Quando a Firenze non esisteva l’afa

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duomoÈ difficile immaginare Lorenzo il Magnifico prendere le sue storiche decisioni in una Firenze ammantata di neve per gran parte dell’anno, eppure è proprio così che dovremmo dipingerlo. In questi giorni di afa soffocante tendiamo a dimenticare che il nostro pianeta ha attraversato glaciazioni planetarie e anni di effetto serra. Nel Medioevo, alla fine del 1300, le temperature in tutto l’emisfero settentrionale si abbassarono notevolmente, dando inizio a quella che gli storici chiamano Piccola Età Glaciale, con inverni lunghi ed estati fresche. Durante la Guerra di Ferrara, 1482-1484, che vide Venezia, il Papato e Firenze scontrarsi per la signoria di Ercole I d’Este, la Val Padana era da anni sotto la sferza della neve e la Laguna Veneta era gelata. Qualche anno dopo, nel 1489, a Venezia nevicò per dodici giorni consecutivi e nel 1491, i primi di giugno, cadde la neve anche a Bologna e a Ferrara. La morte stessa di Lorenzo fu seguita dal freddo, tra il 1492 e il 1493 infatti Firenze rimase per settimane bloccata da mezzo metro di neve, e l’anno seguente persino il porto di Genova gelò.

La Piccola Età Glaciale proseguì per tre secoli e gli Europei si abituarono a vedere il Mar Baltico, il porto di Marsiglia e il Po congelati per gran parte dell’anno. A Berlino le temperature invernali scesero sotto i -10 gradi e a Napoli le nevicate abbondanti imbiancarono per centinaia di anni il Vesuvio e il golfo di Sorrento. Nel 1850 le temperature iniziarono a risalire per la concomitanza di vari fattori tra cui l’attività solare, quella vulcanica, la circolazione termoalina (ovvero l’impatto sul clima delle correnti oceaniche) e la crescita dell’industria umana.

«Ricordo come addì 20 gennaio 1493 nevicò in Firenze in modo tale che gli alzò per le vie presso a un braccio (60 cm circa ndr). E fu in detto anno uno grandissimo freddo in modo tale che si vedeva gettare dalle finestre un catino di acqua calda, e, mediato che l’era in sulle lastre, ell’era diacciata; e durò la sopradetta neve in Firenze un mese e più; e diacciò Arno tra ponti di Firenze da banda a banda; et in detto anno si seccò, pel freddo grande che fu una gran cosa di vignie e di vite di questi nostri piani; e così fu di molti olivi, allori e melaranci de’ quali ne campò molto pochi. Dicono questi nostri antichi che a loro tempo non ricordano nevicare in Firenze mai per una volta sola tanta neve quanto fu questa di questo dì» Bartolomeo Masi, Cronaca

NICCOLÒ BRIGHELLA

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