PITTI UOMO #96, la TOP 5 di FUL

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Le 5 cose che ci sono piaciute di Pitti Uomo edizione 96.

Al termine della kermesse estiva di Pitti Immagine Uomo, noi di Firenze Urban Lifestyle stiliamo la classifica delle cinque cose che abbiamo apprezzato di più e che meritano una “menzione di onore” per originalità, creatività e stile.

1) La festa di LuisaViaRoma

Innumerevoli sono gli eventi e le feste che hanno animato la città e i suoi abitanti in questi giorni. Ma se dobbiamo citare la festa per eccellenza, senza dubbio nominiamo quella di LuisaViaRoma. Un party che esclusivo è dire poco, scintillante, chic e originale come la boutique che ha celebrato i suoi 90 anni. Una sfilata arricchita dalla presenza di top models e un live show a chiusura di cui si parlerà ancora a lungo. Momenti clou della passerella sono stati i due catwalk di Irina Shayk, super sexy con un abito Ferragamo in pelle nera senza spalline indossato con guanti di latex neri, e un vestito gessato Thierry Mugler con uno spacco audace sulla coscia che lasciava in bella vista il reggicalze. Gran finale con l’eccezionale concerto di Lenny Kravitz.

Irina Shayk sulla passerella per LuisaViaRoma by Getty Images

2) Il padiglione del Paese Ospite

Dedicato alla Cina, il padiglione spicca per la presenza dominante del colore rosso vivo, che contrasta con i restanti. Scelta significativa, in quanto in Cina il rosso è il colore tradizionalmente associato alla felicità e alla gioia (a differenza del bianco, il colore del lutto) e rimanda immediatamente a un’estetica di gusto orientale. Scevro da richiami troppo dozzinali (pagode, cupole, draghi, ecc…), il padiglione risulta minimale ma assolutamente catchy nel richiamare i visitatori al suo interno, iniziando un incontro con una moda maschile che ha molto in comune con quella occidentale. 

3) Lo stand di RRD

L’esclusivo brand Roberto Ricci Design ha proposto la nuova collezione mare dal design innovativo combinato con tessuti tecnici in uno stand che lascia a bocca aperta. Quanto di più tecnologico e ricercato, lo abbiamo trovato proprio qui. Curve sinuose di una scultura gigantesca a forma di pesce accolgono il visitatore, luci soffuse, cromature e giochi di specchi che rimandano continuamente immagini su immagini. Pochi pezzi esposti con ordine e cura. Un profumo leggero e acquatico si diffonde nell’aria, sovrastandola. Sembra di immergersi in un mondo fluttuante, in un buio trasparente che ricorda l’oceano notturno. 

4) PARCOATS Florence

Dopo il debutto, avvenuto proprio a Pitti Uomo gennaio 2019, il brand si ripresenta con la collezione estiva che punta a reinterpretare i grandi classici dei capi maschili in chiave moderna e futurista. Una moda per un ‘fiorentino che parla inglese’ come ci ha detto Masha Brigatti, direttrice creativa insieme a Simone Guidarelli, quando abbiamo visitato lo stand. Per questa edizione hanno reinterpretato cinque modelli classici del guardaroba maschile declinandoli in una collezione di capi dalla portabilità facile, per tutti i giorni come per la sera. Il fiore all’occhiello della collezione è  “Punk Parka”, capo urban che traduce in materia l’anima del progetto, capi stampati o in tinta unita e adattabili a mood cittadini e non. Una formula nuova ma che in qualche modo ha riportato in Toscana la tradizione dello storico marchio empolese di impermeabili Allegri (oggi trasferito a Milano dopo l’acquisto dell’azienda da parte del gruppo LF nel 2011) grazie allo spirito imprenditoriale di Giovanni Allegri e alla partnership con Landi S.r.l. per la produzione. Un prodotto bello per una nuova storia bella.

5) Lo stand di Karl Lagerfeld

Tra i vari stands, come non omaggiare quello dedicato allo stilista tedesco scomparso a febbraio, re indiscusso della moda internazionale? A sua immagine e somiglianza, come per qualunque “divinità” pagana che si rispetti, lo stand è un trionfo di black and white, con gigantografie e citazioni dello stilista che campeggiano sulle pareti. La personalità e lo stile qui creano un’atmosfera immediatamente riconoscibile, anche ai profani: un santuario della moda, aperto perfino ai miscredenti, da cui uscire rinnovati. Almeno nel look. 

Questa è la classifica di FUL, qual è la vostra?

Articolo a cura di Rita Barbieri e Francesco Sani.

Foto esclusive per gentile concessione del fotografo Dario D’Andrea.

FUL ringrazia Irene Falla e Ernesto Cerquigli per aver posato.

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Classe 1979, è sopravvissuto agli anni Novanta ma a quel decennio resta irrimediabilmente legato. Sono note le sue passioni per la musica rock, il calcio e ha velleità da fotografo.