OCA: all’Oasi Dynamo approda l’arte contemporanea

OCA è Oasy Contemporary Art, il nuovo progetto di Oasi Dynamo, laboratorio culturale in continuo dialogo tra creatività e natura.

Nella splendida oasi naturalistica dell’Appennino Pistoiese, l’arte contemporanea: è il progetto OCA, acronimo di Oasy Contemporary Art, che ha inaugurato lo scorso 18 luglio all’Oasi Dynamo e che aprirà al pubblico il prossimo 5 agosto 2023. La direzione artistica è di Emanuele Montibeller, già direttore artistico di Arte Sella, da sempre impegnato in progetti che intendono far coesistere arte e natura:

Se per casa intendiamo il mondo intero, capiamo bene come il tema ambientale – che oggi si è imposto per fortuna con grande urgenza nell’opinione pubblica – non può riguardare solo l’ambiente in senso stretto. Diviene una questione culturale, antropologica e sociale. È su questo ragionamento che poggia le sue fondamenta il progetto OCA. Un progetto ambizioso, che partendo da un luogo solo apparentemente periferico, intende farne la metafora dell’intero pianeta. Si tratta dunque di un luogo speciale che vuole diventare un laboratorio culturale, dove non trovino spazio solo le arti visive, ma una molteplicità di discipline e attori. Un laboratorio che che cercherà di fornire risposte alla domanda essenziale: come abiteremo il mondo?”.

Oasi Dynamo_©Andrea Alfieri

L’Oasi Dynamo si estende per circa mille ettari, arrivando sino a 1100 metri di altitudine, un tempo era riserva di caccia della famiglia Orlando che nel 1911 vi aveva fondato lo stabilimento della Società Metallurgica Italiana. Oggi, l’Oasi è territorio prevalentemente boschivo, custode di piante rare e di una grande varietà di animali selvatici. In parte dedicata alle tradizionali attività dell’agricoltura e dell’allevamento, l’Oasi si è aperta negli anni anche all’ospitalità, all’eco turismo, alla divulgazione di una cultura sostenibile dell’ambiente. Ed oggi, con OCA Oasy Contemporary Art, arriva in alta quota anche l’arte, sempre nel rispetto più totale del luogo.

L’esperienza inizia con un cammino: circa 45 minuti lungo un sentiero nel bosco, il visitatore diventa così co-autore del progetto, portando con sé il proprio sentire. Il cammino porta al culmine di una vallata con un grande prato, incorniciato da una staccionata con paddock e una vecchia stalla per mucche: gli spazi, del tutto rinnovati, sono diventati il luogo espositivo di OCA.

Linguaggi artistici, sensibilità, ispirazioni, percorsi: in armonia con il territorio della riserva, Emanuele Montibeller propone un percorso esperienziale nella natura, che arricchirà la fruizione del paesaggio grazie a mostre e ad installazioni ambientali, che dialogheranno con la natura stessa. I marco-temi affrontati saranno quattro: il primo riguarda l’abitare il pianeta terra, il secondo riguarda i simboli, gli altri due temi riguarderanno il vestire e il cibo.

Oasi Dynamo_©Mattia Marasco

Il primo progetto presentato è stato quello dell’artista svedese David Svensson e del fotografo italiano Massimo Vitali, con lavori pensati e realizzati per OCA e per l’idea che il luogo intende trasmettere, quella secondo cui proteggere la natura non significa proibirne la fruizione, ma viverla secondo la cultura del rispetto e della conoscenza.

La Grande Oasi

The way we live, now

Fotografie di Massimo Vitali

Questa è una mostra che mi fa piacere aver fatto… non è sempre così: ho fatto anche mostre in grandi musei, senza lo stesso entusiasmo: questa mostra, in cima a una montagna, è una mostra molto fine, una mostra di arte contemporanea di grande classe, cosa che non sempre succede, anche a quelli bravi!” Esordisce così il fotografo Massimo Vitali in conferenza stampa.

In quella che sino a poco tempo fa era un’immensa stalla per le mucche, è stato allestito lo spazio espositivo inaugurato con la sua mostra a cura di Giovanna Calvenzi, “La Grande Oasi. The way we live, now”: sedici grandi opere per raccontare quasi trent’anni di ricerca fotografica sul territorio, due modalità espositive diverse: in una parete le opere museali racchiuse nelle grandi cornici, in un’altra la stampa su Latex, più leggera, pur sempre di grande impatto.

