vite che spesso scompaiono senza lasciare traccia nelle statistiche ufficiali. All’interno dello spazio compaiono anche sculture di delfini a grandezza naturale, presenze ambivalenti che richiamano al tempo stesso il mito della salvezza e il silenzio del mare.
Presentata all’interno di uno dei luoghi storicamente destinati alla difesa della città, Rotta trasforma simbolicamente la fortezza rinascimentale in uno spazio di riflessione sui confini contemporanei, ormai non più mura o bastioni, ma superfici liquide e instabili dove si intrecciano controllo, attesa ed esclusione. La colonna sonora originale composta da Marco Guazzone, insieme alla partecipazione di una banda musicale di Pizzo Calabro, accompagna l’esperienza trasformando il viaggio in un gesto collettivo che invita lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo di testimone.
Luogo: Palazzo Vecchio, P.za della Signoria
Orari: lun–dom 9–19
Ingresso: gratuito
Ligabue. Il ruggito dell’anima — Arsenali Repubblicani, Pisa
Tra le mostre più significative della stagione in Toscana, Pisa rende omaggio a Antonio Ligabue con Ligabue. Il ruggito dell’anima, allestita fino al 10 maggio 2026 negli Arsenali Repubblicani. L’esposizione celebra il sessantesimo anniversario della morte dell’artista (1899–1965) attraverso oltre ottanta opere tra dipinti, disegni, sculture e celebri autoritratti.
Il percorso ripercorre la vicenda umana e artistica di una delle figure più intense e irregolari del Novecento italiano, mettendo in luce la capacità di Ligabue di trasformare solitudine, marginalità e tormento personale in immagini di straordinaria potenza espressiva. Tra le opere esposte emergono le iconiche rappresentazioni di animali feroci — tigri, leoni, rapaci e leopardi — che popolano le sue tele con un’energia quasi primordiale, accanto agli autoritratti in cui l’artista scruta sé stesso con sguardo inquieto e penetrante. Ne nasce un viaggio visivo che attraversa la psiche e l’immaginario di Ligabue, restituendo la forza visionaria di una pittura spesso accostata ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo.
Luogo: Via Bonanno Pisano 2 a Pisa (Accesso da Piazza Terzanaia)
Orari: mer–ven 10–13/14-19 | sab-dom 10-19
Biglietto: 17 €
Belle Époque. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo — Palazzo Blu, Pisa
Fino al 7 aprile 2026, Palazzo Blu ospita Belle Époque. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo, mostra curata da Francesca Dini che esplora il ruolo degli artisti italiani nella definizione dell’immaginario della Parigi fin-de-siècle.

Il percorso riunisce circa cento opere provenienti da musei internazionali e collezioni private, raccontando come pittori come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi abbiano trovato nella capitale francese un laboratorio creativo capace di trasformare la pittura italiana in un linguaggio europeo e moderno.
Attraverso nove sezioni tematiche, l’esposizione restituisce l’atmosfera della Belle Époque, epoca segnata da eleganza mondana, progresso tecnico e profondi cambiamenti sociali. Le opere raccontano boulevard affollati, interni borghesi, teatri e caffè, ma anche la nascita di una nuova sensibilità visiva legata alla vita urbana moderna. Più che una semplice celebrazione estetica, la mostra propone una rilettura critica di quel momento storico, evidenziando il contributo degli artisti italiani alla costruzione della modernità europea.
Luogo: Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti, 9 Pisa
Orari: lun-ven 10-19 | sab-dom 10-20
Biglietto: Intero feriali 15 € | Intero sabato, domenica e festivi 16 €
Giovanni Boldini. La seduzione della pittura — Cavallerizza, Lucca
Alla Lucca, la Cavallerizza di Piazzale Verdi ospita fino al 2 giugno 2026 la mostra Giovanni Boldini. La seduzione della pittura, dedicata al grande ritrattista della Belle Époque Giovanni Boldini, a cura di Tiziano Panconi. L’esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara, offrendo una lettura completa dell’evoluzione stilistica dell’artista.

