Il pianoforte interattivo di Skim arriva all’Ospedale Meyer
Donato dall’artista fiorentino Skim e dal curatore Simone Teschioni Gallo, lo stesso strumento interattivo nato alla mostra “Genesi – L’armonia del Kaos” diventa un’opera viva nella hall del Meyer, suonabile da pazienti, famiglie e visitatori.
All’ingresso dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze è appena arrivato il pianoforte firmato dall’artista fiorentino Skim, donato dall’artista stesso e dal curatore Simone Teschioni Gallo: lo stesso strumento che ha vissuto un percorso particolare, nato come opera interattiva e già pensata fin dall’origine per essere suonata dal pubblico, prima durante la mostra “Genesi – L’armonia del Kaos” a Palazzo Medici Riccardi e oggi all’interno dell’ospedale.
Il passaggio al Meyer non cambia la natura del lavoro, ma ne prosegue la vita. Durante la mostra curata da Simone Teschioni Gallo, allestita dal 16 giugno al 26 settembre 2022, il pianoforte non era un elemento statico né un oggetto da osservare a distanza: era parte attiva del percorso espositivo, uno strumento lasciato a disposizione dei visitatori, che potevano suonarlo liberamente. In quel contesto, quello di una Firenze che tornava a una dimensione di presenza dopo il periodo delle restrizioni pandemiche, il gesto del suonare diventava parte integrante dell’opera stessa.

“Genesi. L’armonia del Kaos” raccoglieva l’intera ricerca di Skim, dagli esordi fino ai più recenti “Kaos armonici”, mettendo in relazione pittura, segno e immaginario urbano in un percorso fluido e non lineare. Il pianoforte si inseriva in questa logica come elemento aperto, coerente con una pratica artistica che non separa mai completamente opera e partecipazione.
È proprio dall’esperienza di quei mesi che nasce la decisione di proseguire il percorso dello strumento in un altro contesto. L’artista e il curatore scelgono di non interrompere quella dinamica, ma di portarla in uno spazio dove potesse continuare ad accadere ogni giorno: l’ospedale pediatrico.
Il legame tra Skim e il Meyer è infatti già consolidato. Oltre dieci anni fa l’artista era stato coinvolto da Meyer Art per la realizzazione di un grande intervento murale su pannello nella “teen room”, una sala dedicata ai pazienti adolescenti, e oggi trasferito nella ludoteca, e negli anni successivi aveva donato tre tele agli uffici della struttura.

Il pianoforte rappresenta un ulteriore passaggio di questo percorso, perché non è concepito come oggetto da contemplare, ma come strumento da utilizzare grazie anche alla sua superficie, realizzata con colori atossici a base d’acqua.
Il giorno dell’installazione nella hall del Meyer, lo strumento ha immediatamente attivato questa dimensione. “Tutti hanno iniziato a suonarlo e questo ha creato veramente tanta gioia, ha fatto uscire il sorriso alle persone presenti”, racconta Skim. Bambini, genitori, personale e visitatori si sono avvicinati spontaneamente, dando vita a una presenza sonora continua e non programmata, che ha cambiato il ritmo dello spazio d’ingresso. Un gesto semplice ma che ogni giorno contribuisce a donare attimi di gioia e spensieratezza tra l’emozione dei responsabili della fondazione e del personale medico e sanitario, dei piccoli pazienti e delle famiglie.

Per l’artista, questo tipo di reazione è parte integrante del lavoro: l’opera non si chiude nel suo autore, ma si completa nel momento in cui viene utilizzata. Per il curatore Simone Teschioni Gallo, il trasferimento del pianoforte al Meyer rappresenta invece la continuità di un’esperienza nata in mostra e prolungata nel tempo, mantenendo vivo quel rapporto diretto tra pubblico e opera che aveva caratterizzato il progetto originario.
All’interno dell’ospedale, il pianoforte assume così una funzione semplice ma precisa: essere un punto di accesso immediato alla relazione, uno strumento per generare allegria e spensieratezza nei piccoli pazienti e nelle loro famiglie.