Vitali, nato a Como nel 1944, è oggi uno dei fotografi italiani più noti e apprezzati nel panorama internazionale e le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. Il progetto realizzato per Oasy Contemporary Art ha come protagonisti gli uomini ed il territorio, in un dialogo nel quale la presenza umana è misura stessa del paesaggio.

Per questo nuovo lavoro, Vitali ha rinunciato alla sua tecnica d’elezione, ossia alle riprese dall’alto di un cavalletto di cinque metri, per rispettare invece un’“equa distanza” che gli permette di testimoniare il dialogo tra l’uomo e la natura. Le riprese dall’alto di quello che a suo tempo aveva definito “il punto di vista del principe”, le ritroviamo invece in mostra, in una selezione di opere realizzate sulle spiagge europee a partire dal 1995.

OCAoasycontemporaryart-©mattiamarasco

Home of the world

Installazione di David Svensson

Oltre lo spazio-museo, in un percorso che segue la curva della collina, sventola contro il cielo “Home of the World”, l’opera dell’artista svedese David Svensson,nato nel 1973 e attivo nell’esposizione di “Public art”, con opere monumentali che fissano l’interesse su tempo, spazio e luce. Centinaia di bandiere: simbolo per eccellenza delle identità nazionali, le bandiere sono l’espressione grafica, o meglio iconografica, di un sentire popolare, di una storia, di tradizioni e di cultura. Ma quante volte vengono esposte ed esibite contro gli altri? Gli eserciti in guerra marciano sempre dietro a una bandiera e issare una su una porzione di territorio equivale a rivendicarne il possesso esclusivo. Il percorso realizzato da Svensson per OCA, lungo alcune centinaia di metri, è caratterizzato da un grande collage con tutte le bandiere del mondo, che sono state però de-costruite e ricomposte in modo totalmente inedito.

L’effetto è straniante: ogni singola bandiera perde il proprio carattere distintivo e viene in qualche modo contaminata dall’accostamento di forme e di colori con le altre. Uno dei propositi dell’opera è proprio quello di mettere in discussione ogni distinzione in chiave nazionale che le bandiere normalmente portano con sè. La natura non ha confini, le linee che delimitano le nostre mappe sono pure convenzioni, per giunta molto instabili nel tempo.

OCAoasycontemporaryart-©mattiamarasco

OCA oggi e domani

La mostra di Massimo Vitali e l’installazione di David Svensson si inaugurano il 5 agosto 2023 e resteranno visitabili sino al 5 novembre 2023. OCA sarà aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 17. Lasciata la macchina al parcheggio alla Croce di Piteglio, con una piacevole camminata, si attraverserà il bosco e si arriverà infine nella radura che ospita l’installazione all’aperto e lo spazio espositivo con la mostra, da cui si accederà per visitarle entrambe. Al vicino Centro Visitatori della riserva, sarà in funzione il ristorante Casa Luigi che, su prenotazione, offrirà proposte gastronomiche di assoluta qualità. I visitatori potranno usufruirne oppure godere del prato e degli spazi all’aperto.

Il tema della convivenza tra l’uomo e la natura sarà sviluppato da OCA anche nei prossimi anni, proponendo ogni stagione una nuova mostra nello spazio-museo, ed una nuova installazione nel verde, che poi resterà nell’oasi, creando nel tempo un parco d’arte. Emanuele Montibeller ha già invitato per il futuro gli architetti Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Kengo Kuma e Matteo Thun, gli artisti Diana Scherer, Edoardo Tresoldi, Davide Quayola e fuse*, la poetessa Mariangela Gualtieri, il filosofo Emanuele Coccia, lo scrittore Leonardo Caffo e tanti altri. A Giovanna Calvenzi è invece stato affidato un progetto triennale dedicato alla fotografia, che dopo Vitali vedrà ospiti Joan Fontcuberta e Thomas Struth. Per riflettere sul tema del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, infine, verranno realizzate per la cura di Diletta Cancellato delle installazioni che vogliono riconnettere il tessile e la natura, sfidando designer, stilisti e artisti a trovare nuove soluzioni che possano coesistere e nutrire gli ecosistemi.

Nel periodo di esposizione, quest’anno come nei prossimi, saranno infine organizzati incontri con scienziati, filosofi, artisti, architetti, antropologi, poeti e scrittori, chiamati tutti a confrontarsi sui temi lanciati da OCA.

Informazioni

www.oasycontemporaryart.com

Ingresso: intero 12,00 €, bambini fino ai 10 anni gratuito

Immagine in copertina: OCAoasycontemporaryart-©mattiamarasco

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