Il percorso attraversa le diverse fasi della sua carriera: dagli esordi fiorentini in dialogo con i Macchiaioli, alle scene parigine dei primi anni, fino ai celebri ritratti mondani che lo resero il pittore più ricercato dell’alta società europea. Al centro della mostra emerge il tema della bellezza femminile, interpretata da Boldini con pennellate rapide e vibranti che trasformano la figura in movimento e seduzione visiva.
Le sue iconiche “divine”, ritratte con pose sinuose e silhouettes serpentine, restituiscono l’atmosfera sofisticata e inquieta del fin de siècle, rendendo la ritrattistica un luogo di indagine psicologica e di sperimentazione pittorica.
Luogo: Lucca, Cavallerizza (ingresso da Porta Sant’Anna)
Orari: lun-dom 10-20 (la biglietteria chiude alle ore 18:45)
Biglietto: intero 16€ audioguida inclusa
La sostanza delle ombre — Forno Project, Livorno
Dal 6 marzo al 24 aprile 2026, il Forno Project, project space della Galleria Fidanda nel cuore della Livorno, presenta La sostanza delle ombre, mostra collettiva delle artiste Giulia Seri, Sofia Melluso e Camilla Delsignore, a cura di Geraldina Albegiani. Il progetto nasce in uno spazio un tempo destinato alla produzione del pane, trasformato in luogo di ricerca artistica dove materiali organici, memoria e narrazione si intrecciano in un percorso che riflette sulle tracce dell’esistenza e sulla capacità dell’arte di resistere al tempo.

Le opere delle tre artiste dialogano attraverso linguaggi e materiali diversi ma attraversati da una comune sensibilità critica e femminista. Le sculture in paraffina di Delsignore evocano la memoria degli sfollati durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale; le narrazioni di Melluso intrecciano mito e ritualità legate alle tradizioni delle isole Eolie; mentre Seri rielabora esperienze personali di fragilità e perdita attraverso sculture di pane e ceramica raku, concepite come gesti apotropaici capaci di trasformare il trauma in atto simbolico.
Il risultato è un percorso quasi alchemico, dove materiali eterogenei — cenere, paraffina, pane, ceramica — diventano strumenti di una riflessione sulla memoria individuale e collettiva, restituendo l’immagine di un’arte che, come una fiamma che resiste alla cenere, continua a rigenerarsi nel tempo.
Luogo: Forno Project | Galleria Fidanda, Scali della Fortezza Nuova – Livorno
Orari: lun-sab 9-13 e 14-17 (lunedì mattina chiusi)
Biglietto: intero 16€ audioguida inclusa
Abitare il Rinascimento – Palazzo delle Papesse, Siena
Chiudiamo con un’anteprima: dal 22 maggio al primo novembre 2026, Opera Laboratori, con Vernice Progetti, presenterà la mostra “Abitare a Siena il Rinascimento – Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera”, curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna, organizzata in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi, la Banca Monte dei Paschi e il Museo Stibbert di Firenze.

La mostra, ospitata nelle sale di Palazzo delle Papesse, dimora rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini, sorella di Papa Pio II, documenta, attraverso più di ottanta opere, la feconda produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo.
Arredi come cassoni, spalliere, lettucci, testate di letto, manufatti tessili e suppellettili, saranno protagonisti di un percorso che intende restituire la ricchezza e la varietà di una cultura figurativa destinata all’ornamento degli spazi abitativi.
Si tratta di oggetti che, un tempo parte integrante dell’arredo delle residenze nobiliari, risultano oggi dispersi e conservati in musei italiani e stranieri, dove non sempre sono immediatamente riconoscibili nella loro originaria funzione: decontestualizzati, appaiono spesso come semplici dipinti esposti alle pareti delle gallerie.
Luogo: Palazzo delle Papesse, via di Città, 126
Orari: da comunicare
Biglietto: da comunicare